Se l’abitante della dodicesima casa vi è sembrato un buon candidato per entrare nella schiera dei migliori cavalieri d’oro, preparatevi a rimettere in discussione le vostre preferenze. Seguendo ancora la linea dei personaggi introdotti nelle due stagioni dell’anime di Saint Seiya Lost Canvas, i protagonisti di oggi saranno Manigoldo di Cancer e El Cid di Capricorn.
Il cavaliere rifiutato dalla propria armatura e la spada sacra
Come abbiamo già detto, cambiando epoca, cambia anche la personalità. Ma questo resta vero fino a un certo punto. Nell’universo Saint Seiya conosciamo come scontrosi e irascibili tutti i Cancro, taciturni e riflessivi tutti i Capricorno.
Il cavaliere del Cancro della serie classica, l’italiano Death Mask, non si può proprio definire un esempio di viril virtute. Custode della quarta casa, è un uomo testardo, irriverente e feroce; si fa continuamente beffa degli avversari anche quando è ben consapevole della loro superiorità e contraddice tutti i valori che dovrebbe rispettare un cavaliere devoto ad Atena, tanto che persino la sua armatura arriva ad abbandonarlo.
Per quanto riguarda il Capricorno, invece, arriviamo fino alla decima casa per conoscere il suo condomino Shura. Noto allo spettatore ancora prima dell’inizio della scalata per aver ucciso Aiolos il traditore, Shura è quel cavaliere davanti al quale non ti vorresti mai trovare. Altezzoso e fedele, pronto a sacrificare la sua vita e quella delle persone che più ama, Capricorn è l’unico a possedere un’arma. I cavalieri di Atena sono devoti alla Dea della guerra, ma nessuno di loro possiede un’arma fisica. Il caso di Shura è particolare: la sua spada è, infatti, il suo braccio sinistro, affilato a tal punto da tagliare più di una vera lama d’acciaio.
La versione 2.0: Manigoldo di Cancer
Se pochi provavano simpatia per il Capricorno, a nessuno è mai andato giù il comportamento del Cancro (e l’intero fandom di Saint Seiya concorda su questo fatto). Death Mask sarà anche stato un cavaliere mediocre, ma è stato il suo carattere offensivo e da gradasso a portarlo alla rovina.
Per dare giustizia, però, a tutti quelli nati sotto le stelle del Cancro, Kuramada è corso ai ripari, creando uno dei personaggi di Saint Seiya Lost Canvas che più vi resteranno nel cuore: Manigoldo.

Manigoldo di Cancer
Esatta copia estetica di Death Mask, giusto un po’ più alto, Manigoldo corre in aiuto di Tenma e compagnia nel settimo volume. Mandato in loro aiuto dal Gran Sacerdote Sage, suo maestro e precedente cavaliere d’oro del Cancro, Manigoldo fa il suo ingresso nella foresta della morte eretta a protezione del castello. Dopo averne sconfitto il custode, raggiunge la dimora degli dei gemelli, Hypnos e Thanatos, pronto allo scontro.
Strati di spirito: Sekishiki Meikaiha
Nello scontro con Thanatos, Manigoldo mostra tutta la forza del Cancro. Il potere speciale e caratteristico di questo cavaliere è quello di poter creare dei contatti con gli spiriti che risiedono negli Inferi. Strati di spirito gli consente infatti di separare l’anima dal corpo fisico dell’avversario e spedirla nella Valle della Morte, dove il malcapitato non ha via di fuga e, nella disperazione, è costretto a unirsi al corteo di anime dirette alla Bocca di Ade, questa grande voragine da cui non si fa più ritorno.
Uno stretto legame con la morte lo accompagna da quando è bambino. Soprannominato “Il Boia” dai viandanti che si ritrovavano a passare dal suo villaggio ormai fantasma, il ragazzo viene cresciuto da Sage e istruito fin da subito a controllare i Fuochi fatui (o fuochi di volpe) che lo perseguitano.

Manigoldo di Cancer al cospetto di Thanatos e Hypnos
Il ladro e il gentiluomo: Cancro e Pesci
Saint Seiya è uno shōnen, ovvero un genere indirizzato a un pubblico maschile di età compresa tra i quattordici e i vent’anni. Combattimenti sanguinari, tecniche sempre più potenti, violenza oltre ogni limite sono solo una parte dell’universo di Kuramada.
L’altra parte dell’emisfero, infatti, vede tutte le complicate relazioni tra i cavalieri, diluite in varie sfaccettature. Pur essendo un’opera degli anni ’80, l’autore ha cercato di inserire quanti più scenari possibili: c’è il rapporto tra fratelli quasi ai limiti dell’incesto, tra compagni di squadra, tra allievo/a e maestro/a.
Le scene che ci fanno pensare all’opera come vicina parente dello shounen-ai (genere in cui vi è una relazione tra due uomini espressa in maniera implicita) sono molte. Basti pensare a Aphrodite di Pisces, volontariamente rappresentato come ermafrodita; o alla scena più chiacchierata di tutta la saga tra Hyoga e Shun, quando quest’ultimo si stende sul compagno per scaldarlo col suo calore corporeo e far sì che si desti da un attacco mortale appena ricevuto.
Ci sarebbe un discorso eterno da fare su come intenda l’amore Kuramada e come sia stato rappresentato nell’opera. Per ora ci si può limitare a intenderlo come un rapporto fraterno, non di sangue, tra giovani fanciulli, quasi tutti orfani, cresciuti allenandosi insieme.
Tutti i ragazzi che vivono al Grande Templio vengono cresciuti per combattere e, nonostante non sia mai detto esplicitamente a causa della censura italiana, il loro unico obiettivo è difendere Atena fino alla morte, che spesso avviene precocemente.
Nel corso degli articoli analizzeremo alcune morti, per ora introduciamo i Pesci e il Cancro. Il dolce e bellissimo cavaliere dei Pesci con il rozzo e maleducato cavaliere del Cancro. Eh, non lo dico io, le pagine non mentono, guardiamo l’extra di Manigoldo, per esempio.
La patria di Manigoldo è il nostro Bel Paese. L’extra del Cancro, il numero 4, si svolge infatti tra i vicoli stretti di Venezia. Le pagine però non raccontano parte della sua infanzia o crescita, bensì la vicenda di Gioca, una giovane ragazza. Di Manigoldo emerge un lato quantomeno umano e comprensibile nei confronti della ragazza e verso il nemico di turno, Avido, allievo di Hakurei, fratello del Gran Sacerdote Sage.

Manigoldo di Cancer e Albafica di Pisces
La missione si rivela essere molto semplice, ma la cricca di Avido, sotto il nome di Cavalieri Neri (non quelli della saga originale, eh) vede al seguito altri quattro seguaci da sconfiggere. Manigoldo non può riuscirci da solo e in suo aiuto corre l’aitante cavaliere dei Pesci. Se questa “missione di coppia” sia soltanto una strizzata d’occhio non si sa, resta che la coppia Cancro-Pesci si rivela vincente.
L’upload in Saint Seiya Lost Canvas di Capricorn: El Cid
Shura di Capricorn, il cavaliere della saga principale, è uno degli ultimi cavalieri presentati e nei suoi confronti si parte un po’ prevenuti. Nonostante le differenze con il suo predecessore, in questo caso, siano minime, tutta la nostra attenzione va al caliente El Cid.
Seguendo la stessa teoria di affetto reciproco, vista tra Cancro e Pesci, in tutto Saint Seiya è più che ricorrente il legame tra Capricorno e Sagittario. In particolare nel Lost Canvas, con il Sisifo di Sagitter in vita, diventa quasi impossibile non notare il rispetto e le attenzioni che il freddo El Cid regala al compagno.
Sarà proprio la spada di El Cid a tagliare le catene che imprigionano l’anima di Sisifo, ingannato dalle quattro divinità del sogno (Oniro, Morfeo, Icelo o Fobetore e Fantaso) e apparentemente sconfitto. Ma dimenticate tristi monologhi o lacrime virili, da El Cid non avrete niente di tutto ciò. Non tanto perché insensibile, quanto perché conforme in pieno a tutte le caratteristiche della spada nascosta nel suo braccio, tra le quali, ovviamente, la tempra.

El Cid di Capricorn
L’impenetrabile personalità di Capricorn
Capricorn è sempre ligio ai suoi doveri, ma sarà riuscito anche solo una volta a sorridere spontaneamente senza che glielo ordinasse qualcuno? La risposta a questa domanda si può rintracciare nell’extra di Saint Seiya a lui dedicato, il numero 4.
Deciso a partecipare a un torneo di spada, il freddo spagnolo si incontra con un giovane fabbro di nome Lacaille. Il ragazzo, rimasto affascinato dalla tecnica di spada di El Cid, deciderà di diventare cavaliere a sua volta. Tornerà nella saga principale di Saint Seiya Lost Canvas come Lacaille della Poppa.
Durante i vari scontri, El Cid si ritrova ad affrontare i suoi vecchi compagni di addestramento, Mine e Felser, entrambi morti anni prima. Alla vista dei due, subito si notano le prime (ma leggere) crepe nell’animo del giovane. I tre sono cresciuti insieme, tutti con il desiderio di affinare le loro tecniche di spada. Particolare attenzione va a Mine, una ragazza decisa a ottenere la spada assoluta, tecnica che conferisce al braccio le caratteristiche stesse di una lama. La ragazza però morirà poco dopo a causa di una malattia polmonare e sarà El Cid a ereditarne il sogno.

El Cid di Capricorn contro Felser e Mine
La dedizione di Capricorn è talmente rigida che, nonostante si trovi davanti a vecchi amici d’infanzia, riesce comunque a terminare la missione e a rispedire le anime dei due giovani agli Inferi.
Stoico e impenetrabile fino alla fine, El Cid si rivela un buon candidato per chi predilige la forza d’animo e la determinazione. I candidati ora sono ben tre e tutti con caratteristiche piuttosto differenti, ma con una potenza da valutare in una scala sovraumana. Resta certo che più si continua la scalata e più diventa difficile sceglierne solo uno. I prossimi potrebbero farvi cambiare totalmente idea.




