Lelouch – Andare Avanti, Sempre

Gabriele Evangelisti

Maggio 16, 2022

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Ognuno ha un motivo per le proprie azioni. Questo vale per noi come per i personaggi delle nostre narrazioni. Lelouch non fa eccezione, e il suo percorso, un cupo sentiero di vendetta e sofferenza, è uno dei più ardui. Cosa lo spinge a intraprendere questo cammino, e dove trova la forza per continuare?

La Selva Oscura di Lelouch

Attenzione: spoiler sull’anime Code Geass: Lelouch of the Rebellion.

I protagonisti sono degli esploratori. Ognuno di loro si addentra nella propria storia e affronta i pericoli che essa offre. Tutti sono diversi l’uno dall’altro: c’è chi ha più conoscenze, chi ha già esplorato la propria “selva oscura” più volte, chi ha un arsenale di attrezzi più fornito. Ma un aspetto che li accomuna c’è, ed è l’obiettivo da raggiungere: un qualcosa, materiale o meno che sia, che valga la loro fatica, e che anzi li spinga ad affrontare le sfide con determinazione.

Lelouch è uno di loro. Un ragazzo brillante e benestante di cui nessuno, se non i suoi compagni di scuola, ha bisogno. Se fosse per l’ambiente in cui si trova, Lelouch andrebbe benissimo così com’è: non è necessario alla guerriglia dei giapponesi ribelli né tantomeno serve a Britannia, da cui è in fuga. Eppure la storia è su di lui, perché il suo desiderio è talmente forte da portarlo a bruciare, pagina dopo pagina, il copione della sua società, fino a ridurlo in cenere.

L’Ardente Desiderio di Lelouch

Il desiderio non nasce da una chiamata esterna: Lelouch non è l’Avatar, l’unico in grado di cambiare il destino dei Quattro Regni. Nessuno lo aspetta, e nessuno lo cerca. Ciò che lo muove viene da dentro, da un sogno cristallizzato in anni di fuga, da un odio per ciò che è stato e una speranza per ciò che sarà. Da un amore immenso per sua sorella, al cui futuro radioso dedica lo scopo della sua vita: donarle un mondo migliore. 

Questo proposito è la sua stella polare, dal momento del suo esilio alla sua sfilata fatale come Imperatore. E non lo abbandona mai, anzi si ripresenta ovunque lui poggi lo sguardo: sui Britanni, che con il loro sistema classista calpestano le vite di chi ritengono inferiore; sui giapponesi, che, quando non si gettano in una lotta suicida, si rifugiano nelle droghe, sognando giorni che non esistono più. Con la stessa esasperante ripetitività di una goccia che cade dal soffitto, il desiderio di Lelouch si scolpisce poco alla volta nella sua mente, non lasciandogli scampo.

Ma Lelouch è solo uno studente. Geniale, sì, ma limitato nei mezzi, e troppo lontano sia da una parte che dall’altra per essere rilevante. Almeno fino all’arrivo del Geass. Quel potere, misterioso eppure con così tanto potenziale, cambia le carte in tavola rendendo Lelouch capace di fare la differenza, di colpire in un modo che nessuno si aspetta, e con forza. Tutto quello che serve è la forte volontà di perseguire il proprio obiettivo. E lui ce l’ha. Allora il Geass diventa la scintilla, la scheggia di fuoco che incendia la polveriera di bontà e disprezzo che gli alberga dentro. E tutto ha inizio.

Lelouch è la lente attraverso cui indaghiamo i nostri obiettivi, e cosa dobbiamo mettere in gioco pur di raggiungerli
Lelouch

La Terra Bruciata

Code Geass, la storia delle vicende di Lelouch, parla di un ragazzo disposto a tutto pur di realizzare il suo ideale. Non importa quel che sarà: finché avrà mosso un passo in avanti, avrà fatto bene. La sua società, i suoi nemici, i suoi alleati, sé stesso, sono aspetti secondari, semplici mezzi per avvicinarsi anche solo di pochi centimetri. 

Il nostro esploratore non conta di tornare indietro dal suo viaggio. Più avanza, più le sue azioni causano dolore agli altri, e più ne prova egli stesso. Soffre a Narita quando la sua strategia, causando una frana, uccide centinaia di civili. Piange quando Shirley, liberata dal condizionamento, va a cercarlo e incontra la morte. Si dispera vedendo Euphemia, e le sue innocenti intenzioni, coprirsi di sangue per un suo errore. Inorridisce, mentre usa i suoi poteri verso la stessa Nunnally, la cui felicità è oggetto del suo desiderio.

Ma non può fermarsi. Nel bene o nel male che sia, la scacchiera del fato ha mosso il suo pezzo, e lui non può stare fermo. Non vuole stare fermo. Per quanto terribili siano le conseguenze delle sue azioni, lui deve agire, o il suo desiderio non si realizzerà mai. Quindi si fa forza, sopprime la parte di sé che brucia nella disperazione, si rialza a fatica e, nonostante tutto, continua ad avanzare. Sa di essere imperdonabile, che questo suo calpestare tutti e tutto prima o poi gli renderà il conto. Non c’è buon proposito che regga, nessun ideale che possa scusarlo. Ma lui lo accetta. È parte del piano, come dice egli stesso. 

Lelouch Vi Britannia: «Può sparare soltanto chi è pronto a ricevere il proiettile».

E il proiettile alla fine arriva. Sotto forma di spada, sotto gli occhi di tutti. Per mano di chi, più di chiunque altro, vuole affondare la lama verso di lui, e allo stesso tempo soffre di più nel farlo. Lelouch non rifugge la morte, anzi vi si rassegna con serenità: sapeva che sarebbe arrivata. E soprattutto, visto che è la sua morte a siglare la realizzazione del suo desiderio, è più che lieto di sacrificarsi per esso. Perché dopotutto, il suo obiettivo e lui sono sempre stati una cosa sola: uno non è mai esistito senza l’altro, e la fine del primo non poteva che portare alla fine del secondo. Lelouch è nato sotto la luce di quell’ideale, e sotto quella stessa luce è morto.

Lelouch è la lente attraverso cui indaghiamo i nostri obiettivi, e cosa dobbiamo mettere in gioco pur di raggiungerli
Lelouch e Zero

La storia dell’esploratore Lelouch, quindi, si conclude a destinazione. È ferito, stanco, avvolto dalle stesse fiamme che gli hanno aperto la strada. Ma a lui sta bene così, perché sa che fino all’ultimo dei suoi momenti è andato avanti. Le polveri si sono esaurite. Ora può riposare.

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