I personaggi principali di Naruto, manga di Masashi Kishimoto, sono i componenti del Team 7, ovvero Naruto, Sasuke e Sakura. I tre giovani, diplomati all’Accademia Ninja, sono inseriti nella stessa squadra e affidati al maestro Kakashi. Naruto è irruento e temerario, Sasuke taciturno, introverso e superbo, Sakura spensierata e ingenua. Nel corso della storia, la squadra acquisisce e sviluppa nuove abilità e nuove tecniche, diventando più potente e soprattutto più matura, ma quello che conta di più dal punto di vista affettivo e collettivo è il legame di amicizia che si sviluppa tra i tre protagonisti.
In origine Sasuke è il rivale designato di Naruto, un ragazzo che, dopo lo sterminio della sua intera famiglia da parte del fratello Itachi, intende vendicare l’eccidio del suo clan apprendendo i poteri delle arti ninja. Affidandosi agli insegnamenti di Orochimaru, egli intraprende una via oscura.
Sakura è un’intelligentissima ragazzina, dapprima molto debole e incapace di affrontare le situazioni più pericolose, ma che, dopo l’addestramento impartitole da Tsunade, diventa più abile e sicura di sé tentando, assieme a Naruto, di strappare Sasuke a Orochimaru. Kakashi, infine, è il maestro dei tre ragazzi, ai quali insegnerà il lavoro di squadra e l’importanza della collaborazione. Egli possiede l’abilità innata dello Sharingan (riesce persino a risvegliare lo Sharingan ipnotico), capacità che l’amico Obito Uchiha gli aveva donato in giovane età, quando era in punto di morte. Kakashi aveva molto a cuore Obito, era il suo miglior amico e dopo la sua scomparsa (come rivelerà a Sasuke), non gli rimane più nessuno che conti qualcosa per lui: Sono stati tutti uccisi.
Durante la seconda parte della serie Yamato un jonin, membro della Squadra speciale ANBU del Villaggio della Foglia, sostituisce più volte il caposquadra Kakashi. Sasuke invece, fuggito con Orochimaru, viene sostituito da Sai, anch’egli membro della Squadra speciale ANBU e della ex-sottosezione La Radice (根, Ne), che si unirà agli altri nella ricerca di Sasuke. Inizialmente il suo scopo reale, affidatogli dal suo capo Danzo, è quello di trovare e uccidere Sasuke, ma rendendosi conto del forte legame che lega Naruto a Sasuke, cambierà i propri obiettivi.
Naruto e la virtù del sacrificio

Nella cultura dei ninja partecipare del dolore altrui rappresenta uno dei pregi più alti. Nel mondo di Konoha, così gerarchicamente diviso in base ai ruoli sociali raggiunti dai membri della popolazione, diventare qualcuno significa essersi messo a disposizione senza doppi fini.
L’educazione che Kakashi impartisce a Naruto, Sasuke e Sakura va fin da subito nella direzione dell’empatia, della giustizia e della fiducia reciproca. Uno dei primissimi episodi dell’anime è quello del celebre allenamento delle campanelle, missione che Kakashi propone ai giovani per insegnare loro a pensare fuori dagli schemi.
Dal primo momento, essi sono forgiati da questa filosofia e la alimentano durante lo sviluppo della storia.
Nonostante il loro passato difficile, infatti, sia Naruto che Sasuke riescono a sviluppare valori positivi nelle relazioni con i pari, concetto fondamentale che in psicologia dell’età evolutiva delinea le caratteristiche dell’adolescente sano.

Al tempo stesso, tuttavia, essi non perdono mai di vista i sacrifici che hanno dovuto compiere, che compiono o che compiranno per il bene supremo, quello di Konoha.
Missione dopo missione, il legame tra i tre amici cresce proporzionalmente al peso di questi sacrifici.
I tre ragazzi diventano ciò che sono perché, attraverso questi sacrifici, fanno esperienza di lealtà, fiducia e altruismo. Naruto, il più ingenuo e solo dei tre, è il primo a svilupparsi, dopo essere stato vittima di bullismo ed emarginazione nel corso della sua fanciullezza.
Sasuke, il più indipendente e tenebroso, intraprende un percorso lento e doloroso, fatto di vendette e scelte sbagliate legate al destino della sua famiglia.
Sakura, l’unica ragazza, è spinta dai sentimenti più nobili e materni: la contraddistinguono amore e cura, ma la componente magica della storia ideata da Kishimoto consiste nella sua capacità di trasmettere agli altri due questi valori, quasi per osmosi.
Il legame tra i tre ragazzi non sarebbe stato così forte se avessero avuto origini diverse, in particolare per Naruto e Sasuke. La loro stessa esistenza e sopravvivenza è il frutto dei sacrifici compiuti dai loro cari. Ciò è vero tanto nel caso di Minato e Kushina, che hanno protetto il figlio neonato dal temibile Nove Code, quanto nel caso di Sasuke il quale, tenuto all’oscuro dal fratello Itachi, ha potuto continuare ad essere orgoglioso del suo clan.
Ciò che Naruto propone come storia, dunque, è un insegnamento etico e affettivo che lo rende uno dei manga più intensi di sempre. La verità che propone, battaglia dopo battaglia, evoluzione dopo evoluzione e morte dopo morte è quella dell’autenticità, intesa nella sua accezione più filosofica e psicologica.




