Encanto – Bruno, l’ombra del quadro

Gabriele Evangelisti

Giugno 16, 2022

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Encanto è un’opera che apre a diversi spunti di riflessione, elevando il conflitto interno in ogni personaggio fino a farlo diventare il vero villain, astratto, della storia. Bruno, il personaggio più incompreso della famiglia, sposta il riflettore sulla questione della responsabilità.

Attenzione: contiene spoiler di Encanto

Il quadro irreale di Encanto

I Madrigal. La pietra d’angolo della comunità, la mano di sostegno nella crescita e lo scudo nei momenti di bisogno. Nascere in quella famiglia è un dono, che si raddoppia nel momento in cui la Candela, benedicendo i nuovi arrivati, garantisce loro un potere unico e personale. Casita Madrigal diventa un gioioso ritrovo di musica, colore e benessere, dove la magia scorre come parte della vita quotidiana.

In Encanto, Bruno è la vittima di un ideale eccessivo, una speranza irraggiungibile di avere solo benessere nella propria vita.
Casa Madrigal

Quest’atto di bontà divina, tuttavia, comporta anche un dovere ben preciso: mettersi al servizio della comunità, così che possa splendere allo stesso modo della famiglia. Sin dall’arrivo della benedizione, questa è stata la missione dei Madrigal, un modo per ripagare il favore celeste. Tutti i giovani, una volta ottenuto il loro potere, sono educati a questo, e vivono la loro vita contenti di poter essere d’aiuto, di poter illuminare la giornata di chi ha bisogno. Dà loro soddisfazione, come partecipare alla pittura di un bellissimo quadro. 

E così, pennellata dopo pennellata, il quadro diventa sempre più colorato, più vivace. Forse anche troppo. 

Nell’idillio di questo splendido diorama non sembra esserci spazio per il malessere: tutto va bene, e deve andare bene perché ci sono i Madrigal. I dolori, le brutte notizie, le inquietudini sono tutti tenuti lontani dalla vita del villaggio, fuori dalla cornice. Il quadro deve rimanere vivace, e tutto ciò che lo ostacola deve essere eliminato. Soprattutto se si tratta di un Madrigal.

Bruno, il frainteso di Encanto

Bruno ha il potere della chiaroveggenza: riesce a prevedere gli eventi futuri e a riportarli agli altri, talvolta chiaramente, altre volte in modo criptico (attraverso scenari mutevoli o spezzoni di immagini). Le sue previsioni sono ricordate, dalla comunità come dalla famiglia, per essere sempre corrette.

Eppure nessuno parla di lui, non lo si nomina e se lo si fa si viene subito zittiti. Lui stesso non si fa neanche più vedere, vivendo da reietto tra le intercapedini di Casita. La causa di questa repulsione collettiva è attribuita al suo potere, ma in realtà ciò che si nasconde dietro è molto più complesso, e, cosa più importante, non dipende in alcun modo da Bruno, che diventa vittima di carnefici inconsapevoli.

Nel celebre brano We Don’t Talk About Bruno (in italiano Non si nomina Bruno), la famiglia Madrigal e gli altri abitanti del paesino descrivono a Mirabel il fantomatico zio, di cui lei sta cercando informazioni. Tra rimembranze inquietanti e rappresentazioni distorte, ciò che colpisce di più del racconto sono gli aneddoti sugli interventi di Bruno. La stragrande maggioranza degli episodi, infatti, riguarda esperienze negative vissute dai destinatari delle sue profezie: dal matrimonio rovinato dal maltempo, alla morte del pesciolino, alla calvizie, all’ingrassamento.

La cattiva fama di Bruno non è quindi dovuta al potere in sé, ma alle sue previsioni funeste che immancabilmente si avverano. 

In Encanto, Bruno è la vittima di un ideale eccessivo, una speranza irraggiungibile di avere solo benessere nella propria vita.
Donna a cui è morto il pesce “per colpa di Bruno”

Questo rigetto non è razionale: essendo Bruno un veggente, lui non è effettivamente in grado di plasmare il futuro secondo una certa linea di eventi. Lui può solo assistere, osservare da lontano e mediare tra gli umani e il loro futuro, senza intervenire. Eppure, nel contesto di vita della comunità, questo è abbastanza: non importa quale sia la causa, se porti malessere alla comunità devi essere allontanato.

Nessuno può scarabocchiare sul piacevole quadro, e a maggior ragione un Madrigal, che dovrebbe essere colui che porta colore. 

E allora Bruno, ambasciator che porta pena, viene escluso dalla comunità e dai suoi stessi parenti. Come per loro, anche per lui questo è un enorme dispiacere: dopotutto, le sue sono buone intenzioni, e anche lui desidera il bene degli altri. Tuttavia, non potendo far altro che accettare il crudele verdetto, lo zio si allontana, sperando almeno di salvare, così facendo, la giovane Mirabel, protagonista della sua peggiore profezia.

Encanto e la trappola della responsabilità

La repulsione al dolore è la maggiore delle cause dell’allontanamento di Bruno, ma non il solo: c’è infatti un secondo meccanismo, inconsapevole, subdolo, che interviene sul comportamento di tutti quanti, ed è l’arrendevolezza

Quando si ascoltano i cittadini, o anche i parenti che hanno avuto a che fare con il veggente, salta all’occhio una forte rassegnazione alle volontà del destino: nessuno penserebbe neanche di contrastare le profezie, perché (per loro stessa fama) è impossibile che non si avverino. 

Coro: «Your fate is sealed when your prophecy is read!».(Il tuo destino è segnato al leggersi della profezia)

E a questo punto tutti si arrendono, smettono di provarci. Dolores rinuncia al suo amore, sapendo che l’uomo che anela sarà destinato a un’altra; Pepa si sposa durante un temporale, vittima della sua stessa ansia; probabilmente anche alcuni dei cittadini potevano “salvarsi” dal loro infausto destino. Eppure non l’hanno fatto, e hanno preferito dare la colpa a Bruno, attribuendogli un potere che in realtà non ha, pur di non vedere che si poteva fare qualcosa.

Perché così è più semplice. Così, il quadro può essere luminoso in tutto e per tutto. E il benessere di Bruno è un prezzo che vale la pena pagare.

In Encanto, Bruno è la vittima di un ideale eccessivo, una speranza irraggiungibile di avere solo benessere nella propria vita.
Encanto

Bruno è la vittima di un ideale eccessivo, una speranza irraggiungibile di avere solo benessere nella propria vita. I Madrigal e i cittadini ci provano, forzando la mano, e finiscono così per fuggire dalle proprie responsabilità. Encanto ci incoraggia a prendere il pennello e dipingere da noi la nostra vita, e allo stesso tempo ci ricorda che un buon quadro ha sia colori che ombre.

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