Nausicaä – La prima eroina di Miyazaki

Camilla Giordano

12.05.2025

Resta Aggiornato

Nausicaä non è solo la dolce e idilliaca figlia di Alcinoo, re dei Feaci, che aiuta e accoglie Ulisse nel sesto libro dell’Odissea, ma anche la prima eroina del meraviglioso mondo di Hayao Miyazaki. Nausicaä della Valle del Vento (1984) è il film d’animazione con cui il maestro giapponese ha sancito la sua poetica e la sua Weltanschauung.

L’idea nasce da un manga realizzato proprio da Miyazaki per la rivista mensile di animazione Animage. Nausicaä inizia a essere pubblicato nel 1982 e la buona accoglienza da parte dei lettori spinge gli editori a puntare su una trasposizione animata.

Inizialmente Miyazaki, per preservare la sua libertà creativa ed evitare la commercializzazione della sua storia, si rifiuta, nonostante tale scelta possa sembrare in contrasto con la sua vocazione di animatore. Dopo essersi scusato con i lettori, cambia però idea, seguendo la sua indole. Si dedica con devozione alla realizzazione dell’anime, circondandosi di collaboratori fidati, anticipando lo staff dell’imminente Studio Ghibli.

Nausicaä della Valle del vento

Nausicaä della Valle del vento (manga)

Chi è Nausicaä? L’ispirazione parte da un disastro ambientale: l’inquinamento da mercurio del golfo di Minamata, in Giappone.

Il maestro rimane colpito dalla capacità degli animali marini di adattarsi alla devastazione catastrofica provocata dai rifiuti industriali. Nausicaä di Miyazaki è il punto di incontro e di salvezza tra il mondo spregiudicato degli uomini e la natura vessata in un futuro post-apocalittico. Principessa della Valle del Vento, la giovane si batte contro il regno di Tolmekia, che vuole distruggere la Giungla Tossica. Soprannominata anche Mar Marcio, si tratta di un ecosistema mutato, popolato da insetti giganteschi e in espansione, che intossica la Terra. Al suo interno, senza maschera, i polmoni imputridiscono dopo soli cinque minuti.

Nausicaa è l’incarnazione delle qualità ammirate da Miyazaki e rintracciabili nelle protagoniste dei suoi capolavori successivi.

Bontà, altruismo, curiosità, coraggio e rispetto per la natura e gli animali, come nella combattiva Principessa Mononoke (1997) e la dolcissima Sophie ne Il castello errante di Howl (2004).

Miyazaki non si proietta solo nel futuro: Nausicaä è la sintesi ibrida di due personaggi letterari appartenenti al mondo occidentale e a quello orientale. Per il nome e il distacco dalla materialità, l’animatore viaggia nell’Antica Grecia, omaggiando la principessa dei Feaci, che non esita a prestare soccorso al leggendario eroe di Omero. Miyazaki recupera da buon giapponese, anche La principessa che amava gli insetti, protagonista di una raccolta dell’XI secolo, conosciuta in Italia con il titolo Le concubine floreali.

La centralità di figure femminili è un tema rincorrente in Miyazaki.

Oltre a Nausicaä, nel capolavoro di animazione emergono altre donne importanti, mentre gli uomini ricoprono un ruolo alquanto ridotto o di supporto: ad esempio, la Veneranda Anziana prevede il futuro e intuisce la volontà e la rabbia della Natura; la potente e agguerrita Regina Kshana è a capo di un esercito; infine, la Madre Regina di Pejite concede a Nausicaä di fuggire e aiutare il villaggio della Valle.

Oltre al femminismo, emergono temi caldi e attualissimi, eterni, quali l’ecologia, il pacifismo e l’antimilitarismo.

In un domani tragico, dove non si sa cosa possa accadere a causa di un’arma da fuoco, Nausicaä è un vero e proprio vento di speranza, portavoce di Miyazaki e invito esplicito a riflettere sulle conseguenze delle semplici, ma mai banali, azioni quotidiane. Un piccolo gesto di rispetto e altruismo crea grandi cambiamenti e si espande, come il cerchio creato da un sassolino lanciato in un lago.

Emerge, inoltre, la passione dell’animatore per l’aviazione e il volo, rintracciabile in altri suoi film, quali Porco Rosso (1992) e Si alza il vento (2013). Nausicaä, infatti, si muove spesso con un Mehve, cioè un piccolo aeroplano. Un leggiadro inno alla libertà. Nausicaä è un soffio di dolce e cerulea tenacia, a cui è impossibile tarpare le ali.

Nausicaä della Valle del vento

Nausicaä in Nausicaä della Valle del vento di Hayao Miyazaki (1984)

Miyazaki riprende il manga originale una decina di anni dopo l’uscita del lungometraggio, nel 1994, e il messaggio viene ridimensionato rispetto al finale positivo del film. L’ottimismo del maestro giapponese è contenuto, ma la speranza è l’ultima a morire. «Dobbiamo sopravvivere» è la battuta finale di Nausicaä nel fumetto.

Cadute le illusioni, Miyazaki resta un sognatore, un idealista e un grandissimo narratore che ha conquistato il cuore degli spettatori, stregati dall’incanto delle sue avventure e dei suoi personaggi, soprattutto femminili: ritratti a tutto tondo, densi di fascino e sensibilità.

Nausicaä è un’eroina ammirevole, una guerriera abile come Camilla, la regina delle Amazzoni cantata da Virgilio nell’Eneide, ma non ricorre alla violenza ed è pronta al sacrificio, dal quale riemerge su un prato dorato, simile a un angelo vestito d’azzurro.

Istinto e ragione, cuore e animo, luce e buio, natura e qualità umane: il film di animazione è un capolavoro imperdibile (disponibile su Netflix, come gli altri film dello Studio Ghibli) che invita all’incontro, alla convivenza pacifica e all’equilibrio degli opposti. Partendo dalla Grecia di Omero e volando tra il vento della speranza, fino all’estremo Oriente.

Nausicaä della Valle del vento

Nausicaä in Nausicaä della Valle del vento di Hayao Miyazaki (1984)

Leggi anche: Principessa Mononoke – Verso la genesi di una società ecologica

Autore

Share This