La resilienza delle protagoniste di Naruto

Luciano Cecere

Maggio 7, 2021

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La capacità di non arrendersi e di superare gli ostacoli è uno dei principi fondamentali che permette l’evoluzione narrativa dell’universo di Naruto. La resilienza che investe le eroine concepite da Kishimoto è un tipo di adeguamento emotivo, che si trasforma in energia per andare avanti di fronte alla terribile tempesta del cambiamento. Le protagoniste che incarnano al meglio l’essenza di questo rumore bianco sono la leggendaria Tsunade, la perseverante Sakura e la timida Hinata.

Inizialmente designate come esempi di tradizionali stereotipi, queste figure assumono, nel corso della narrazione, una vitalità che non può non essere considerata come una vera e proprio rinascita.

Tsunade è uno shinobi di straordinario talento, celebrata come la Principessa della Lumache, presenta dei tratti molto precisi e appare una delle personalità più forti del sistema dei personaggi. Pubblicamente investita da Hanzo come uno dei Tre Ninja Leggendari, la nipote di Hashirama Senju è anche riconosciuta come il Ninja Medico più importante di sempre. Indubbiamente l’apice della sua conoscenza medica è la Rinascita della Creazione, che attinge ai suoi vasti rifornimenti di chakra per curare istantaneamente qualsiasi ferita che riceve.

Dietro l’armatura delle apparenze, però, si nasconde la sua vera forza, che risiede nella capacità di catalizzare il dolore, il vuoto dovuto alla perdita di qualcuno che si ama.

La rigenerazione che permette al suo corpo di dimostrare la metà dei suoi anni effettivi, appare come la metafora di un’esistenza che ha cercato inizialmente di soffocare quella sofferenza, per non affrontarla, salvo poi capire che l’unico modo per non esserne più vittima è accoglierla. La sua è, infatti, una vita fortemente segnata dal peso della morte, che la porta anche alla drastica decisione di allontanarsi dal suo stesso villaggio.

Dalla scomparsa del fratello minore Nawaki a quella dell’amore di una vita Dan, fino ad arrivare a quella dolorosa e drammatica dell’amico di sempre, l’inimitabile Jiraya.

Ode alle eroine dell'anime Naruto e, in particolare, alla resilienza e alla rinascita di donne forti come Tsunade, Sakura e Hinata.

Tsunade

Tsunade affronta continuamente lo stesso dolore e, ogni volta, riesce ad accettarlo, abbracciarlo e ad andare avanti. Come nella più oscura delle selve, Tsunade comprende ciò che realmente conta e, come Naruto le ricorda, sceglie di proteggere le vite del suo amato Villaggio.

Tsunade: «Dan! Non ho fatto altro che fuggire dal tuo ricordo fin dal giorno in cui te ne sei andato ma ora sono cambiata e ho cercato in tutti i modi di realizzare i tuoi sogni così da non avere rimpianti e farti rivivere almeno nel mio cuore…e finalmente sono diventata Hokage».

Il suo reale potere non è rappresentato da un principio fisiologico che tutela e governa il vigore del suo corpo, ma dalla volontà di adattarsi alle fragilità che la vita le ha sempre mostrato.
Il lascito di Tsunade viene raccolto da Saruka Haruno, terzo membro del team composto da Sasuke Uchiha e Naruto Uzumaki. Il personaggio di Sakura subisce una vera e propria evoluzione, che la porta dall’essere considerata quasi un peso all’essere un punto di riferimento per le sue capacità.
Nella prima parte della serie i tratti essenziali della sua personalità emergono in relazione al suo amore per il giovane Uchiha e palesano i limiti delle sue abilità. La seconda parte rappresenta, invece, una vera e propria svolta perché permette la diretta legittimazione del suo status per le dinamiche della narrazione.

Dopo, infatti, un intenso allenamento di tre anni con Tsunade, Sakura acquisisce una grande abilità nelle arti mediche e le armi in grado di proteggere se stessa e i propri cari.

Ode alle eroine dell'anime Naruto e, in particolare, alla resilienza e alla rinascita di donne forti come Tsunade, Sakura e Hinata.

Sakura

Sakura arriva ad avere un ruolo chiave nello scontro finale, ribaltando completamente ogni tipo di pregiudizio iniziale. Ciò che spinge Sakura a questa metamorfosi non è solo l’amore per Sasuke in sé, ma l’idea che un suo miglioramento possa rappresentare la svolta nella dinamica della vicenda sentimentale.
Mentre Tsunade scappa dal dolore delle sue perdite, Sakura scappa dalla realtà dei sentimenti altrui, perché la comprensione dei propri appare l’unica cosa che conta. Quando, però, la verità invade il suo universo, Sakura non si tira indietro, si rimbocca le maniche, si mette in gioco, lotta per i sentimenti che la fanno respirare e conquista finalmente ciò in cui crede. Il valore del potere di Sakura non consiste nell’aver superato le abilità della stessa Tsunade, ma nell’aver compreso, nonostante le delusioni, l’importanza della considerazione dei sentimenti altrui e ciò che ne deriva.

Non può essere lasciato al caso la scelta del nome Sakura Haruno da parte di Kishimoto, poiché in giapponese “Sakura” significa “fiori di ciliegio” e “Haruno” “in primavera”.

La parabola esistenziale di Sakura incarna allora l’essenza di una vita che, dopo le fredde delusioni dell’inverno, ha trovato la propria fioritura nella bellezza di maggio.
Nell’intero sistema dei personaggi, Hinata Hyuga si rivela uno dei più interessanti perché mostra, sin dalle primi apparizioni, il peso specifico del suo ruolo in relazione all’evoluzione di Naruto. Hinata è l’erede della casata principale del Clan Hyuga e cugina dell’esponente del ramo cadetto, Neji. Sin da bambina, Hinata è sottoposta a duri allenamenti e raggiunge risultati poco soddisfacenti, soprattutto in confronto alle capacità di Neji, considerato l’astro nascente della sua generazione.
Ode alle eroine dell'anime Naruto e, in particolare, alla resilienza e alla rinascita di donne forti come Tsunade, Sakura e Hinata.

Hinata e Naruto

Tutto ciò genera in lei un’insicurezza che la porta a non esprimere, inizialmente, il suo reale valore e a faticare nella costruzione di rapporti interpersonali. Nonostante, infatti, sia innamorata di Naruto e veda in lui una fonte d’ispirazione, vinta spesso della timidezza, non riesce a stargli vicino e, quasi, non si sente all’altezza.

Hinata (a Naruto): «Anche quando sbagli conservi grande dignità. Osservarti mi colpisce sempre perché non sei perfetto, e così commetti degli errori, ma ogni volta hai la forza di ripartire, e io penso sia quella la vera forza».

La prigione in cui Hinata si rinchiude per gran parte della sua vita rispecchia le continue pressioni di una società ferrea che pretende il massimo, senza però considerare le emozioni che coinvolgono il soggetto stesso. Il primo evento che permette a Hinata di superare la sua insicurezza è lo scontro con Neji durante l’esame per diventare chunin.
Hinata è decisa a dimostrare il proprio valore a Naruto, continuando a combattere contro un avversario molto superiore. Questa diventa una terribile prova per lei, dato che Neji prova un immenso rancore nei confronti dei componenti della casata principale. Nonostante la quasi scontata disfatta, Hinata, incoraggiata da Naruto, si batte coraggiosamente e quasi rischia di morire sotto i colpi feroci del cugino.

Si piega, fino quasi a spezzarsi, ma si rialza e conquista il rispetto di Neji, di Naruto e, soprattutto, di se stessa.

Hinata rappresenta l’altra faccia della medaglia, perché incarna il personaggio che trova inizialmente nella resa la scelta più comoda, più facile e, paradossalmente, più sicura. Il punto più alto di questa straordinaria metamorfosi è sicuramente lo scontro con Pain, che scatena poi la furia di Naruto. Nell’epico scontro con il capo dell’Associazione Alba, Hinata modifica letteralmente la sua realtà, mette in discussione tutto ciò che è sempre stata, perché decostruisce la visione che aveva di sé per salvare la vita dei suoi cari.
Dimostra per l’ennesima volta il suo amore per Naruto, trasforma la sua eterna insicurezza in potenza distruggendo quella dannata prigione mentale e abbracciando, in modo quasi definitivo, l’eterea bellezza del coraggio.

Attraverso i percorsi esistenziali di queste tre grandi donne, Kishimoto dipinge la vera forza delle donne, attraverso la resa dei conti con i loro dubbi, le loro paure, i loro dolori e non senza soffrire, ma sempre con la possibilità di trovare la strada giusta per rialzarsi.

Leggi anche: Sakura e Obito – Psicologia di due amori non corrisposti

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