Odd Taxi – Il Viaggio Notturno

Gabriele Evangelisti

Aprile 20, 2022

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Quando si parla di anime, l’immaginario collettivo viaggia verso ragazzi dai grandi sogni, combattimenti alimentati dalla forza di volontà, giovani che sperimentano l’amicizia e l’amore per la prima volta. In questo panorama si fa strada Odd Taxi (qui il trailer), anime dalle tinte noir che, strizzando l’occhio a un pubblico che non si accontenta, ci propone una narrazione completamente diversa.

Odd Taxi è attenzione

Il nostro anime si introduce con poche pretese. Hiroshi Odokawa, un tassista con le sembianze di un tricheco, conduce la sua vita tranquilla in una società di animali antropomorfi: lavora, intrattiene brevi conversazioni con i suoi clienti, cena con gli amici. L’ambientazione è piuttosto classica, o meglio, non c’è niente a cui gli anime, e in generale anche l’animazione occidentale, non ci abbiano già abituati: conosciamo già i mondi in stile Beastars o Zootropolis, abbiamo già accettato l’accordo di verosimiglianza. La strada è conosciuta, possiamo viaggiare tranquilli.

E Odd Taxi questo lo sa. 

Odd Taxi conosce i suoi spettatori. Siamo un pubblico maturo, già stato passeggero di diverse storie e sempre pronti a sperare in qualcosa di nuovo. Comprende, quindi, che in qualche modo il cliché narrativo dev’essere rimodulato. E lo fa in sordina, con un normale scambio di battute tra Odokawa e il suo medico e amico, il dottore gorilla Goriki, che lo sta visitando.

Goriki: «Mi dica, Odokawa, cosa le sembro

Odokawa: «Un gorilla.»

Bastano queste due battute. Il fatto che le persone sembrino animali invece di esserlo infrange il patto narrativo, così come l’idea che ci stavamo facendo dell’anime.

In un istante il nostro tranquillo scenario animalesco viene cancellato, lasciando posto a un qualcos’altro che ancora non riusciamo a distinguere, e che per questo ci destabilizza. Cerchiamo di raccogliere i resti delle nostre aspettative, spiazzati e ingannati da ciò che davamo per scontato, e proviamo a riformularle, sperando, almeno questa volta, di indovinare. Quel dettaglio, capillare eppure dirompente, moltiplica le domande che già ci stavamo facendo, costringendoci a rizzare le orecchie per cogliere altri indizi. 

Ora siamo allerta, esattamente come la storia vuole. Avanziamo con cautela sulla strada buia: non possiamo fidarci di ciò che ci viene offerto, né essere sicuri che la prossima battuta non sia un’altra svolta imprevista. E Odd Taxi, ancora una volta, lo sa.

Odd Taxi, con la sua trama complessa e il suo silenzio, apre la strada a una nuova frontiera dell'animazione giapponese
Odd Taxi, Odokawa

Odd Taxi è silenzio

Il nostro accompagnatore, infatti, non ci regala nulla. Ci conosce, sa che una spiegazione raccontata sarebbe ingiusta nei nostri confronti: del resto, noi gli stiamo regalando la nostra completa attenzione, il minimo che possa fare è ricambiare. Quindi ci guida sulla strada, svoltando tra un incrocio e l’altro, senza dirci niente. Non ci sono voci narranti esterne, nessun personaggio pronto a spiegarci con un flash di occhiali, nessun dialogo interiore. 

Eppure noi capiamo. Percepiamo la tensione, l’indecisione, le speranze dei personaggi. I nostri occhi, nel buio espositivo più completo, devono aggrapparsi a qualunque appiglio, a ogni frame pur di trovare qualche indizio. E li trovano in dettagli sottili, che nel caos abituale non sarebbero stati neanche notati, ma che in questo caso parlano di più delle stesse voci dei personaggi. Gesti, momenti senza voce né musica, mancate risposte. Odd Taxi ci offre tutti i mezzi per capire, eppure non ci dice nulla. Sa che noi passeggeri, pur essendo limitati nelle possibilità, siamo dotati di una mente pensante assolutamente capace di comprendere da sola, che non ha bisogno di spiegazioni, e che può ricostruire a uno a uno tutti i percorsi dei personaggi, anche nel buio. E del resto, spiegare non è il suo compito: Odd Taxi è un autista, non una guida turistica.

Odd Taxi, con la sua trama complessa e il suo silenzio, apre la strada a una nuova frontiera dell'animazione giapponese
Odd Taxi

Odd Taxi è scoperta

All’inizio le diverse storie viaggiano su corsie separate: vite perlopiù comuni, più o meno dissestate,  tutto sommato tranquille e condotte al meglio delle possibilità. 

Poi  arriva l’incidente. Per alcuni dei nostri personaggi è una svolta tremenda, per altri solo una notizia alla radio, ma l’evento tocca tutti.

La trama si mette in moto, le strade si incrociano, e poco alla volta prende piede un quadro sempre più complesso di drammi, personali e sociali. Sono tragedie di tutti i giorni, che ognuno di noi potrebbe ritrovarsi a vivere, e che eppure ci appaiono così lontane. Odd taxi ce le mostra poco per volta, ci fa passare vicino, e ci fa capire che a volte basta davvero poco, una mera coincidenza, per essere travolti da qualcosa di più grande di noi.

 Più ci avviciniamo a questo panorama e più la nostra visuale, ripagando lo sforzo della mente, si allarga. Avanziamo nella trama, ampliando la nostra conoscenza metro dopo metro. Piano piano, la luce dell’alba illumina la nostra strada, dissipando i dubbi uno per uno e facendoci credere di aver capito tutto. Ma Odd Taxi, da autista esperto qual è, non si fa intimorire, e anzi continua per il suo percorso. Perché è contento che il nostro viaggio stia arrivando alla fine, ma anche perché sa che la luce può abbagliare, e non è mai il caso di abbassare la guardia. Ogni angolo cieco, anche il più scontato, può fare la differenza. E il viaggio non è finito finché la macchina non si ferma.

Odd Taxi, con la sua trama complessa e il suo silenzio, apre la strada a una nuova frontiera dell'animazione giapponese
Odd Taxi

Odd Taxi è una storia diversa, una a cui non siamo abituati. Dialoga con noi, ci stima, ci sfida e ci incoraggia a svoltare il prossimo angolo, di volta in volta, per sapere come finisce. È l’apripista di un nuovo paradigma dell’animazione giapponese, che mostra invece di dire. 

È un viaggio breve, in compagnia di un tassista taciturno. E alla fine va bene così.

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