Bo Peep – Il Valore dell’Indipendenza

Luca Mancini

Aprile 15, 2020

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Bo Peep – Il Valore dell’Indipendenza.

Da qualche giorno le sale cinematografiche di tutto il mondo sono invase da gruppi di 90s kids che non vedevano l’ora arrivasse questo momento: è uscito il nuovo Toy Story, un film accompagnato da un’attesa durata nove anni.

Accanto ai bambini accompagnati dai genitori, desiderosi semplicemente di guardare il nuovo film d’animazione targato Pixar, una massa di giovani sopra i 20 anni, con un fare leggermente imbarazzato, ha assistito alle avventure di Woody, Buzz, Bo Peep, Jesse e altri personaggi con cui hanno fatto conoscenza nel lontano 1995.

Per loro, Toy Story non è un semplice film d’animazione, ma una saga che li ha accompagnati nella crescita e con cui hanno condiviso emozioni, sorrisi e lacrime.

All’inizio, nemmeno la Pixar poteva prevedere il successo che avrebbe avuto il primo film sviluppato completamente in computer grafica, ed infatti la famosa casa di produzione nata dalle menti di Steve Jobs, Edwin Catmull e John Lasseter, ha imparato ad evolversi nel corso degli anni e a trasformare la saga di Toy Story in un racconto complesso, che non si limita al semplice divertimento cinematografico ma punta a riflettere su temi importanti in maniera originale.

Uno degli elementi principali della saga è sempre stata la caratterizzazione dei personaggi. Ogni giocattolo ha una sua propria personalità, ben distinta da quella degli altri. Spesso è proprio il confronto fra i giocattoli a far nascere conflitti la cui risoluzione permette il superamento dei problemi in un processo dialettico.

L’ultimo uscito in casa Pixar non fa eccezione, infatti i dissidi interiori di Woody vengono disciolti grazie all’intervento inaspettato di un personaggio che ha subito una radicale evoluzione dai tempi dei primi Toy Story, arrivando a rappresentare un nuovo e moderno ideale.

Bo Peep

Parliamo di Bo Peep, l’innocente pastorella comparsa per la prima volta nel primo Toy Story. Finora è sempre stata caratterizzata da un temperamento mite e dolce nel suo ruolo da personaggio secondario. La ragazza di Woody, che sebbene abbia aiutato il cowboy e gli altri giocattoli in numerose occasione, non si è mai separata dal suo ruolo di sfondo. Eppure nell’ultimo capitolo della saga le cose sono radicalmente cambiate.

Toy Story 4 è un film per molti versi particolare rispetto agli altri 3. Qui la famiglia dei giocattoli viene divisa per la prima volta, e l’attenzione si sposta sulle avventure di Woody, impegnato nel salvataggio di Forky, il nuovo giocattolo preferito di Bonnie.

Durante la ricerca della piccola forchetta creata dalla bambina, Woody si imbatte in Bo Peep, di cui avevamo perso le tracce dopo la vendita avvenuta nelle sequenze iniziali della pellicola. In un parco giochi per bambini, Bo si destreggia con fenomenale scaltrezza nel controllare e comandare gli altri giocattoli smarriti.

La passiva pastorella si è trasformata in un protagonista attivo dell’azione rappresentata sullo schermo, infatti il suo ruolo non è più secondario, ma è un ruolo da vera e propria co-protagonista.

Il primo simbolo dell’indipendenza e della forza emotiva acquisite da Bo è un segno esteriore, che si espleta nell’abbigliamento. Nel primo incontro fra i due protagonisti la pastorella fa un gesto plateale quanto significativo: si sfila la storica gonna per sfoggiare un paio di pantaloni.

L’immaginario della libertà passa attraverso il simbolo rappresentato da un indumento più adatto al movimento rispetto alla gonna lunga, ed ha l’effetto immediato di trasmettere i valori della nuova Bo Peep.

Bo Peep

Ovviamente all’elemento simbolico corrisponde un cambiamento negli atteggiamenti che pongono il personaggio sotto una nuova luce, garantendole un’importanza senza precedenti.

Bo è una donna (di porcellana) forte, indipendente, che non accetta il ruolo da comprimaria ma vuole essere protagonista assoluta dell’azione, e a ragione. Ella dimostra infatti una padronanza delle situazioni encomiabile, mentre Woody si trova per la prima volta spaesato, mosso ancora una volta dai sentimenti che lo hanno reso uno dei personaggi più amati, ma incapace per una volta di trovare soluzioni efficaci al problema. Spesso infatti l’irruenza del cowboy è bilanciata dalla razionalità della pastorella, in grado di sciogliere anche le situazioni più ingarbugliate.

Spesso la vediamo a suo agio in un contesto ostico come quello del parco giochi per bambini, contrapposto alla sicurezza e alla tranquillità dell’avere un bambino come Woody e i suoi amici.

Bo Peep è una donna di mondo, che si è trovata catapultata in un ambiente che ricorda per molti versi quello frenetico della metropoli. Una vera e propria eroina moderna che non si lascia soggiogare dalle difficoltà, ma si pone in una condizione aperta e favorevole alla comprensione del suo mondo, al fine di viverlo adeguatamente.

Ciò è evidente ancora una volta nel primo incontro con Woody, nella scena in cui scopriamo che quella che inizialmente sembrava una puzzola è in realtà una macchina telecomandata creata da Bo per muoversi agilmente. Con essa la pastorella può raggiungere qualsiasi luogo, raccogliere oggetti, trovare giocattoli. Insomma coprire la superficie del parco al fine di controllare e gestire la famiglia di giocattoli smarriti di cui è l’indiscussa paladina.

Un altro oggetto che si fa simbolo del cambiamento è il bastone, che da utensile da passeggio diventa un utensile multiuso che può assumere diverse funzioni. La qualifica di Bo Peep come personaggio attivo e funzionale si traduce in un’incredibile abilità nell’usare e nell’adattare oggetti e situazioni in maniera intelligente e versatile, a seconda delle necessità.

Bo Peep

Oltre a questo, Bo dimostra più volte una maturità che a Woody ancora manca. Mentre il cowboy non riesce a separarsi dall’ideale secondo cui il bambino a cui un giocattolo può appartenere è uno solo, il periodo trascorso come giocattolo smarrito ha fatto capire a Bo che in realtà c’è un’altra via.

Si tratta di due modi di concepire il proprio mondo, i confini di esso e il modo in cui ci si rapporta con gli altri.

Se Woody interpreta i suo limiti entro quelli dell’appartenenza a una singola bambina, Bo Peep crede che sia lecito uscire da essi per partecipare alla vita più ampia del parco giochi, con l’ambizione di trascendere anche i limiti di quest’ultimo per allargare ulteriormente i propri orizzonti.

L’importanza di Bo Peep in Toy Story 4 è enorme, a lei infatti viene affidata la risoluzione di un problema fondamentale con cui il cowboy non riesce a fare i conti, e sarà ancora lei, alla fine, a trasmetterci il messaggio più importante del film. Alcune volte bisogna accettare di lasciare il passato alle spalle, perché c’è sempre un motivo per rimettersi in gioco.

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