Blood Diamond – Sangue, diamanti e lacrime

Davide Settembrini

Novembre 5, 2017

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Blood Diamond – Diamanti di sangue

Blood Diamond

Parliamo di una piccola perla cinematografica, uno di quei film brillanti e struggenti, ingiustamente e colpevolmente sottostimati.

Un trafficante di armi e diamanti, cinico e arrivista, capirà che tra il fango, il sangue e il sudore africano, esiste qualcosa di più importante e prezioso di un raro e grosso diamante. La quotidianità di un popolo umile e valoroso come quello africano, è ripetutamente spezzata da truppe di violenti mercenari, centurie non governative che si arricchiscono con diamanti e materie preziose, reinvestendo parte generosa dell’avido guadagno in armi sempre più prestanti e tecnologiche.

Soldati vecchi e giovani, che sfruttano la fragilità emotiva di ragazzini indifesi e sperduti, assoldandoli nella loro nobile causa, finalizzata talvolta anche nel ricattare o rovesciare neonati governi democratici. Cronache africane, storie reali di nazioni insanguinate e compromesse come la Sierra Leone, terra africana di antica dominazione britannica ricca di diamanti da sempre al centro di guerre civili e soprusi esterni, nazione in pace da pochissimi anni. Nazione avente come capitale la città di Freetown, denominazione quasi ironica in virtù della dilaniazione e sconvolgimento della guerra civile che l’ha vista nefasta protagonista.

Fratelli di colore che uccidono altri fratelli di colore per la venerazione di un Dio più grande: il Dio denaro.

Si tratta di una pellicola abbastanza apprezzata, ma alquanto sottovalutata, quantomeno nello stivale italico. Leonardo DiCaprio interpreta sontuosamente questo cinico e consumato trafficante, mister Danny Archer. Mister Archer viene a contatto con il pescatore Solomon, un uomo allontanato dalla sua onesta famiglia e reso schiavo da questi mercenari senza scrupoli. L’intreccio drammatico delle vite di Archer e Solomon avviene in un carcere dismesso, caotico e mal ridotto.

Uno scontro a fuoco tra le truppe governative e quelle mercenarie crea il caos nella miniera e Solomon ha tempo e modo di nascondere un grosso diamante che aveva ritrovato pochi istanti prima. Il capitano mercenario, Poison, ha intravisto il diamante di Solomon, ma ferito da un’esplosione non ha potuto scoprire il punto esatto in cui il diamante era soterrato. Mister Archer era detenuto in carcere per il possesso di piccoli, ma numerosi diamanti, nascosti sotto la pelle di una pecora e trovati dalle truppe prima che il trafficante riuscisse a varcare il confine con la Liberia.

L’avventura e il dramma possono ormai sbocciare del tutto.

Il capitano Poison mette in difficoltà Solomon nella prigione, barattando a squarciagola una ricompensa di mille dollari da destinarsi a chiunque sia in grado di estorcere verità sull’agognato diamante. Danny, da selvaggio trafficante, fiuta l’affare della vita, ordina al suo collega di pagare la scarcerazione di Solomon con la smania e l’estasi di poter mettere le mani sul sublime bottino.

Il maledetto e agognato diamante rappresenterà un vero e proprio pomo della discordia, al bene servono le somme del male, l’arrivista necessita dell’aiuto dell’onesto, i cattivi si servono dei buoni per giungere al loro fine. Archer e Solomon devono diventare soci per convenienza, per necessità e per l’indispensabile aiuto reciproco; Solomon indicherà e condurrà Danny nel punto esatto del nascondiglio del diamante, mentre Danny dovrà aiutarlo nel ritrovare la sua famiglia.

La struggente e stupenda storia di Blood Diamond, si dipana inconsapevolmente in un’amara metafora della vita stessa.

Blood Diamond
Blood Diamond

Tutti vogliono qualcosa, tutti chiedono di più, tutti sono disposti a fare qualcosa per ottenere qualcosa, tutti hanno bisogno di legarsi ad altri per il raggiungimento di uno scopo. Bisogna solo saper tracciare quella linea di demarcazione immaginaria che confina le azioni, violenze, raggiri e brutalità, che si è disposti a commettere pur di arrivarci.

Il tandem tra Archer e Solomon si assembla in un trio non appena subentrerà la giornalista Maddy Bowen (Jennifer Connelly) che Danny Archer aveva già conosciuto nel pub all’inizio della storia. La temeraria e audace reporter metterà più volte a disagio Archer, chiedendogli dettagli sulla storia e la fenomenologia del giro d’affare, gli interessi, il nome dei compratori e i guadagni legati al remunerativo sistema del traffico illecito di diamanti, senza riuscire a ottenere alcuna dichiarazione.

Il trafficante e il pescatore sono ancora lontani dal ritrovare la famiglia di Solomon e hanno bisogno dell’aiuto della giornalista, che può garantire spostamenti con la sua troupe.

Dopo inseguimenti e missioni silenziose in avanscoperta, i due, con l’aiuto della giornalista, riusciranno finalmente a trovare la famiglia di Solomon, priva, però, del figlio che è stato arruolato e negativamente plasmato dalle milizie mercenarie.

Il finale del film è difficilmente qualificabile, stupendo è limitativo, il finale di Blood Diamond è epocale.

Solomon e Danny, dopo aver ritrovato la famiglia, riusciranno anche a ritrovare il piccolo Dia, un bambino che ha smarrito buon senso, senso del dovere e d’appartenenza, diventando un baby-soldato, un piccolo cane sciolto dall’innocenza compromessa.

Il finale vede Danny, Solomon e figlio raggiungere il punto esatto del sotterramento del diamante, ma saranno in compagnia del colonnello Coetzee, avido e onnipotente datore di lavoro di Archer che smania per impossessarsi del diamante. Archer e Danny riescono a uccidere due guardie e lo stesso colonnello, e fuggono con il diamante, ma il lieto fine per il biondo trafficante Archer è una chimera.

Danny si tocca il fianco insanguinato, un proiettile del precedente scontro inizia a farlo sanguinare in maniera considerevole. I due uomini e il bambino fuggono dagli altri soldati del colonnello Coetzee, con l’obiettivo di raggiungere la cima della collina di pietra dove Archer ha ordinato al socio con l’elicottero di raggiungerli. Un Archer dolorante e quasi privo di coscienza viene portato in spalle da Solomon, quasi in cima alla collina.

Ma il dolore è incontenibile, Danny comprende che il sogno appena assaporato sta per trasformarsi nell’ultimo incubo. Riuscirà a salutare la giornalista col telefono satellitare, facendosi promettere dalla donna di aiutare l’amico Solomon.

Danny dà un ultimo sguardo a quel maledetto diamante, impugnandolo e facendo partire una risata nevrotica. Decide di regalare il diamante, impregnato stavolta anche del suo sangue, al buon Solomon e alla sua famiglia, suscitando l’incredulità di quest’ultimo.

Un tardivo, ma emozionante atto di redenzione. Solomon ha conosciuto un cinico trafficante, un rivale, un socio d’occasione, un amico, un’anima peccaminosa redentasi poco prima della fine.

Solomon, prima di riscuotere i due milioni di sterline, chiederà al compratore di portare la sua famiglia a Londra. La giornalista Maddy Bowen e Solomon architettano, nel frattempo, una piccola rivincita, incontrando i colpevoli personaggi chiave, analizzando i dati della piccola agenda di Danny e smascherando l’intera organizzazione illecita.

Il frangente in cui Solomon indugia sulla vetrina di una gioielleria è una manifestazione di netta antitesi e frattura insanabile tra i due mondi, il mondo povero e consapevole che subisce brutalità, contro il mondo spensierato dell’ignaro consumista.

Poco prima di tenere un discorso in Sudafrica, Solomon sfoglierà quell’articolo di Maddy dal titolo Blood Diamond che sta facendo scalpore nell’intero globo… e lo scatto rubato di un Danny sorridente, sarà il simbolo di una meritata commemorazione e di una piccola rivincita.

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