Lalo Salamanca – La beffa del diavolo

Emma Senofieni

Luglio 5, 2022

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Vince Gilligan e Peter Gould hanno abituato i loro spettatori a villain di grande spessore. In particolare, sia in Breaking Bad sia in Better Call Saul, è stato Gustavo Fring ad ammaliarci con la sua intelligenza e profondità, facendoci credere che mai nessun altro antagonista televisivo sarebbe stato alla sua altezza. Inaspettatamente, alla fine della quarta stagione di Better Call Saul abbiamo fatto la conoscenza di Lalo Salamanca (Tony Dalton).

Chi è Lalo Salamanca? Si tratta di uno dei nipoti di Don Hector Salamanca (Mark Margolis), oltre che un membro del Cartello gestito da Don Eladio (Luis Politti).

Dopo l’ictus dello zio, Lalo raggiunge Albuquerque per prendere il suo posto e inizia a curiosare poco discretamente negli affari di Gustavo Fring. Quest’atteggiamento mette immediatamente Fring in guardia, tanto che decide di usare Nacho Varga (Michael Mando) come spia, per farsi comunicare le intenzioni di Lalo.

Lalo
La prima apparizione di Lalo Salamanca (Tony Dalton) alla fine della quarta stagione

A dire il vero, nelle prime scene Lalo non aveva colpito particolarmente la nostra attenzione. Con un sorriso sornione e un fare amichevole , l’uomo non sembrava costituire una seria minaccia per l’impero di Gustavo Fring. Immediato è stato il paragone con gli altri componenti della famiglia Salamanca, che il pubblico ha imparato a conoscere (e a temere) in entrambe le serie.

Tuco è un uomo estremamente imprevedibile, capace di atterrire con la sua incontrollabile aggressività sanguinaria. I taciturni cugini Salamanca sono invece rappresentati come delle vere e proprie macchine per uccidere, del tutto privi di umanità e vulnerabilità. Infine, Hector Salamanca ha indubbiamente il fascino del potere assoluto, di colui che potrebbe eliminare un suo nemico con estrema facilità e privo di qualsiasi rimorso. Lalo è profondamente legato a suo zio Hector: già da questo avremmo dovuto comprendere la sua vera natura. Eppure, nelle sue prime apparizioni, non ci sembrava che Lalo avrebbe lasciato il segno come gli altri Salamanca.

Nella quinta stagione, lo spettatore inizia a conoscere meglio il personaggio, soprattutto attraverso il suo rapporto con l’avvocato Saul Goodman (Bob Odenkirk).

Quando Lalo viene arrestato per l’omicidio del civile Fred Whalen, è infatti Saul a doverlo difendere, diventando ufficialmente “amico del Cartello”. Lalo Salamanca si mostra molto più sveglio di quanto apparisse all’inizio: intuisce immediatamente le potenzialità di Saul Goodman, che potrebbero rivelarsi molto utili per il Cartello. L’avvocato riesce a ottenere dal giudice la fissazione di una cauzione di sette milioni di dollari, che si impegna ad andare a recuperare nel deserto per conto di Lalo. Nel meraviglioso episodio Bagman, Saul rimane vittima di un’imboscata e trascorre un giorno nel deserto insieme a Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), che gli fa promettere di non rivelare nulla a Salamanca.

Lalo Salamanca (Tony Dalton) viene difeso da Saul Goodman (Bob Odenkirk)

Una volta uscito di prigione, da una serie di elementi Lalo comprende che l’avvocato non gli ha detto la verità sul suo viaggio nel deserto. Si presenta dunque a casa di Saul e Kim (Rhea Seehorn) , chiedendogli gentilmente di raccontargli di nuovo cos’è successo. «Dimmelo ancora», gli ripete più volte Lalo, con un costante sorriso stampato in faccia, in una delle scene più tese dell’intera serie. Per fortuna, grazie all’intervento di Kim, l’uomo si convince delle buone intenzioni del suo avvocato e lascia la casa.

Nel finale di stagione, Lalo Salamanca va in Messico a trovare i suoi parenti, ignaro del piano ideato da Fring per ucciderlo. Di notte Lalo subisce un attentato, ma, grazie a una furbizia e intelligenza impressionanti, riesce ad avere la meglio sui sicari. È probabilmente da questo momento che lo spettatore inizia a subire il fascino di Lalo Salamanca, rivelatosi uno dei personaggi più interessanti di Better Call Saul.

Nel sesto capitolo, Lalo rimane nell’ombra. Rivela che è vivo solo a suo zio Hector, tramando in silenzio il modo per vendicarsi definitivamente di Fring.

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Lalo (Tony Dalton) è in Germania sotto mentite spoglie

Quando Gustavo intuisce che l’attentato non è andato a buon fine, rimane atterrito. Non avevamo mai visto Gus perdere il controllo e provare davvero paura, né in Breaking Bad né in Better Call Saul. Proprio questo ci deve far comprendere lo spessore di un villain come Lalo Salamanca, capace di far tremare il più grande narcotrafficante del New Mexico. Gus cerca ossessivamente di anticipare le mosse del suo rivale, ma non riesce a comprenderne le reali intenzioni, come se stesse inseguendo un fantasma. Non ha idea che Lalo si trovi in Germania dove, sotto mentite spoglie, ha incontrato la vedova di Werner Ziegler e ha trovato la prova che l’uomo stava costruendo un laboratorio per conto di Fring.

In un certo senso, Lalo Salamanca si è preso gioco degli altri personaggi e dello spettatore, facendo credere di non essere un villain particolarmente malvagio o pericoloso. La sua natura può ricordare una celebre citazione dal film cult I soliti sospetti (1995), pronunciata dal personaggio Verbal Kint (Kevin Spacey):

«La beffa più grande che il Diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste».

(Verbal Kint, I soliti sospetti)

Lalo Salamanca ha molte caratteristiche tipiche di un vero e proprio Diavolo. Malvagio, intelligente, dal fascino magnetico. Ma soprattutto abbastanza furbo da farci credere che non fosse all’altezza degli altri Salamanca, quando invece è di gran lunga il più temibile di tutti loro.

È proprio l’inquietante sorriso di Lalo a chiudere la prima parte dell’ultima stagione. Dopo aver capito che Fring sa che lui è ancora vivo, decide di rivolgersi a Saul Goodman e Kim Wexler. A casa dei due c’è l’avvocato Howard Hamlin (Patrick Fabian), completamente ignaro del coinvolgimento dei due avvocati negli affari del Cartello. «Voglio solo parlare», dichiara Lalo. Saul e Kim sono terrorizzati, soprattutto Saul che era convinto che Lalo fosse morto. Howard capisce che c’è qualcosa che non va, ma non sembra volersene andare. Con calma, Lalo tira fuori la sua pistola, inserisce un silenziatore e spara in testa a Howard. «Ok, parliamo», dice Lalo a Saul e Kim sorridendo.

In un cliffhanger mozzafiato, Lalo (Tony Dalton) fredda Howard Hamlin (Patrick Fabian)

Non sappiamo ancora perché Lalo si sia rivolto ai due avvocati. Non sappiamo nemmeno nulla del suo destino, dato che non appare in Breaking Bad. Ma di una cosa siamo certi. Abbiamo capito benissimo perché, nella seconda stagione della serie madre, Saul Goodman fosse così sollevato dal trovarsi davanti Walter White (Bryan Cranston) e Jesse Pinkman (Aaron Paul) al posto di Lalo Salamanca. Dopo tutto, chi avrebbe paura di due spacciatori di Albuquerque dopo aver conosciuto il Diavolo in persona?

Leggi anche: Lalo Salamanca – L’inesorabilità del male

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