Scene da Oscar – Il finale di Nightmare Alley

Emma Senofieni

Marzo 18, 2022

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Era tutto così chiaro. L’epilogo di Nightmare Alley, film di Guillermo Del Toro candidato a quattro premi Oscar, era sotto gli occhi di tutti, o almeno di chiunque avesse visto almeno un film noir nella propria vita.

Eppure lo spettatore non può evitare di essere coinvolto nelle avventure del protagonista della storia, ignorando distrattamente gli indizi sul suo inevitabile destino. Ciò è possibile anche grazie al magnetico fascino di Stanton Carlisle, che ha il volto del talentuoso Bradley Cooper.

Fuggito da un misterioso passato e senza un soldo, all’inizio del film Stanton si unisce a un luna park itinerante gestito da Clem Hoately (Willem Dafoe). Qui l’uomo trova l’amore della dolce Molly (Rooney Mara), l’amicizia della chiaroveggente Zeena (Toni Collette) e del marito Pete (David Strathairn), ma soprattutto conosce la fredda crudeltà di Clem.

Stanton (Bradley Cooper) e Clem (Willem Dafoe) si confrontano con l’Uomo-bestia

Una delle attrazioni principali del luna park è infatti l’Uomo-bestia, un individuo selvaggio, completamente privato della propria umanità. In Nightmare Alley, Del Toro porta così nuovamente sullo schermo le condizioni dei reietti della società, dei “mostri” che le persone amano tanto isolare e disprezzare.

Clem spiega a Stanton come riesca a convincere questi uomini a lavorare per lui. Cerca alcolisti o disperati e promette loro un lavoro temporaneo, offrendogli alcol che, a loro insaputa, contiene dell’oppio. In questo modo, questi individui diventano man mano sempre più dipendenti da Clem, disposti a subire qualsiasi umiliazione pur di continuare a lavorare. Si trasformano così in bestie selvatiche, fenomeni da baraccone che gli spettatori amano guardare per sentirsi meglio con loro stessi.

Quando Stanton, grazie ai suggerimenti di Pete e Zeena, diventa abile nell’arte del mentalismo, lascia la fiera con Molly in cerca di fortuna. Nei due anni seguenti l’uomo diventa così il celebre “Great Stanton“, ottenendo denaro e fama. Stan però, sempre più ambizioso e sicuro di sé, si fa presto coinvolgere in una rete di pericolosi inganni, con la complicità dell’affascinante psicologa Lilith Ritter (una meravigliosa Cate Blanchett).

Nightmare Alley
Stanton (Bradley Cooper) conosce la “femme fatale” Lilith (Cate Blanchett)

Dopo aver orchestrato una serie di truffe ai danni di alcuni ricchi uomini, Stanton si spinge oltre, arrivando a macchiarsi le mani di sangue. Braccato dalla polizia e abbandonato da Molly, l’uomo scappa, nascondendosi in un treno. In pochi instanti, la fortuna di Stanton si infrange.

Rispettando i canoni dei classici noir, Del Toro opta di concludere la storia necessariamente in modo amaro. Eppure, Nightmare Alley va oltre la concezione meramente pessimista di epilogo, concludendo la parabola di Stanton Carlisle con un brutale colpo di scena.

Solo e senza una meta, Stan si unisce a un gruppo di vagabondi e inizia a bere.
Il rapporto del personaggio con l’alcol è significativo fin dall’inizio della storia: il suo odio per il padre alcolista gli aveva fatto nascere una vera e propria repulsione per la bevanda, rimasta intatta fino a quel momento. Anche il suo mentore Pete Krumben, avvelenato più o meno consciamente da Stan nel corso del film, aveva lo stesso vizio.

In cerca di lavoro, Stanton ritorna al Nightmare Alley, ora gestito da un’altra persona. Nonostante l’aspetto sporco e trasandato, Stan entra così nella roulotte del nuovo proprietario. Si offre di lavorare come mentalista, ma l’uomo rifiuta, mostrandosi anche infastidito dall’aspetto di Stan. Come se avesse improvvisamente cambiato idea, il proprietario offre a Stan da bere. Gli spiega che ormai il mentalismo è passato di moda, che avrebbe bisogno di un numero più innovativo.

Così, decide di proporgli un altro tipo di lavoro, che sarebbe in grado di garantirgli vitto e alloggio per molto tempo. Un lavoro temporaneo, finché non troverà un candidato più adatto. «Che ne dici? Sai cos’è un Uomo-bestia?», gli domanda.

Stan realizza così il crudele raggiro di cui sta per essere vittima. Un destino cui però non può sottrarsi, non avendo di che vivere. «Signore, io sono nato per esserlo!», risponde.

L’uomo scoppia a piangere, ma in pochi istanti il pianto si tramuta in una lunga, isterica risata. Un riso amaro, colmo di resa e disperazione, che conclude così la storia di Stanton Carlisle.

Per tutto il film Del Toro ci ha accompagnato nella vita di un uomo ambizioso, disposto a tutto per ottenere ciò che voleva. Vissuto nella miseria per la maggior parte della sua esistenza, Stan aveva deciso che niente e nessuno gli avrebbero impedito di affermarsi nella società, di essere elogiato e celebrato da tutti. Acciecato dalla superbia, ha compiuto azioni terribili, mettendo così fine ai propri successi in pochi istanti. La triste conclusione del suo viaggio, caratterizzata da una sadica e tragica ironia, può essere letta in due modi.

Da una parte, la storia di Stan può essere la storia di chiunque abbia desiderato di cambiare la propria condizione di vita. In un’America fondata sul capitalismo e sulle disuguaglianze sociali, ognuno ha il suo ruolo preciso e ben definito all’interno della società. Qualsiasi tentativo di ascesa sociale è così destinato a fallire tragicamente.

Secondo un altro punto di vista, il tragico destino di Stanton Carlisle non è altro che lo specchio delle sue azioni. Fin dall’inizio della storia le sue mani sono infatti macchiate di sangue. Non solo comincia il suo viaggio uccidendo l’anziano padre, ma per tutto il film Stan ha comportamenti estremamente egoistici e manipolatori nei confronti degli altri. Stan è una “bestia”, perché ha sempre anteposto le proprie ambizioni ai sentimenti dei suoi simili.

Nonostante Stan non sia un personaggio positivo, lo spettatore non può fare a meno di provare un forte senso di amarezza mentre scorrono i titoli di coda. L’ultima brutale sequenza di Nightmare Alley, interpretata magistralmente da Bradley Cooper, imprime un’impressione duratura nella mente dello spettatore.
Quell’isterica risata gli risuonerà nelle orecchie per molto tempo.

Leggi anche: Nightmare Alley- Il destino di un uomo e della Bestia

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