Undone 2 – Alma, apri quella porta

Linda El Asmar

Maggio 4, 2022

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Undone riparte esattamente da dove eravamo rimasti, con Alma e la caverna. Sembra non succedere niente: di suo padre non c’è traccia e nemmeno di un qualche cambiamento. O forse sì. A più di due anni di distanza questo complesso loop temporale e introspettivo in versione animata torna a farci mettere in discussione. Il passato sembra di nuovo a portata di mano, così come la possibilità di rendere il presente migliore.

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Alma davanti alla caverna

Undone: una nuova dimensione

La storia di Undone riparte dal momento in cui Alma comprende di aver cambiato dimensione temporale senza nemmeno provarci. Il suo corpo è lo stesso, il luogo è lo stesso. Non sembra passato un minuto da quando sua sorella le ha detto che l’avrebbe aspettata alla macchina, e inizialmente Alma nemmeno si rende conto che qualcosa è cambiato. Poi un’anziana l’approccia, la consola e le fa notare che lì non c’è alcuna macchina ad aspettarla.

Telefona a Becca. Sua sorella è felicemente in luna di miele e suo padre sta bene, ma non solo sta bene. Infatti, giunta a casa dei suoi scopre che il padre che ha di fronte è proprio la versione di suo padre che aveva aiutato a non morire. L’essenza di Jacob, proveniente dalla sua dimensione, si ricorda di lei e dei loro tentativi di cambiare il passato.

Qui Alma si appropria di una nuova vita, la vita della sua altra sé. Una bella vita. Ha finito gli studi, lavora con suo padre, ha un buon rapporto con sua sorella e non ha mai avuto episodi che abbiano messo in dubbio la sua sanità mentale. Tutto sembra perfetto, se non fosse che sia lei che sua madre sono comunque infelici. Camila appare depressa, distante e piena di segreti.

Alejandro in una delle visioni di Becca

Proprio dalla storia di sua madre rinasce la determinazione di Alma a capire il passato sfruttando i suoi poteri. Poteri che però non sembrano funzionare in questa dimensione, diversamente da quelli di Becca. Questa Becca infatti ha sviluppato in maniera cosciente e a-problematica le sue doti. Non modifica gli eventi, ma apprende il passato tramite un legame empatico con le persone che le permette di vedere i loro ricordi.

Iniziano così a comprendere la storia della madre arrivando a scoprire un dettaglio poco trascurabile: Alejandro, il loro fratellastro abbandonato in Messico anni prima. Quale scusa migliore per tornare a modificare il passato se non salvare il proprio fratello dall’abbandono? Alma, Becca e Jacob iniziano di nuovo a manipolare il tempo così da regalare ad Alejandro la vita che non ha mai avuto. Ma per farlo devono affrontare la misteriosa storia di Geraldine, o meglio Ruchel, colei da cui è nato tutto: la nonna.

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Geraldine e Alma

Ruchel e la porta del perdono

La scelta di Camila di lasciare Alejandro in orfanotrofio nasce proprio da Geraldine. Una Geraldine che da anni era rinchiusa in un ospedale psichiatrico e che continuava ostinatamente a nascondere pezzi di sé. O meglio, uno specifico pezzo.

Quanto può gravare sulla vita di una persona e dei suoi discendenti un trauma non risolto? Questa seconda stagione di Undone sembra dirci che quello di Geraldine pesi molto. Proprio questo pezzo di puzzle che Geraldine nasconde ostinatamente sembra essere la chiave di tutto il passato, il presente e il futuro della sua famiglia. Un ricordo nascosto e segreto oscurato a tutti, compresa lei stessa.

Dietro una porta che Alma continua a vedere quando tenta di usare i suoi poteri si nasconde la piccola Ruchel, o meglio Geraldine. Ripercorrendo i ricordi della nonna, il figlio e le nipoti cominciano a capire. Geraldine si tormenta e si incolpa per qualcosa che l’ha segnata a vita. Si odia talmente tanto per ciò che è successo da aver completamente messo a tacere Ruchel, ovvero la sé bambina, creandosi una versione totalmente nuova: Geraldine.

La piccola Ruchel

Alcuni ricordi li ha soffocati, alcuni rimossi, altri manipolati. Più Geraldine omette e nasconde, più la realtà e la sua sanità mentale collassano su loro stesse. Più Jacob cerca di cambiare il passato e più gli eventi accaduti paiono inevitabili. In una perfetta metafora di ciò che succede quando si continua a portare avanti un trauma non risolto, Alma, Becca e Jacob comprendono che l’unico modo per evitare il totale tracollo della realtà è far compiere una sorta di percorso terapeutico alla piccola Ruchel.

Solo accettando lo stato delle cose, quindi il passato, e imparando a perdonare sé stessa la piccola Ruchel può crescere, accettarsi e andare avanti. Curando il trauma irrisolto della nonna tutti i piccoli traumi che avevano segnato Jacob e poi Alma spariscono. E con la sparizione dei traumi anche il dono che si passano da una generazione all’altra assume connotati diversi. Non è più infatti la manipolazione del passato a renderli potenti, ma le capacità empatiche come quelle di Becca.

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Becca e Alma in Messico

L’empatia di Becca è la chiave di Undone

Nella prima stagione Undone sembrava volerci mostrare una diversa interpretazione della schizofrenia e delle capacità percettive e sensoriali che le persone affette da questa patologia potrebbero avere. In questa seconda stagione proprio queste capacità vengono collegate a traumi e dolore, mostrando come la confusione e l’omissione generino un approccio a tali poteri dannoso per noi stessi e per la percezione che gli altri hanno di noi.

Alma, Jacob e Ruchel, nascondendo parti di sé stessi e lottando contro l’inevitabile, si sono spinti verso l’autodistruzione, perdendo la lucidità e la comprensione altrui. A differenza loro la Becca di questa seconda dimensione appare fin da subito in pace con questo lato di sé. Non lotta, non si ostina a cambiare niente. Comprende e accetta questo suo potere ricevendo le visioni dei ricordi, delle emozioni e delle paure delle persone che la circondano tramite l’evoluzione sana e positiva che il suo potere ha avuto.

Alma nella nebbia

Becca potrebbe viaggiare avanti e indietro nel tempo, e spinta dalla sorella e dal padre finisce per farlo, ma dà il meglio di sé quando sfrutta il suo potere semplicemente per capire. Non è invasiva, ma empatica. Becca percepisce e riceve le informazioni senza violare il volere degli altri. Le accetta, le comprende e le condivide. E ciò non perché Becca abbia un potere differente dai suoi familiari, ma perché a differenza loro da sempre accetta le cose per come stanno.

Ne comprende il senso, perdona i suoi errori e quelli degli altri. Accetta il dolore provando a reagire nel miglior modo possibile e comprende le potenzialità delle piccole cose. Ma soprattutto è empatica con gli altri e con sé stessa, accettando che la vita è proprio questo: una commistione di dolore e gioie.

Ed è solamente quando anche Alma comprende questo approccio alla vita che riesce ad aprire la sua porta. Quella porta dietro cui, come aveva fatto sua nonna, nasconde ostinatamente ciò che la fa soffrire: l’aver abbandonato la sé dell’altra dimensione. Accettando la vita, il dolore e sé stessa, Alma sceglie di aprire quella porta e tornare indietro dandosi un’altra possibilità. Stavolta senza cambiare il passato.

Leggi anche: Dispatches from Elsewhere – Metateatrale analisi della psiche

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