Il treno per il Darjeeling – Un viaggio surreale verso la spiritualità

Andrea Vailati

Febbraio 21, 2016

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Titolo film : Il treno per il Darjeeling

Regista: Wes Anderson
Durata: 91 minuti
Data uscita: 26 ottobre 2007
Titolo originale: (The Darjeeling Limited)

 

“Non lo so, mi sa che il treno si è perso!
Cosa ha detto?
Dice che il treno si è perso.
Come fa a perdersi, viaggia sulle rotaie!”

Mi piace vederla un po’ così l’amata Settima arte, come un’arte del perdersi mentre si cerca qualcosa, un’arte d’osservazione, di riflessione ma anche di scoperta di un mondo che solo un matto deciderebbe di guardare attraverso una macchina curiosa.

Matto, un termine ricco di contraddizioni ma, spesso, capace di racchiudere una certa sensibilità verso il mondo, una certa capacità di scavare nelle sue illusioni, speranze, diversità, insoddisfazioni, e vedere in queste la sua ineluttabile bellezza.

“ Il treno per il Darjeeling ” è questo ma molto di più: è un film fintamente leggero, decisamente grottesco ed infinitamente ironico, ma di quell’ironia che ci ricorda l’immensa nevrosi dell’umanità, i suoi dubbi, mostrando un profilo umano tragicomico ma sempre volto ad un arricchimento dell’esistenza, infine sempre alla ricerca di felicità.

Tre fratelli, un treno, qualcosa da ritrovare forse perchè perduta, forse perchè mai avuta, forse perchè sempre lì, in attesa di essere guardata.

Wes Anderson, di cui parleremo affondo nel prossimo futuro, crea un clima surreale: piani sequenza ed ogni genere di ripresa sempre ricche di arte, arte di guardare il mondo nelle sue mille prospettive, nei suoi mille colori, nelle mille sfumature dell’esistenza.

 Un film spirituale, un film fatto di persone, folli abitanti del mondo che viaggiando attraverso paesaggi e culture nascoste cercano una risposta, ma forse anche la domanda da porsi.

Un film dunque di incontri, storie irrealmente vere, uomini e donne che cercano un ruolo da interpretare e proprio cercandolo comprendono loro stessi.

Un film poetico, tanto divertente, improbabile, una storia fatta di simboli che ha nel treno il suo apice: movimento, ricerca, viaggio, insomma la vita stessa.

“Chissà se noi tre avremmo potuto essere amici nella vita. Non come fratelli, ma come persone.”

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