Deidara – L’estetica della distruzione

Luciano Cecere

Marzo 17, 2021

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La parabola esistenziale di Deidara rappresenta uno dei destini narrativi più coerenti ed epici di Kishimoto, perché ingloba la storia, la morale, la missione del personaggio per sublimarne il vero significato.

Deidara è l’emblema dell’arte, della ricerca estetica della distruzione e della contrapposizione continua tra fugacità del tempo ed eternità.

Nel viaggio che compie fino al travolgente e distruttivo epilogo, Deidara incarna il profeta della bellezza che predica, attraverso le tecnica dell’Arte Esplosiva, l’essenza dell’arte stessa.
La storia di Deidara è strettamente legata alla sua ricerca e parte, infatti, dalla definizione della sua idea di Arte. Nel momento in cui decide di sottrarre la Tecnica Proibita del Villaggio della Roccia, potendo così creare l’argilla esplosiva, Deidara compie il passo di non ritorno verso tutto ciò che non rispecchia il suo credo artistico e non lo comprende.

Deidara: «La mia abilità è perfetta. Il mio ninjutsu è un’arte nobile e raffinata. È un’arte che nessuno può battere!»

Diventa così un ninja traditore, si scontra con le abilità oculari di Itachi e si unisce inevitabilmente all’Associazione Alba (Akatsuki). Deidara sarà il compagno di squadra di Sasori, fino alla sua morte, per poi unirsi successivamente a Tobi. È proprio nella composizione della coppia con Sasori che Kishimoto cerca di sottolineare l’idea di Arte che Deidara vive dentro e fuori di sé.
Diametralmente opposti, i due si scambiano continuamente opinioni differenti sul concetto di arte, rimanendo perfettamente coerenti con la propria identità. Deidara vive l’arte come l’attimo che porta alla distruzione, il frammento di bellezza che si ricongiunge al tutto, l’istante effimero che diventa così memorabile. Le sue tecniche sono vere e proprie opere di un artigiano che non si risparmia mai, mutando continuamente e rischiando sempre di più.

Deidara: «Guardate! Allora? Linee così raffinate e un aspetto bidimensionale. Questa è arte, ma la mia arte non è solo questa. Le mie creazioni prendono vita. Quando hanno forma, sono solo argilla. Ma queste esplodono, e quando esplodono cambiano, e per la prima volta appare l’essenza delle mie creazioni. L’unico momento in cui potete vedere la mia arte è proprio in quel cambiamento! L’arte è un’esplosione!»

Sasori vive, invece, l’arte in stretta correlazione con l’eternità. Affida le sue marionette alla prova del tempo, perché non eleva l’istante, ma lo assorbe nella ricerca dell’Assoluto.
Ode a Deidara e alla sua arte, al personaggio membro dell'Akatsuki dell'anime Naruto, l'avanguardista e difensore del nuovo.

Deidara e Sasori

Sasori: «L’arte è qualcosa che resiste alla prova del tempo con grazia. La vera arte risiede nell’immortalità, come quella delle persone che trasformo in marionette».

Deidara è il simbolo dell’avanguardia novecentesca, dell’avvento del Futurismo che combatte il passato, l’antico, la passività e la dimensione temporale dell’arte.

«Alla concezione dell’imperituro e dell’immortale, noi opponiamo, in arte, quella del divenire, del perituro, del transitorio e dell’effimero».

(Marinetti, Noi rinneghiamo i nostri antenati simbolisti ultimi amanti della luna)

Deidara condivide con il movimento fondato da Marinetti, non solo l’atteggiamento dell’artista, ma anche la predisposizione di chi subisce l’arte. Da sempre abituato all’austerità del passato, lo spettatore di queste manifestazioni artistiche si trova ad assimilarle attraverso una passività di natura esistenziale.

Incarna, quindi, l’arrivo della rottura, perché le sue creazioni agiscono sulla realtà delle cose, in maniera diretta e irreversibile.

Nell’attimo della creazione è possibile abbandonarsi all’attualità, all’immediato, all’estrinseco, al brutale flusso vitale e, per questa via, abbattere i vincoli spazio-temporali del passato. Il vero scontro avviene però con Itachi e Sasuke Uchiha, perché l’arte di Deidara viene annullata dalle abilità oculari dei due fratelli. Non è un caso, infatti, che durante lo scontro con Sasuke Deidara riviva quell’impossibilità di agire. Lo Sharingan annichilisce ogni tipo di opera, ristabilisce la verità da seguire e spinge l’esteta della distruzione nel tunnel della rabbia.

Deidara: «Questo mi fa incazzare! Tu e tuo fratello ostentate sempre cosi tanta sicurezza! Quegli occhi, quello sguardo troppo sicuro di sé mi irrita! Quegli occhi rifiutano e ignorano la mia arte! Tutto ciò è imperdonabile!»

La delusione di Deidara, durante il suo atto finale contro Sasuke, rimane perfettamente in linea con la sua concezione estetica della vita, inscindibile dall’arte e dalla sua essenza. Deidara, per la sua arte e per il suo credo, sacrifica se stesso e diventa la sua più grande e pericolosa creazione. L’ultima tecnica, disperata, di Deidara è il livello C0.
Ode a Deidara e alla sua arte, al personaggio membro dell'Akatsuki dell'anime Naruto, l'avanguardista e difensore del nuovo.

Deidara e Sasuke

Si tratta di un’autodistruzione che crea un’esplosione con un raggio approssimativo di 10 chilometri; dopo essersi strappato i vestiti, scopre sul petto in corrispondenza del cuore un’apertura, che si rivela essere a sua volta un’altra bocca, nella quale Deidara inserisce un grosso quantitativo di argilla; delle linee si formano lungo tutto il suo corpo, per poi concentrarsi in un unico punto ed esplodere definitivamente. Nonostante tutto, Sasuke riesce a salvarsi, sbeffeggiando, ancora una volta, l’arte di Deidara.

Deidara: «Questa è la mia opera d’arte finale! Farò esplodere me stesso, morirò e diventerò arte! Sarà un’esplosione senza precedenti e lascerà una cicatrice su questa terra mai vista prima! E allora la mia arte avrà l’ammirazione che ha sempre meritato! Trema, abbi paura, disperati! Urla! La mia arte…è un’esplosione!»

Deidara è l’ossessione oltre la ragione, oltre la meta, oltre la morte e l’arte stessa per cui ha sempre dato ogni attimo della propria esistenza.

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