Josée, la tigre e i pesci – La delicatezza delle onde del mare

Eleonora Poli

Febbraio 1, 2022

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L’angelo chiaro è un piccolo pesce, di color rosso rame, che vive in branchi solo nel mare del Messico. Libero, sguazza tra i sub in esplorazione della barriera corallina. Tra loro c’è anche un giovane ragazzo che per la prima volta li vede da così vicino. Tsuneo ha 25 anni ormai e una borsa di studio in biologia marina. Sono lontani i giorni in cui sognava di raggiungere quel mare, quando passava le giornate insieme a Josée, la tigre e i pesci.

Prodotto dallo Studio Bones (My Hero Academia: Two Heroes, Bungo Stray Dogs: dead Apple), Josée, la tigre e i pesci è una storia di formazione e di inclusione, diretta quanto basta.

Mentre Tsuneo sta rincasando dopo l’ennesimo turno al negozio di immersioni, dove lavora part-time, sente come un urlo disperato. Dalla salita dietro casa, vede scendere una ragazza in sedia a rotelle a tutta velocità. Pronto di riflessi, Tsuneo la afferra prima che possa schiantarsi al suolo o, peggio, nella tangenziale sottostante. Com’è tipico di lungometraggi del genere, questo incontro è la miccia che fa iniziare la storia. Dopo l’incidente, infatti, la nonna della ragazza lo invita a cena per ripagarlo dell’aiuto e gli offre anche un lavoro come accompagnatore. Josée, questo il nome della giovane, priva dell’uso delle gambe dalla nascita, è completamente autonoma ma decisamente troppo viziata. Il ruolo di Tsuneo sarà quello di essere il suo servitore.

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Josée e Tsuneo sul treno verso il mare

Nonostante il sempre meno tempo a disposizione tra il lavoro part-time al negozio di immersioni, l’università e la stesura della tesi per la borsa di studio, Tsuneo ha bisogno di soldi e accetta l’incarico.

I pesci e la tigre

Il rapporto tra i due inizia nel peggiore dei modi possibili. Lei è arrogante e pretenziosa, aggressiva e in gabbia. Comanda a bacchetta il ragazzo vincolato dal contratto lavorativo. Tutto cambia però una giornata di sole. Scappata di casa dopo l’ennesimo divieto della nonna di uscire, Josée arriva in metropolitana decisa ad andare al mare. Tsuneo in un primo momento preoccupato per lei, viene, alla fine, obbligato ad accompagnare la tigre ovunque lei voglia. «Chissà se è salato?» dice la ragazza sovrappensiero, lanciando lo sguardo oltre l’orizzonte.

Prevedibilmente le ruote della carrozzina della ragazza si incastrano nella sabbia, impedendole di raggiungere la riva. Tsuneo allora la solleva prendendola in braccio e portandola tra le onde. L’acqua si infrange addosso ai due e finisce sul viso di Josée quanto basta per farle scoprire che effettivamente è salata. L’aggressiva tigre ha finalmente ceduto alla dolcezza dei pesci.

Dopo quella giornata, Josée continua a uscire con Tsuneo, nonostante il divieto della severa nonna. Visitano il centro città, salgono sulla ruota panoramica, scoprono la biblioteca. Un giorno allo zoo, davanti alla gabbia della tigre, Josée rivela al ragazzo la sua passione per l’illustrazione.

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Josée e Tsuneo

Ma così come la tigre non può stare tra le sbarre, neanche i pesci possono vivere in una boccia per sempre. Determinato e intelligente, Tsuneo corona il suo sogno ottenendo la borsa di studio per il Messico.

Josée e Tsuneo: dipendenti di indipendenza

Rimasta completamente sola dopo l’improvvisa morte della nonna, Josée continua a vivere nell’appartamento dell’anziana. Decisa a diventare indipendente rinuncia al sogno di diventare illustratrice buttando tutte le sue tavole. Venuto a saperlo, Tsuneo decide di tenere per sé la notizia della borsa di studio per rimanere in qualche modo l’unica dipendenza di Josée. Ciò innesca (prevedibilmente) una catena di non detti. Ma al contrario di come prevedibilmente dovrebbe andare la scena, ovvero con una litigata tra i due in cui si urlano addosso di essere innamorati l’uno dell’altro, l’esito è estremamente drammatico.

Mentre lei, sotto la classica pioggia, sta attraversando la strada, la ruota della sedia a rotelle (ora elettrica) si incastra in un buco, bloccandola al centro della strada. Lui corre tra le corsie per aiutarla ma un’auto perde il controllo travolgendolo. Bloccato a letto per più di tre mesi con una gamba spezzata, Tsuneo perde la borsa di studio e con essa quella luce che brillava negli occhi verdi.

La loro relazione si riassume in un complesso sistema di dipendenze, che termina con Tsuneo che dipende dalla forza di volontà di lei.

Il paragone con La forma della voce è quasi naturale. In entrambi la disabilità è centrale, eppure in Josée, la tigre e i pesci, la sua impossibilità di camminare non è un ostacolo, è difficile empatizzare con lei a causa del suo carattere. Si tende a affezionarsi a Tsuneo e proprio in quel momento la disabilità diventa parte di lui.

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Josée e Tsuneo al loro primo incontro

Attirandosi e respingendosi per quasi tutto il film, Josée e Tsuneo ottengono il loro lieto fine. Rispetto alle altre coppie di lungometraggi anime passano però quasi inosservati. Smettono di vivere nei ricordi e diventano reali inseguendo quei sogni che tanto li hanno fatti soffrire. Alla fine di questo racconto di formazione, però, altro non resta che la dolcezza delle onde del mare del loro primo incontro.

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