Il Petroliere e Lo Sciacallo -Personaggi a confronto

Giovanni Pascali

Ottobre 31, 2016

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Il Petroliere e Lo Sciacallo -Personaggi a confronto

Il Petroliere
Jake Gyllenhaal in “Nightcrawler”

Oggi confrontiamo due intense pellicole del cinema americano più recente e, inevitabilmente, due delle maggiori interpretazioni degli ultimi anni.

There will be blood (in Italia tradotto come Il Petroliere) è il quinto di film di Paul Thomas Anderson, il primo a valergli la nomination come Migliore Regista agli oscar di quell’anno, poi vinto dai fratelli Cohen per quel capolavoro di No Country for old men, con cui il film di Anderson fu vicino di set per un certo periodo causando non pochi problemi alla troupe dei registi texani, a causa delle frequenti esplosioni e delle grandi colonne di fumo che costringevano i vicini a stoppare le riprese, e riprendere solo quando questo si fosse dissipato.

Senza dubbio, come successivamente dichiarato dallo stesso regista, Il Petroliere non sarebbe mai stato prodotto se Daniel Day Lewis per qualche motivo avesse dovuto rinunciare alla parte.

Infatti, l’attore britannico noto per la sua incredibile capacità di addentrarsi nei personaggi e rimanerci fino alla fine delle riprese, era considerato una parte essenziale del film, la stima che Daniel provava per Anderson lo ha indotto ad accettare il ruolo, fatto non scontato.

Il Petroliere
Daniel Plainview, “Il Petroliere”

Plainview è un uomo ambizioso, la sua dedizione al lavoro e al denaro lo portano su una strada oscura, nera come il petrolio che cerca, che lo divide dagli uomini che non vede come fratelli, ma come strumenti per scavare.

Daniel: «Io vedo il peggio nelle persone, Henry. Solo uno sguardo basta per sapere chi sono in realtà. La mia barriera di odio si è innalzata lenta negli anni e… averti qui mi da un nuovo slancio vitale, io non riesco più a lavorare da solo con queste… persone».

La misantropia e l’aspirazione al successo e alla ricchezza di Daniel è pienamente condivisa da Bloom, reporter d’assalto in Nightcrawler (Lo sciacallo) interpretato da un sorprendente Jake Gyllenhaal, il quale è disposto a spostare i corpi esanimi delle povere vittime di un incidente stradale pur di avere un’inquadratura migliore per il telegiornale serale.

Lou Bloom: «E se il mio problema non fosse che non capisco la gente, ma che non mi piace la gente?».

Bloom cerca il sangue come Daniel cerca il petrolio, entrambi sono spinti dal desiderio di una scalata sociale, di uscire da un’emarginazione sociale che li spinge verso il basso, entrambi vedono nel denaro il metro del successo e della realizzazione personale aldilà di ogni forma di empatia nei confronti delle persone che li circondano.

Il Petroliere
Lou Bloom

L’interpretazione di questi uomini sporchi è una sfida che porta entrambi gli attori a dare il massimo. Lewis è tanto dentro il personaggio, anche a telecamere spente, che alcuni attori della troupe abbandonano il set, soggiogati dai modi e dal comportamento del petroliere tanto da costringere Paul Dano agli straordinari, coprendo ruoli che inizialmente non erano previsti per lui, come quello di Eli Sunday.

Anche Gyllenhaal si sporca le mani, perde molti chili per il personaggio su sua iniziativa personale, è convincente e brutale, si taglia una mano sbattendo il pugno contro lo specchio, così come Lewis si rompe due costole cadendo in un pozzo.

Se dall’attore britannico ormai ci si può aspettare l’interpretazione viscerale che lo caratterizza, da Jake no, infatti sorprende e regge praticamente l’intero film, presente in ogni singola scena del film proprio come Plainview ne Il Petroliere, assente solo in una piccola scena per questioni narrative.

Allontanandosi un po’ ci si accorge di come i due film abbiamo diversi aspetti in comune. Se si elimina l’ambientazione, sia temporale che spaziale e i temi secondari, inevitabilmente molto diversi tra loro, abbiamo due film che ci raccontano la stessa cosa: l’ascesa agli inferi di uomini violenti, pronti a tutto per i loro obiettivi, senza un codice morale e disinteressati verso le convenzioni sociali.

Uomini folli, ma al tempo stesso meticolosi e programmatori, pronti a tutto per poter fare il loro lavoro, che sia scavare un buco nel terreno, o riprendere dalla migliore delle posizioni possibili una sparatoria o un efferato delitto.

Leggi anche: L’Io, l’Altro e il contesto nel cinema di Paul Thomas Anderson

 

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