Il finale di Viale del Tramonto – La dolce culla dell’Illusione

Emma Senofieni

Marzo 9, 2020

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Viale del Tramonto, Nora Desmond.

Cosa rende un finale di un film davvero indimenticabile? La capacità di farci tornare alla realtà con la sensazione che qualcosa dentro di noi sia cambiato: come se la pellicola, congedandosi, avesse lasciato nella nostra mente un pezzo di sé.

All’alba degli anni ’50, il regista americano Billy Wilder si cimentò nella realizzazione di quello che è tuttora considerato il suo capolavoro: Viale del tramonto (1950), splendido noir con protagonisti William Holden e l’ex diva del muto Gloria Swanson.

Il trionfo dell'illusione in un finale meraviglioso. Il travolgente epilogo dell'indimenticabile capolavoro "Viale del Tramonto".

Viale del Tramonto

Holden interpreta Joe Gillis, giovane sceneggiatore in erba e narratore della storia. Con una tecnica narrativa molto innovativa per l’epoca, Wilder sceglie infatti di iniziare la vicenda a partire dalla sua conclusione: il cadavere di Gillis galleggia nella piscina di una villa del Sunset Boulevard a Los Angeles, mentre la sua voce ci narra gli eventi che hanno portato a quel triste epilogo.

L’intero film è, dunque, un lungo flashback, in cui il protagonista racconta il suo incontro e, in seguito, la sua relazione con Norma Desmond (splendidamente interpretata dalla Swanson), ex star del cinema muto. L’uomo, trovatosi per caso nell’immensa villa della Desmond, mentre fuggiva da alcuni creditori, si trova dinnanzi a una donna completamente estraniata dalla realtà.

Joe Gillis: «Mi ricordo di voi, siete Norma Desmond, eravate grande!».
Norma Desmond: «Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo!».

Viale del Tramonto

Norma Desmond era una delle star più acclamate del cinema muto: con l’avvento del sonoro, i colleghi e il pubblico si sono completamente dimenticati di lei, facendo sprofondare la donna in un profondo stato di depressione e solitudine.

L’unica cosa che sembra tenere Norma in vita è il suo passato, i gloriosi ricordi di quando era una diva amata e celebrata. La donna vive praticamente in isolamento, trascorrendo le serate guardando i suoi vecchi film; persino la sua villa, dallo stile antiquato e decadente, sembra non appartenere al presente. L’unica persona in grado di comprenderla è il suo maggiordomo ed ex marito Max von Mayerling (Erich von Stroheim), il quale cerca di assecondare ogni suo desiderio e capriccio.

Chiarissima la critica che Billy Wilder muove nei confronti dello star system hollywoodiano.

Cinica e senza scrupoli, Hollywood genera stelle del cinema, personaggi che il pubblico possa ammirare e adorare come divinità scese in terra. Con lo scorrere degli anni, esse iniziano inevitabilmente a non ottenere più lo stesso successo di un tempo. Cosa ne è dunque di queste ex stelle? Vengono sostituite, snobbate e abbandonate, nell’attesa che si spengano definitivamente.

Non è un caso che Wilder abbia scelto proprio l’attrice Gloria Swanson per interpretare la protagonista: anche la Swanson era una star del cinema muto dimenticata, a cui era stato affidato un solo ruolo negli ultimi quindici anni.

Viale del Tramonto, Nora Desmond

Viale del Tramonto

Fondendo dunque finzione e realtà, il regista dirige una pungente denuncia verso un sistema che tratta gli esseri umani come macchine da soldi, usa e getta. Una dimostrazione di come queste persone, se lasciate nello sconforto e nel dolore, rischiano di perdere progressivamente il contatto con la realtà.

Questo è proprio ciò che accade a Norma Desmond nell’epilogo di Viale del Tramonto.

Quando Joe, innamorato della giovane Betty, decide di lasciarla, la donna vede crollare il suo idilliaco mondo di illusioni. Così, accecata dalla follia, lo uccide con tre colpi di pistola.

All’arrivo della polizia e dei giornalisti, Norma non sembra minimamente consapevole di ciò che è accaduto. Il suo maggiordomo Max decide così di dirle che tutte quelle persone si trovano in casa sua perché stanno allestendo l’inizio delle riprese del suo prossimo film. L’uomo, l’unica persona che tiene davvero a lei, le aveva infatti mentito tempo prima, dicendole che il famoso regista Cecil B. DeMille stava organizzando il ritorno di Norma al cinema.

L’ex diva si persuade così a uscire dalla sua camera, convinta che di sotto ci sia davvero DeMille ad attenderla. Scende quindi teatralmente le scale, mentre la voce del defunto Joe Gillis descrive la scena in sottofondo.

Norma Desmond: «Questa è la mia vita, e lo sarà per sempre. Non esiste altro: solo noi e la macchina, e nell’oscurità il pubblico che guarda in silenzio».

Norma fa questa dichiarazione con solennità, rivolgendosi ai giornalisti, che crede essere operatori del cinegiornale. Infine, si gira verso la macchina da presa, pronunciando le ormai celeberrime battute finali.

Norma Desmond: «Eccomi, DeMille, sono pronta per il mio primo piano».

L’allucinato volto di Norma Desmond si avvicina sempre di più, arrivando a occupare l’intero schermo. Pian piano l’immagine inizia a sfocarsi, fino a divenire un’indistinta coltre di fumo.

Viale del Tramonto, Nora Desmond

Viale del Tramonto

In quel preciso istante, Billy Wilder compie una scelta: predilige il sogno alla realtà. Negli ultimi attimi del film, Norma si spoglia di quel minimo di razionalità che le era rimasto nella mente, facendosi dolcemente cullare dall’illusione. Tre minuti in cui tutto, a partire dalle persone attorno a lei, sembra fermarsi. Come se per pochi istanti la realtà avesse generosamente deciso di farsi da parte, per far assaporare a Norma quel senso di trionfo che ormai aveva dimenticato.

Il viso della donna, che riempie l’intera inquadratura, ci inquieta e destabilizza. Il pubblico, colpevole di averla abbandonata, viene stritolato da Norma Desmond, intrappolato nella delirante illusione di una donna ormai all’apice della follia.

Allo scorrere dei titoli di coda, abbiamo infatti la strana sensazione di esserci appena svegliati da un malinconico sogno. Un’esperienza onirica personale e collettiva al tempo stesso: tutti abbiamo il terrore di essere dimenticati, scartati da un mondo che sembra andare molto più veloce di noi. Ed ecco che inaspettatamente condividiamo la stessa dolce chimera di un’ex diva del cinema muto. L’illusione di essere indimenticabili. L’illusione di esistere.

Viale del tramonto.

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