The Crown 5 – La Regina e il Britannia

Linda El Asmar

Novembre 15, 2022

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Fin dal momento della sua uscita la nuova stagione di The Crown ha ricevuto molte critiche. Viene spontaneo chiedersi se effettivamente se le meriti. Per poter aver un giudizio obiettivo occorre fermarsi un attimo, analizzare le scelte dei suoi creatori e gli eventi narrati mettendo da parte le aspettative che un po’ tutti avevamo. Perché ammettiamolo, ciò che praticamente tutti si aspettavano di vedere era la morte di Lady D, ma spoiler-non-spoiler questa è nuovamente rimandata alla prossima stagione.

Molti si aspettavano una stagione unicamente incentrata su Carlo e Diana, il loro divorzio e la fine della Principessa. Non è che questa storyline manchi, anzi è sicuramente una delle principali. Ciò che però non dobbiamo dimenticarci guardando The Crown è che la sua protagonista principale resta la Regina Elisabetta, e che i fatti narrati seguono una linea narrativa che è anche quella storico-temporale.

Alla caduta del governo della Thatcher non è consequenziale la morte di Diana, quindi c’era da aspettarsi quello che poi è stata effettivamente questa quinta stagione di The Crown. Il grande dramma che tutti aspettano quasi ossessivamente ci sarà, ma questa stagione serve proprio ad arrivarci.

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La Regina Elisabetta II (Imelda Staunton) e il Principe Filippo, Duca di Edimburgo (Jonathan Pryce)

Il ritiro del Britannia

Già la scorsa stagione The Crown aveva iniziato a mostrare le differenze e lo scontro generazionale tra la Regina e il legittimo erede al trono. Ma se fino a ora Carlo risultava semplicemente un ragazzo anche nell’avanzare le sue problematiche, principalmente legate al suo matrimonio, o meglio, al divieto di frequentare Camilla, in questa stagione il Principe del Galles inizia a comprendere il ruolo che andrà a ricoprire.

Per tutte e dieci le puntate ricorre e aleggia un fatto storico che si fa metafora del ruolo e del potere di Elisabetta negli anni Novanta. Il suo adorato Britannia, yacht reale inaugurato quasi in contemporanea con la sua salita al trono, inizia a dare segni di cedimento. Così come la nave, la stessa Regina sta mutando forma e ruolo. La cara Elisabetta si trova a fare i conti con un mondo che non riconosce più: il vecchio viene buttato, le crepe non vengono aggiustate e le quantità delle cose si fanno spropositate.

La Regina Elisabetta II (Imelda Staunton)

Il governo non vuole ristrutturare il Britannia. La BBC perde potere a causa dei nuovi numerosi canali satellitari. I suoi figli non seguono più le regole di comportamento che lei e Margaret sono state obbligate a seguire per tutta la loro vita, divorziando uno dopo l’altro e chiedendo anche di risposarsi.

Carlo, colui che tra tutti dovrebbe attenersi di più a un comportamento e a delle regole specifiche, sembra schierarsi sempre di più contro la madre. Si apre così una sorta di guerra fredda, non così tanto fredda dopo tutto, tra la Regina e l’erede al trono. Guerra che però si distende in generale su tutto il regno. Il popolo inglese sembra ormai stanco della famiglia reale, che giorno dopo giorno perde punti in rispettabilità diventando solo fonte di gossip quasi fossero i Kardashian.

La Regina, alle porte dei Settant’anni, si trova a essere al centro di un mondo le cui regole non comprende più. E, come per il suo amato Britannia, sembra sempre più pesante la pressione del ritiro dal gioco per dare spazio a qualcuno o qualcosa di nuovo.

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Il Principe Carlo (Dominic West) e la Principessa Diana (Elizabeth Debicki)

The Crown e il divorzio reale: i primi passi verso la fine

Non è assente nella narrazione ciò che tutti volevano vedere in questa nuova stagione di The Crown. Il rapporto tra Carlo e Diana è estremamente centrale. Il loro divorzio è forse l’unica vera storyline che si prolunga su quasi tutte le puntate, ma a volte ci si scorda che non è avvenuto tutto improvvisamente.

Non fu un divorzio semplice, né un divorzio in cui prendevano parte solo due persone. C’erano i figli nel mezzo, in particolare William. C’era Camilla. C’era la Corona. Il rapporto tra i due per anni non fece che gonfiare, fino a raggiungere un livello di tossicità quasi estrema per entrambi e per chiunque gli gravitasse attorno.

Proprio per le regole a cui le famiglie reali sono soggette, per i divorzi degli altri figli della Regina, e per il riscontro potente che avrebbe avuto dall’opinione pubblica, il divorzio di Carlo e Diana arrivò abbastanza lentamente. I due rimasero separati per un po’ di anni prima di effettivamente divorziare, e nel mentre iniziò una logorante guerra fatta di tabloid, libri più o meno biografici e interviste.

Diana (Elizabeth Debicki) con il famoso “revenge dress

Fra queste ultime, The Crown ci mostra come Martin Bashir arrivò alla famosissima ed esplosiva intervista a Lady D. Molti complottisti vedono proprio in quell’intervista la goccia che fece traboccare il vaso, l’inizio della discesa verso la morte di Diana. L’intervista, in cui Bashir manipolò la Principessa giocando sulle sue paure e la sua paranoia che erano già forti, fu un vero schiaffo alla famiglia Windsor, ma anche alla stessa Diana.

Diana ormai è costantemente seguita dai paparazzi. Non riesce più a fidarsi di nessuno, se non di suo fratello e suo figlio William. Si sente costantemente seguita, intercettata, pedinata. Ha ormai raggiunto un livello di paranoia estremamente intenso in cui Bashir fa breccia sfruttando le sue debolezze contro di lei.

Si giunge al tanto atteso divorzio nel 1996, circa un anno prima della morte di Lady D. Un divorzio che seppur iniziato ad armi cariche avvenne in maniera quasi pacifica per scelta strategica da parte di entrambe le parti. Vediamo addirittura il tentativo di una riconciliazione tra i due in cui, purtroppo, anni e anni di astio hanno creato crepe troppo profonde.

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Il Principe Filippo (Jonathan Pryce) e Penny Knatchbull (Natascha McElhone)

Siamo sicuri che siano storie in eccesso?

La grande critica ricorrente a questa stagione di The Crown è riferita al suo ritmo. Si hanno troppe interruzioni alla storia centrale e ciò causa un’incapacità di crescendo emotivo nei confronti dei fatti e dei personaggi. Tutto ciò è vero.

La struttura narrativa scelta, che in realtà rimane la stessa di sempre, crea inevitabilmente l’incapacità di raggiungere un climax emotivo nello svolgersi della stagione. Ciò avviene perché, più o meno una puntata sì e una no, si ha un episodio che viaggia temporalmente e che è concentrato su fatti apparentemente esterni al nucleo centrale.

Questa critica ha senso difronte a una puntata spesa sulla passione per le carrozze del Principe Filippo. Ma non si può dire lo stesso riguardo ad altre due. Apparentemente scollegate da tutto, la puntata sulle parentele con i Romanov e quella sulla storia di Mohamed Al-Fayed sono in realtà fondamentali per l’attinenza storica di The Crown.

Ricordiamoci che la narrazione della serie segue un filo storico-temporale. I rapporti esteri inglesi sono sempre stati rappresentati. In questo caso specifico, tramite premesse storiche importanti, si affronta il legame tra i Windsor e gli ultimi Zar. Sicuramente per i fini della storia di questa stagione la puntata su Casa Ipatiev risulta di troppo. Era però un fatto storico che non poteva essere completamente ignorato dato che le vicende avvengono in un periodo di forti cambi nelle dinamiche internazionali.

La Pricipessa Diana (Elizabeth Debicki) e Mohamed Al-Fayed (Salim Daw)

La puntata su Mou Mou, il figlio Dodi e Sidney appare del tutto estranea alla storia della Regina, se non per il legame tra Sidney ed Edoardo VIII. In realtà dobbiamo aspettare il decimo episodio per connettere i puntini. Mohamed Al-Fayed invita Diana in Francia per l’estate e lì, per chi non avesse ancora fatto collegamenti, si accende la lampadina.

Dodi Al-Fayed, il figlio di Mohamed, è infatti uno dei due uomini che moriranno insieme a Lady D nel terribile incidente e da quel che sappiamo tra i due ci fu anche un flirt. L’amicizia tra Mohamed, un uomo che si è fatto da solo, e Diana sembra un casuale aneddoto lanciato a metà stagione. Aneddoto che si trasforma in fatto fondamentale alla fine dell’ultimo episodio.

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Lady D (Elizabeth Debicki)

Possiamo ritenere un flop questa quinta stagione di The Crown?

Come già detto, sicuramente questa stagione non accontenta le aspettative di molti. La sua struttura risulta poco armonica e un po’ invalidante dal punto di vista emotivo. Probabilmente la scelta di non concentrarsi totalmente su un unico nucleo narrativo aveva premesse giuste, ma ha avuto risultati un po’ deboli.

In ogni caso The Crown mantiene la sua magnificenza. Il cast è perfetto come sempre, formato da attori di altissimo calibro e dalle somiglianze a volte spaventose. La cura, la fotografia, le scelte registiche rimangono sublimi, ma viene a mancare il crescendo emotivo per colpa di scelte narrative. Probabilmente è la sceneggiatura che non è forte come nelle scorse stagioni. Viene da chiedersi come avrebbero potuto gestire meglio il racconto di un periodo storico così breve e così denso di fatti.

Sappiamo però cosa ci aspetta nella prossima stagione: Diana pronta per partire per la Francia e Tony Blair a inizio mandato.

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