È quasi magia Johnny – La vera “magia” è Makoda/Sabrina

Sante Di Giannantonio

Maggio 26, 2018

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è quasi magia Johnny
Johnny e Sabrina

È quasi magia Johnny – La vera “magia” è Makoda/Sabrina

Se più o meno venticinque anni fa (anno più anno meno) aveste condotto un sondaggio tra adolescenti su quale fosse il triangolo amoroso per eccellenza, probabilmente vi avrebbero snocciolato il celeberrimo Brenda – Dylan – Kelly. Ma sono certo che la risposta dei più ragazzini sarebbe stata: Sabrina – Johnny – Tinetta o, canonicamente parlando, Madoka – Kyosuke – Hikaru.

Questi sono i protagonisti di Orange Road (Kimagure Orange Road), meglio conosciuto in Italia come È quasi magia Johnny, un manga shōnen, creato da Izumi Matsumoto e pubblicato in Giappone nel marzo 1984. Dato il successo del manga è stata prodotta una serie televisiva anime nel 1987 dagli Studi Pierrot e andata in onda sulla Nippon Television. Nel nostro paese giunse prima proprio il cartone, trasmesso appunto come È quasi magia Johnny sui canali Mediaset, nel 1989. Purtroppo subisce lo stesso destino di altri manga, riadattamenti, censure, dialoghi e personaggi modificati, addirittura episodi scomparsi. Questo nonostante un fedele anime sia stato pubblicato da Star Comics tra l’ottobre 1992 e l’ottobre 1994.

I protagonisti di “È quasi magia Johnny”

Shonen o shojo?

Il peccato originale è sempre lo stesso: nel nostro paese vige la concezione che un fumetto o un’opera animata sia destinata a un pubblico prettamente giovane, direi fanciullesco, l’esatto contrario vale invece in Giappone dove anime e manga sono destinati a tutti i tipi di pubblico, dai bambini agli adulti. In quegli anni il Biscione sceglieva anime non in base al target, ma in base al successo che avevano nel paese del Sol Levante. Ecco spiegato il perché di una censura, o meglio di una ristrutturazione, che spesso ha cambiato i connotati delle storie di alcuni dei più brillanti autori nipponici.

Di fatto, Orange Road non era rivolto ai bambini, fa parte dei cosiddetti shonen, ossia manga e anime destinati a un target di adolescenti e adulti, nonostante il fatto che possa sembrare uno shojo, poiché la trama è molto concentrata sui sentimenti dei suoi protagonisti, ma il punto di vista è prettamente maschile. In ogni caso capita spesso che le ragazze si appassionino agli shonen e i ragazzi agli shojo (letteralmente “ragazza”), ossia opere per un pubblico femminile.

Al centro della storia disegnata da Itsumi Matsumoto la componente romantica del triangolo amoroso si complica a causa dei poteri ESP del protagonista Kyosuke Kasuga e delle sue sorelle Kurumi e Manami, da poco arrivati in città. Il giovane è in grado di utilizzare il teletrasporto e la telecinesi, può usufruire anche dello slittamento temporale (una sorta di viaggio nel tempo), che avviene ogni volta che il ragazzo cade nel vuoto. Inoltre gode di un aumento di forza, velocità e udito e di spiccate capacità di persuasione mediante una tecnica assimilabile all’ipnosi. In seguito a problematiche derivanti l’utilizzo involontario di questi poteri, la famiglia Kasuga è costretta a cambiare città.

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Johnny – Sabrina – Tinetta

Fu così che, il primo giorno, Kyosuke intento a contare i gradini di una infinita scalinata, incontra Makoda. Una scena abbastanza nota per chi è figlio degli anni ’90, con lei che insegue il suo cappello rosso volato via a causa del vento e lui che lo afferra al volo. Un colpo di fulmine per Kyosuke che, da lì in poi, sarà coinvolto sempre in qualche situazione con la sua compagna di classe Madoka e l’amica d’infanzia di lei, Hikaru.

Questo incontro non solo influenza la vita di Johnny, ma cambia le vite anche delle due ragazze. Entrambe conducevano una vita da maschiaccio, per non dire da teppista, per i canoni del Giappone dell’epoca, e magari anche quelli di oggi. Sia Madoka che Hikaru fumano, spesso sono coinvolte in risse e non hanno una condotta esemplare a scuola, cosa che nel paese del Sol Levante viene punita in modo particolarmente severo. Ma l’attrazione che entrambe le compagne provano nei confronti di Kyosuke fa nascere il desiderio di apparire ai suoi occhi nel modo migliore.

Hikaru, solare ed estroversa, non manca di manifestare il suo affetto a Kyosuke in modo evidente e sfacciato. Anche Madoka ne è attratta, ma si reprime per evitare di ferire la sua amica, allo stesso tempo però non riesce a sfuggire alla tentazione di cercare sempre Kyosuke. Questo è irrimediabilmente indeciso per carattere, e la sua timidezza lo trasporterà più verso la spigliata Hikaru, la quale col tempo inizierà a piacerli, anche se il suo cuore resta di Madoka.

La storia non si evolve velocemente, e il legame tra i tre ragazzi si intensifica di capitolo in capitolo, fatto di tantissimi momenti vissuti insieme, come vacanze, viaggi o semplici giornate scolastiche. L’indecisione di Kyosuke sembra sempre giustificata dalle caratteristiche delle due ragazze così diverse, l’una espansiva e vivace, l’altra ombrosa, sensuale e tenera, entrambe bellissime.

Per quanto comunque incapace di prendere una decisione fino alla fine, Kyosuke dimostra sempre una certa sensibilità ed empatia, nella riflessione silenziosa e ammirata dei comportamenti di Madoka e Hikaru. Non mancano l’ironia, il romanticismo e l’amicizia, perché prima ancora di essere innamorati i tre protagonisti sono amici. Intorno a loro gravitano una serie di personaggi bizzarri e divertenti, che a volte si innamorano di uno dei tre complicando in questo modo il triangolo amoroso.

Come moltissimi altri manga, anche questo è una vera e propria finestra sul mondo del Giappone, con le sue tradizioni e i suoi usi, così efficacemente illustrati dalle note delle edizioni italiane. Feste, costumi tradizionali, regole scolastiche, cibi tipici: la lettura di un manga può rivelarsi una piacevole scoperta della cultura giapponese, spesso molto diversa dalla nostra.

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Sabrina suona il sax

Madoka/Sabrina

Tutto ciò però scompare innanzi alla portata di un personaggio, raro anche nel panorama giapponese dei manga, che come detto, è equiparabile a quello dei romanzi occidentali per varietà dei personaggi. Chiunque in quegli anni abbia visto È quasi magia Johnny non può fare a meno di ricordare Madoka, un personaggio atipico e unico, che i doppiatori italiani hanno voluto omaggiare con il nome Sabrina. Lo stesso di uno storico film dove il ruolo di Sabrina è ricoperto da Audrey Hepburn (paragone mica da ridere!).

Madoka è la vera protagonista della serie, è il vertice dell’irresolubile triangolo amoroso, ed è il sogno di quei ragazzi che guardavano È quasi magia Johnny. È descritta come dotata di un fascino adulto, nonostante sia alle scuole medie. Pur presentandosi la prima volta a Kyosuke come una ragazza carina e dolce, ciò si rivelerà in netto contrasto con la sua personalità a scuola, schiva, introversa e incline alla violenza. Infatti, se non fosse per Hikaru nessuna la avvicinerebbe.

Figlia di due musicisti giramondo, vive sola e, nonostante la sua cattiva reputazione, eccelle in varie attività sia accademiche, sia atletiche. Un personaggio complesso, che mostra poche volte la sua vera natura, sempre intenta a evidenziare la corazza di guerriera che si è autoimposta. A idealizzare ancor di più la sua immagine, la sua abilità con il sax, non come lo suona Lisa Simpson, ma con un fuoco dentro, quasi fosse una passione reale, viscerale, e ovviamente il tutto la rende sensuale ma in un modo finora diverso.

La regina delle celebrità

I manga e gli anime da sempre mostrano belle ragazze formose, chi ha letto City Hunter, Lupin III e Ranma ½ sa bene di cosa parlo, una figura giunonica della donna che vuole essere una attrazione per i protagonisti e risulta magari fin troppo finta per i lettori. Madoka è lontana da questa immagine, incarna quella bellezza non appariscente ma che ti colpisce, non istantaneamente, ma in seguito, come una epifania del bello. La sua profondità stride quasi contrapposta a quella di Hikaru, ma è proprio questo l’obiettivo di Matsumoto.

Non vuole l’eroina dei manga, o la bella zuccherosa che fa da comparsa al ragazzo con i poteri, vuole una donna.

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Ma non solo una donna che faccia innamorare Kyosuke, vuole una donna per cui tutti i fan possano innamorarsi e desiderare quell’ideale di fanciulla.

Certo, avrei potuto scrivere della principale lezione del manga, ossia che la vita non si risolve neanche se sei in grado di teletrasportarti o di viaggiare nel tempo. Oppure che Kyosuke prima e Mel Gibson poi in What Women Want, nonostante i loro poteri, non hanno fortuna con la donna di cui sono innamorati. Ma non sarebbe stato quello che io ricordo della serie, quello che molti si ricordano.

Madoka, in È quasi magia Johnny, ci ha fatto capitolare tutti: bella, impossibile (fino al finale shock) e maledetta. Parafrasando una canzone degli 883, che degli anni ’90, al pari di questo anime, sono un simbolo, Makoda è stata la nostra prima regina delle celebrità.

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