Quanto è profondo il legame che unisce due gemelli? Quanto è intrecciato il destino di uno alla vita dell’altro? Quanto può un volto, avere due destini?
I Know This Much Is True (in italiano, Un volto, due destini) prova a sciogliere i complessi meccanismi affettivi di un nucleo famigliare con al centro due gemelli, Dominick e Thomas Birdsey. Nati a un paio di minuto l’uno dall’altro, ma quanto basta per cambiare l’anno di nascita, in pieni anni ’80, i ragazzi sono da subito al centro dell’attenzione della piccola città di Three Rivers. Figli di Concettina e nipoti del proprietario terriero Domenico Tempesta, nonno materno di origini italiane, i due crescono con il patrigno Ray.
Dopo i dodici anni d’età in Thomas si notano segni di disturbi psichici che lo porteranno al ricovero in una casa famiglia.
Orizzontalmente I Know This Much Is True inizia con Thomas che, chiamato da Dio per commettere un sacrificio, entra nella biblioteca della città e si taglia una mano. Tra processi e continui viaggi da un istituto di detenzione psichiatrica all’altro, la missione di Dominick è quella di aiutare il fratello a uscire di prigione e di restituirgli quel po’ di normalità che aveva alla casa famiglia in cui stava prima dell’atto.

Dominick e Thomas Birdsey
Verticalmente, invece, la trama racconta, con flashback e aneddoti, le vicende che hanno segnato la crescita dei due: la morte della madre, l’iscrizione al college, il matrimonio di Dominick sono tutti momenti che si rivelano essenziali per capire la condizione di partenza dei due.
I Know This Much Is True – Il supporto del sistema sanitario
Lentamente la storia, come fosse una macchia in espansione, intrappola sempre più personaggi in questa rete di verità: dal patrigno Ray, figura molto controversa e dubbia fino alla fine, all’ex moglie di Dominick, Dessa. Esternamente dalla sfera famigliare o affettiva, invece, notevole rilievo viene dato ai consulenti sanitari che aiutano i gemelli nel loro percorso legale.
Lisa Sheffer è l’assistente sociale del centro dov’è rinchiuso Thomas. Rosie O’Donnell interpreta la donna come apparentemente rude e sbrigativa ma in realtà sinceramente legata ai due gemelli.
Archie Panjabi è invece la dottoressa Patel, psicologa che prende in carico il caso dei Birdsey. Come se fossimo tutti sul lettino del paziente, la vita di Dominick si riflette nella nostra e ci porta a chiederci cosa avremmo fatto al suo posto.
L’assistente sociale Lisa Sheffer e la dottoressa Patel, oltre a essere una forte quota rosa in una trama principalmente maschile, simboleggiano il delicato rapporto che si può creare tra medico e paziente.
Un volto, due destini: letteralmente parlando
Dopo che Thomas viene rinchiuso in prigione, Dominick inizia a dedicare ogni minuto libero al caso del fratello, ma più il suo bisogno di aiutarlo cresce e più emergono problemi del passato strettamente collegati a Dominick. Oltre ai deliri di Thomas legati alla CIA che spia le sue conversazioni o ai soldati del Vietnam appostati fuori casa sua, i commenti che ogni tanto fa, magari sovrappensiero, su Dominick sono delle vere e proprie pugnalate.
La sensibilità di Thomas è agghiacciante e manda in piena crisi Dominick che comprende come più scelte della sua vita siano state influenzate dal gemello.
Aspetto molto interessante di I Know This Much Is True è che nessun gesto di Dominick è discutibile poiché tutto giustificato dalla presenza del fratello. Per quanto le sue azioni possano essere sbagliate e violente, c’è sempre Thomas a ricordarci che lo fa perché suo fratello è malato. Ed è proprio questo il giudizio sbagliato che dobbiamo poi riversare tutto sul lettino della psicologa. Un comportamento, per quanto doloroso, non è giustificabile. C’è un momento, alla fine della serie, in cui il vero Dominick emerge e sembra totalmente un’altra persona. È straniante e incredibilmente reale.
Il dualismo di Mark Ruffalo

Dominick e Thomas Birdsey
Sembra quasi incluso nel contratto dell’attore la clausola di dover interpretare un alter ego del suo personaggio, come è evidente con Hulk e il gracile dottor Banner. Come è anche affine al suo curriculum l’essere estremamente realistico nei ruoli drammatici, e qui il riferimento a The Normal Heart è d’obbligo.
Mark Ruffalo è magnetico. Passa da un gemello all’altro con una semplicità tale che sembra siano due attori distinti, due persone diverse in carne e ossa. Non solo riesce a farci credere di avere a che fare con due interpreti, riesce anche a farci preferire uno piuttosto che l’altro, a essere vittima e carnefice di se stesso allo stesso tempo.




