Onward – Oltre la magia | Una dolce sorpresa

Eleonora Poli

01.03.2021

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Per il periodo festivo di questo ormai passato 2020, Disney+ ha sicuramente contribuito a rendere il periodo natalizio un po’ più magico. Travestita da Babbo Natale, ha lasciato sotto l’albero un paio di regali molto graditi: Soul (il 25 dicembre) e, per l’Epifania, il tanto chiacchierato (e atteso) Onward – Oltre la magia.

Onward - Oltre la magia

Onward – Oltre la magia di Dan Scanlon (2020)

Ambientato in un mondo in cui la tecnologia ha preso il posto della tanto faticosa magia, il film racconta la storia di Ian Lightfoot, un elfo timido e introverso che sta per compiere sedici anni. Esperto di magia e di tutto quel mondo ormai dimenticato è, invece, Barley, il suo distruttivo e distratto fratello maggiore, nonché appassionato di giochi di ruolo storici.

Per il compleanno di Ian, la madre Laurel gli consegna il bastone magico del padre Wilden, morto prima che il figlio nascesse, e, insieme a questo, anche una Gemma Fenice e una lettera con le istruzioni per un incantesimo capace di riportare in vita il padre per un’intera giornata.

Barley prova per tutto il giorno a recitare l’incantesimo senza successo. Quando, infine, ci prova Ian, la Gemma Fenice si illumina e il corpo del padre inizia a prendere forma. Ma, essendo inesperto, Ian perde il controllo dell’incantesimo, che si interrompe, causando la distruzione della gemma, non prima, però, di aver dato vita almeno alla parte inferiore del corpo dell’uomo.

Così, Ian, Barley e i pantaloni partono per una missione alla ricerca di una seconda Gemma Fenice, necessaria per completare l’incantesimo. Il tutto entro il tramonto, quando il padre scomparirà definitivamente.

“Call it magic”

Il lungometraggio d’animazione firmato Disney-Pixar e diretto da Dan Scanlon inizia con un preambolo storico. Il mondo è abitato da creature fantastiche: le sirene nuotano nel mare, gli unicorni volano leggiadri nel cielo, i centauri cavalcano nella prateria. Ognuno è libero e magico. Gli eroi sconfiggono i draghi e i cavalieri proteggono i castelli. Tra loro vi sono gli stregoni, coloro che riescono a controllare la magia: un’arma potente e infallibile in ogni situazione, ma che richiede impegno e studio. La magia viene utilizzata per ogni cosa: per creare la luce o il fuoco, per aiutare gli altri.

Ma a cosa servono i maghi se c’è l’elettricità? Perché studiare un incantesimo per creare la luce, se si può semplicemente premere un interruttore? Così la magia viene accantonata. Il cemento travolge le praterie e le industrie soppiantano le grandi foreste. Ora le sirene sguazzano nelle piscine delle case, gli unicorni mangiano i rifiuti delle discariche e i centauri usano la macchina.

Tutto ciò che sprizzava magia è perso, spento. Una scintilla, però, continua a brillare nel mondo di Onward. Il solo fatto di avere come protagonisti degli elfi e, come animale domestico, un drago acquatico è magico: siamo solo distratti da questa realtà invadente, che è riuscita a schiacciare ogni cosa.

Barley e Ian: l’eterno nostalgico e l’adolescente introverso

Il personaggio di Barley, il fratello maggiore (Chris Pratt), è lo stereotipo di quei vecchietti di paese che continuano a ripetere quanto si stava meglio una volta. Con i suoi circa venticinque anni, Barley vive ancora a casa della madre e protesta per preservare i presidi storico-magici. È campione di giochi di ruolo, in particolare di Quests of Yore, gioco storico ambientato nel mondo che, prima dell’industrializzazione, era quello di Onward.

D’altro canto, Ian (Tom Holland) è il classico adolescente riservato e introverso, che fa fatica a parlare a voce alta davanti agli estranei. L’animazione lo segue a casa, insieme alla famiglia, nell’eterna avventura di farsi un sandwich, e poi a scuola, tra compagni prepotenti, nel suo tentativo di fare qualche amicizia. Sembra trovare consolazione solo nella voce registrata del padre, impressa su un vecchio nastro.

Dan Scanlon ha dichiarato che questa scena, come l’intera storia, si ispira al rapporto con suo fratello:

«La storia è ispirata al mio rapporto con mio fratello e al legame con nostro padre, morto quando avevo circa un anno. Un familiare ci inviò una registrazione in cui papà pronunciava solo due parole: “hello” e “goodbye”. Due parole, ma per me e mio fratello erano magiche. […] Abbiamo tutti perso qualcuno e, se potessimo trascorrere un altro giorno con quella persona, che opportunità straordinaria sarebbe».

(Dan Scanlon in una dichiarazione per la presentazione del film su Pixar)

Il divario tra i due è evidente, sia per età sia per mentalità. Innanzitutto, Barley ha conosciuto il padre, mentre Ian no e, anche se non lo ammetterà mai, per questo invidia il fratello maggiore. Il carattere invadente di Barley mette più volte in imbarazzo Ian, che reagisce allontanandolo in diverse occasioni…come dargli torto, d’altronde? Se tuo fratello venisse a prenderti da scuola con un furgone scassato, decorato con un enorme unicorno sulla fiancata, probabilmente lo allontaneresti anche tu!

Onward vs Frozen

Olaf: «È cominciato tutto con due sorelle, una nata con poteri magici, una nata senza poteri».

Queste parole vi saranno sicuramente famigliari: sono l’inizio del racconto di Olaf in Frozen II – Il segreto di Arendelle. Chi non conosce le famosissime principesse di Arendelle, Anna ed Elsa? Dall’uscita del primo Frozen, nel 2013, il successo di questi personaggi è stato analizzato e dibattuto praticamente in ogni angolo del globo: il lungometraggio presenta un messaggio molto profondo, colpi di scena accattivanti e un character design realistico e morbido. Tutti ingredienti perfetti per trasformare Il regno di ghiaccio un vero e proprio successo planetario.

Frozen - Il regno di ghiaccio

Anna ed Elsa in Frozen – Il regno di ghiaccio di Jennifer Lee e Chris Buck (2013)

Sicuramente, per la sinossi di Onward, è stato strizzato più volte l’occhio ad Arendelle. Infatti, Ian e Barley, riducendo all’osso la trama, sono questo: due fratelli, uno nato con il dono della magia e l’altro no. Anche la morale è simile: l’amore fraterno è più importante di qualunque altra cosa.

La dolcezza di Onward

Il terzo personaggio principale della storia sono i pantaloni di Wilden, la parte del corpo che i due fratelli riescono a riportare indietro i due. Se animare un personaggio dalle sembianze umane è già di per sé complesso, animare un paio di gambe prive di espressioni lo è ancora di più. Tralasciando le domande banali, come «Ma se sono solo gambe, come possono pensare o decidere dove muoversi?», si viene presto catturati dalla genuinità dei gesti compiuti dalle gambe di Wilden.

Bartley e Ian in Onward – Oltre la magia di Dan Scanlon (2020)

La prima volta che appaiono, si muovono a passi piccoli e incerti, cercando di comprendere lo spazio intorno a loro. Il contatto con i figli è dolce e quasi commuovente, pieno di mille parole non dette. Barley, da bambino, era abituato a usare i piedi del padre come una batteria ed è grazie a questo piccolo rituale che le gambe di Wilden riconoscono il figlio maggiore.

Perdendosi tra paesaggi e luoghi incantati, Onward – Oltre la magia tesse una trama di rapporti genuini e semplici, rintracciabili in ogni attimo di vita quotidiana.

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