Spencer- L’indomabile spirito di un’icona

Emma Senofieni

Maggio 3, 2022

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Per poter comprendere Spencer, occorre avere in mente una premessa fondamentale: l’ultimo film di Pablo Larraín non vuole essere un’accurata biografia della principessa Diana. Nella prima scena del film viene infatti subito esplicitato come l’opera si proponga come «una favola nata da una vera tragedia», trascurando volutamente l’accuratezza storica.

Cinque anni dopo Jackie (2016), il regista cileno è tornato a cimentarsi nell’analisi di un personaggio storico femminile, omaggiando una vera e propria icona della contemporaneità.

In particolare, Spencer si sofferma sulle feste natalizie del 1991, trascorse da Diana (Kristen Stewart) e Carlo (Jack Farthing) nella tenuta di Sandringham. Si tratta di un momento incredibilmente significativo: l’ultimo Natale che i due trascorsero insieme prima di divorziare.

Spencer
Diana (Kristen Stewart) prova un senso costante di disagio durante la sua permanenza a Sandrigham

Lo spettatore accompagna così Diana tra le fredde mura di Sandringham, pregna di quelle immortali tradizioni che la principessa non sembra più tollerare. In una delle prime sequenze del film, è chiaro il disagio della donna verso un mondo a cui non sente di appartenere.

Già nervosa perché in ritardo, al suo arrivo Diana adempie, suo malgrado, a una delle tante etichette che il suo ruolo le impone. Il maggiore Alistair Gregory (Timothy Spall), capo dello staff della tenuta, la invita a salire su una bilancia per pesarsi. Si tratta di un’antica tradizione che ha il fine di verificare se, tra il loro arrivo e la loro partenza, gli ospiti hanno gradito i pasti serviti. Quello che può sembrare come un gioco innocente è per la donna una vera e propria invasione della propria persona, una delle numerose imposizioni in grado di causarle ogni volta un senso di profondo e soffocante disagio.

Durante la sua permanenza Diana subisce costantemente e ossessivamente il controllo degli altri. Il suo comportamento, sempre più instabile e autodistruttivo, è infatti oggetto dei sussurri dello staff e dei pettegolezzi di corte, oltre che motivo di distacco di suo marito. L’unico conforto che Diana trova è nella compagnia di Maggie (Sally Hawkins), sua costumista e amica, e nella cura dei suoi figli William (Jack Nielen) e Harry (Freddie Spry). Riuscirà Diana a liberarsi delle catene che la legano alla famiglia reale?

Spencer
La famiglia reale è un anonimo gruppo, privo di voce e di personalità.

Più che un film biografico, si potrebbe definire Spencer un intenso dramma psicologico. Ogni sequenza, ogni inquadratura non porta semplicemente sullo schermo gli eventi, ma è in grado di trasmettere gli stati emotivi di Diana.

Accompagnando le sequenze con le bellissime e scostanti note di Jonny Greenwood, Larraín sceglie di privare il racconto di un’impostazione oggettiva, potenziando invece il legame tra Diana e lo spettatore. Un semplice esempio per comprendere questa presa di posizione è senz’altro il particolare ritratto della famiglia reale. Nominate da Diana e dalla servitù con un vago “loro”, queste persone formano un anonimo gruppo che si aggira guardingo tra le stanze di Sandringham. Due sono gli unici membri della famiglia a cui è riservato un po’ di spazio: Carlo, freddo e infastidito dalla presenza della moglie, e la Regina, che a malapena riesce a rivolgerle la parola. Personaggi dimenticabili, privi di spessore e personalità.

Attraverso la sua interpretazione, Kristen Stewart mostra una maturità artistica impressionante

I riflettori sono invece tutti puntati su Diana Spencer, assoluta e meravigliosa protagonista della storia. Se da una parte il regista ne celebra senza dubbio il mito, dall’altra decide di concentrarsi soprattutto sulla sua umanità. Lady Diana fu una donna sensibile, intelligente e una madre amorevole. Al contempo, gli ultimi anni della sua vita furono caratterizzati da forti crisi d’ansia e dalla lotta con un disturbo bulimico.

Scegliere un’attrice in grado di cogliere le sfumature di un personaggio così complesso non era certo facile. Kristen Stewart aveva già dimostrato in passato il proprio talento, liberandosi progressivamente dal fardello della saga di Twilight.

In Spencer, la giovane attrice mostra una maturità artistica impressionante, riuscendo a far proprio ogni particolare della protagonista.

Non è un caso che la Stewart abbia sfiorato il premio Oscar come miglior attrice. La sua magnetica presenza scenica, unita alla regia di Larraín e all’ipnotica colonna sonora di Greenwood, rendono Spencer un film che rimane impresso nella mente, anche a distanza di settimane dalla visione. Lo spettatore non assiste a una semplice storia, ma entra catarticamente nelle profondità della mente e del cuore di Diana.

Una delle scene finali di Spencer

Non importa se quello che si è visto sullo schermo sia davvero accaduto o se sia frutto dell’immaginazione del regista. Ciò che Spencer ha voluto davvero comunicare è la complessa umanità della sua eroina, l’indomabile spirito di una donna il cui mito è ancora vivo nella memoria collettiva. Diana Spencer è drammaticamente celebre a causa della sua morte prematura. Inaspettatamente, questo film decide di celebrarne la vita.

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