Top Gun: Maverick – Operazione nostalgia

Stefano Romitò

Giugno 8, 2022

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È atterrato in sala Top Gun: Maverick, sequel dell’ormai cult del 1986 Top Gun diretto da Tony Scott. A dirigere la nuova pellicola, invece, è stato scelto Joseph Kosinski, che con Cruise aveva già collaborato in Oblivion. Tom Cruise, cuore pulsante dell’originale, ritorna sullo schermo e anche in veste di produttore. Non a caso, Top Gun fu uno dei film che consacrarono definitivamente l’attore tra le stelle più rilevanti della Hollywood degli anni ’80/’90, trasformandolo nell’icona che oggi tutti conosciamo.

Top Gun
Tom Cruise in Top Gun.

Dopo trentasei anni, ritroviamo il pilota Pete “Maverick” Mitchel in Nevada. Qui lavora in un reparto della marina che testa nuovi modelli segreti di aerei. Anche se avrebbe potuto ottenere una promozione da ammiraglio, Maverick si tiene ancora stretto il ruolo di capitano. Questo è infatti l’unico grado che gli permetta di poter continuare a fare ciò che ama davvero: volare.

Già dai primi minuti del film la mente non può che tornare al vecchio Top Gun. Danger Zone di Kenny Loggins inizia a riecheggiare a tutto volume, e sulla pista ardente un aereo si prepara a decollare. Il cinema degli anni ’80/’90 sembra di nuovo prendere vita.

Maverick, quasi come un supereroe, indossa il suo costume per andare al lavoro. La giacca di pelle e il paio di Ray-Ban a goccia che hanno reso iconico il personaggio di Tom Cruise sembrano ancora calzargli alla perfezione. Scopriamo immediatamente che, nonostante l’età, il temperamento del capitano Mitchell non è cambiato affatto. Infrangendo un divieto di volo, Maverick decolla con un aereo sperimentale. Portandolo a una velocità incredibile riesce a dimostrare come, malgrado gli anni passati, resti ancora un pilota fenomenale.

Top Gun: Maverick
Il capitano Pete “Maverick” Mitchel mentre va a lavoro.

È proprio dalle prime sequenze di volo che capiamo che di tempo, dal 1986, ne è passato eccome.

Grazie allo sviluppo delle tecnologie e delle tecniche di ripresa, tutte le scene a bordo degli aerei risultano incredibilmente adrenaliniche e coinvolgenti.

Se già questo, all’epoca, fu uno dei motivi che rese tanto famoso Top Gun, il sequel non fa che confermare e portare a un livello successivo la spettacolarità delle sequenze di volo.

Top Gun: Maverick
Maverick in volo durante una missione.

Per volontà di Tom “Iceman” Kazansky, vecchio compagno di Pete divenuto comandante della flotta del Pacifico, Maverick viene richiamato alla Top Gun. La scuola di volo più prestigiosa d’America ha ancora bisogno di lui, ma questa volta come insegnante. Il suo compito sarà infatti quello di addestrare un gruppo di dodici giovani piloti. In tre settimane la squadra dovrà essere pronta ad affrontare una missione incredibilmente rischiosa che prevede la distruzione di un deposito di arricchimento di uranio.

Risulta sicuramente interessante notare come, in tutta la parte del film che si concentra sulla preparazione di questa difficilissima missione, Top Gun: Maverick si trasforma virtualmente in un capitolo di Mission Impossibile, saga cinematografica che vede proprio Tom Cruise come protagonista indiscusso.

È proprio con il ritorno alla Top Gun che il passato di Maverick inizia a riaffiorare.

A San Diego, infatti, il pilota viene a contatto con alcune sue vecchie conoscenze. Oltre a Iceman, il pilota incontra Penny Benjamin. Padrona del bar in cui tutti i piloti si recano a bere, e sembra che tra i due in passato ci sia stato del tenero.

Se in Top Gun la sotto-trama sentimentale vedeva il pilota alle prese con Charlotte Blackwood, nel sequel è invece il personaggio interpretato da Jennifer Connelly ad attirarne l’attenzione. Pur trattandosi di due donne diverse sembra comunque di scorgere diversi tratti distintivi di Charlotte in Penny. Donna dal temperamento forte e deciso, rappresenta per Maverick anche una persona fidata su cui fare affidamento per compiere scelte importanti.

Sebbene le dinamiche della timida love story non brillino di certo per originalità, il rapporto tra i due riesce a non appesantire troppo il film.

Top Gun: Maverick
Maverick e Penny.

Una storia d’amore tra due persone mature, bloccate dal passato. Mitchell aveva spezzato il cuore di Penny tempo addietro, e proprio per questo starà al pilota riuscire nell’impresa di riconquistare la donna.

Se c’è però un personaggio che più di tutti costringe Maverick a fare i conti con il proprio passato è quello intepretato da Miles Teller: Bradley “Rooster” Bradshaw. Figlio di Goose, vecchio navigatore di Maverick morto in un incidente mentre i due volavano insieme, il giovane è uno dei cadetti che il capitano Mitchel dovrà addestrare.

Rooster ritiene responsabile Maverick per la morte del padre. Il capitano, dal canto suo, cerca di proteggerlo proprio come la moglie del suo defunto compagno gli aveva chiesto trentaquattro anni prima. Il rapporto tra i due è sicuramente il più interessante all’interno del film. Oltre ai fatti del passato che creano attriti, i due si scontrano anche per il loro diverso temperamento e approccio al mondo del volo. Dovendo condividere il compito di preparare la missione, ciò permetterà ad entrambi di confrontarsi per riuscire finalmente a superare insieme la morte di Goose.

Top Gun: Maverick
Miles Telelr nei panni di Bradley “Rooster” Bradshaw.

Anche attraverso l’analisi del rapporto di Maverick con questi personaggi è evidente che proprio il confronto/scontro tra passato e presente sia la vera benzina della trama del film.

I nuovi cadetti della Top Gun si devono confrontare con il miglior pilota delle generazioni passate. Maverick, dopo tanto tempo, torna dove tutto era cominciato.
I vecchi F18 o addirittura F14 si scontrano con aerei di ultima generazioni.
Il giovane figlio di una vecchia conoscenza permette a Maverick di chiudere i conti con il passato.
Una love story che, proprio nei ricordi di una relazione ormai passata, sembra trovare la sua ragion d’essere. Tutto sembra giocare costantemente in bilico tra due diverse epoche.

Considerando che Top Gun: Maverick è un sequel che arriva dopo trentasei anni dal precedente film, questa scelta risulta comunque oculata e a tratti inevitabile.

Proprio a causa di questo approccio, però, il film delle volte sembra troppo ancorato al passato e al vecchio Top Gun.

Sia alcuni risvolti narrativi che l’approccio registico e stilistico ricalcano in maniera esplicita le modalità del cinema a cui apparteneva la vecchia pellicola. Da una parte questo permette al sequel di porsi come una grande operazione-nostalgia in cui i fan del film originale potranno ritrovare tutto quello che li aveva fatti innamorare di Top Gun. Dall’altra, però, la pellicola non riesce troppo a differenziarsi dalla precedente e a trovare un proprio equilibrio che la renda interessante autonomamente o per il futuro di un franchise che, sulla carta, avrebbe tutte le potenzialità necessarie per diventare una saga di successo.

Top Gun: Maverick è un blockbuster quadrato e formale che, con i dovuti aggiornamenti, riesce nell’impresa di farci rivivere l’atmosfera del film di trentasei anni fa.

“Maverick” affiancato da un secondo velivolo

A fronte di uno scheletro narrativo che a tratti si rivela troppo prevedibile e scialbo, la pellicola riesce comunque a risultare intrattenente grazie soprattutto alle scene di volo al cardiopalma. Un peccato, però, che il film prenda come punto di riferimento solo il passato, sia di Maverick che di Top Gun, e non cerchi di far alcun passo in avanti anche guardando al domani. Un approccio diverso avrebbe potuto deludere in parte i fan di vecchia data del film, ma anche aprire le porte a un nuovo futuro per questo franchise.

Chissà, infatti, se rivedremo più il capitano Pete “Maverick” Mitchel prendere di nuovo il volo su un vecchio F14. Questa, per ora, resta soltanto una lontana speranza ma non è detta l’ultima parola. Forse anche questo film sarà solo un arrivederci e non un addio.

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