Gli Stati Uniti contro Billie Holiday- La voce della ribellione

Emma Senofieni

Maggio 18, 2022

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«Southern trees bear a strange fruit
Blood on the leaves and blood at the root
Black bodies swingin’ in the Southern breeze
Strange fruit hangin’ from the poplar trees».

Questi sono i primi, struggenti versi della celeberrima canzone Strange Fruit, scritta da Abel Meeropol e interpretata dall’indimenticabile Billie Holiday. Un brano leggendario che nel 1939 denunciò i linciaggi subiti da persone afroamericane nel Sud degli Stati Uniti. Lo “strano frutto” penzolante dagli alberi è infatti il corpo senza vita dell’ennesima vittima di atroci violenze a sfondo razziale.

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Alla fine degli anni trenta, Billie Holiday (Andra Day) è una delle artiste più acclamate della sua epoca

Tratto dal libro Chasing the scream (2015) di Johann Hari, Gli Stati Uniti contro Billie Holiday è l’ultima opera del regista Lee Daniels (Precious, The Butler). Uscito in Italia con un anno di ritardo, il film è un biopic sulla leggendaria cantante jazz Billie Holiday (Andra Day).

In particolare, Gli Stati Uniti contro Billie Holiday si sofferma su un drammatico periodo della vita della cantante. Alla fine degli anni trenta, Billie Holiday è una delle artiste più acclamate della sua epoca. Nonostante il suo tragico passato e una forte dipendenza dall’eroina, la cantante riempie i locali di tutta l’America con la sua voce potente, raggiungendo un successo clamoroso. Le autorità statunitensi le impediscono di cantare Strange Fruit, brano di denuncia contro i linciaggi dei neri, ritenendola una canzone sovversiva e antiamericana.

Al rifiuto della donna di togliere la canzone dalle sue scalette, l’FBI la incastra per possesso di stupefacenti. Il titolo del film infatti, da una parte si riferisce al processo che subì Billie Holiday, prima di essere condannata a un anno di detenzione. Dall’altra, rimanda alle sistematiche e violente pressioni esercitate dalle autorità americane affinché la donna non cantasse Strange Fruit. Tra gli agenti federali coinvolti nel caso, c’è l’idealista Jimmy Fletcher (Trevante Rhodes), che si renderà presto conto delle crudeli macchinazioni dei suoi capi, destinato a legarsi profondamente alla cantante.

L’FBI incastra Billie Holiday (Andra Day) per possesso di stupefacenti

Gli Stati Uniti contro Billy Holiday ha la grande ambizione di voler unire una forte denuncia sociale con il racconto della drammatica vita di Billie Holiday.

Se da una parte il cuore della pellicola è senz’altro l’esecuzione del brano Strange Fruit, dall’altra Lee Daniels decide di concentrarsi sulla figura della cantante. Billie Holiday viene ritratta come una donna coraggiosa e combattiva, ma anche profondamente fragile. A causa di un passato segnato dagli abusi, Billie si abbandona a uomini che la sfruttano e la maltrattano, rifiutando invece le persone che cercano di aiutarla. Il film si concentra inoltre sulla sua dipendenza dall’eroina, lotta che ha caratterizzato la vita della cantante.

Purtroppo il film di Daniels non riesce a trovare un giusto equilibrio tra denuncia e biopic, risultando spesso confuso e poco coeso. Non mancano sequenze significative e ben girate, che dimostrano l’ingente potenziale della pellicola di Daniels. Ad esempio, rimane impressa la scena in cui la cantante, recatasi nel Sud per un tour, vede il corpo penzolante di un afroamericano vittima di un linciaggio. Dopo essere stata testimone di questa tragedia, Billie Holiday decide di cantare con coraggio e fierezza Strange Fruit, rifiutandosi di tacere davanti a quella atroce ingiustizia.

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Billie (Andra Day) vede il corpo senza vita di una vittima di un linciaggio

Punto di forza del film è inoltre la superba interpretazione di Andra Day.

Cantante di origine afroamericana, Andra Day non solo interpreta personalmente ogni canzone di Billie Holiday, ma si cala perfettamente nei panni della cantante. Grazie alla sua intensa performance, la cantante ha meritatamente vinto un Golden Globe, in aggiunta a una candidatura agli Oscar nel 2021.

Gli Stati Uniti contro Billie Holiday possiede evidenti pregi, ma purtroppo non riesce a brillare come ci si aspetterebbe. Sarebbe stata probabilmente una scelta più interessante se il regista si fosse focalizzato maggiormente sull’impegno civile della cantante, tralasciando parte della sua storia personale.

In un mondo ancora segnato dal razzismo e dalle discriminazioni, l’Arte è infatti un indispensabile mezzo per diffondere cultura. Billie Holiday decise di usare la propria voce come arma di denuncia e di ribellione contro un sistema che voleva zittirla. Celebrare il suo coraggio, raccontando le ingiustizie e le violenze che dovette subire, è un atto doveroso. Come ricorda lo stesso film, a febbraio 2020, non è ancora stata approvata negli Stati Uniti una legge anti-linciaggio. Nonostante la sua imperfezione, Gli Stati Uniti contro Billie Holiday è un’opera di cui il pubblico ha fortemente bisogno.

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