One Piece – Le lacrime di Nico Robin

Luciano Cecere

Aprile 8, 2021

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C’è un momento che tutti i fan di One Piece ricordano come un vero e proprio spartiacque, per aver lanciato l’opera tra le più popolari di sempre e scosso emotivamente l’universo stesso di Oda e i suoi personaggi. L’iconica scena di Nico Robin, durante la saga di Enies Lobby, rappresenta uno dei punti più alti dell’opera perché mostra allo spettatore la verità su questo personaggio, il suo reale vitalismo e l’importanza di incontrare le persone giuste nel proprio percorso di vita, per salvarsi davvero.

L'esistenza di Nico Robin è un continuo susseguirsi di bugie e mistero, fino a quelle lacrime, quei sorrisi, quel momento.

Nico Robin

Nico Robin: «Vivere? Pensavo che mi fosse proibito…pensavo che nessuno mi avrebbe mai concesso questo diritto…ma se mi è concesso esprimere un piccolo desiderio, ecco, io…Voglio vivere! Portatemi con voi attraverso i mari!»

Prima di arrivare a questa svolta così emozionante, il personaggio di Nico Robin appare chiaramente misterioso, perché proietta verso lo spettatore solo la superficiale costruzione della sua maschera. Nico Robin, infatti, si unisce alla ciurma dopo gli eventi di Alabasta e aiuta la ciurma ad approdare nell’isola del cielo, Skypiea. Successivamente, però, dopo aver incontrato e combattuto contro l’ammiraglio Aokiji, Nico Robin scompare.

Robin saluta Sanji e Chopper: «Sono avvolta da un’oscurità di cui non siete consapevoli. Quell’oscurità un giorno vi distruggerà. […] Vi ho conosciuto per poco tempo, ma dopo oggi non ci vedremo più. Grazie per avermi trattato così bene, addio».

All’arrivo a Water Seven, la metropoli dell’acqua, Robin viene contattata dalla CP9, che la costringe a lavorare per il governo e a non sottrarsi a questi compiti, se vuole che i suoi amici vivano. Tutta la dinamica che ne consegue, con la scoperta del passato di Nico Robin, mostra le sue capacità di lettura e comprensione dei Poignee Griffe e il suo ruolo all’interno della narrazione.

Nonostante sia sempre stato un personaggio misterioso, Nico Robin non appare mai con i tratti dell’antagonista; anzi, si presenta spesso gentile e altruista verso i suoi compagni.

Tutto ciò porta alla conquista di una fiducia che ripone non solo la ciurma, ma anche il pubblico. La sua scelta, infatti, non può essere interpretata come l’atto egoistico di chi abbandona i propri compagni per salvarsi, ma assume delle dimensioni altruistiche sempre più grandi, in particolare se messa in relazione con il vissuto e la solitudine che hanno sempre accompagnato la sua esistenza. 

Nico Robin: «Più desidero di stare con voi, più il destino inesorabilmente affonda le sue zanne su di voi! Non importa verso che mare io vada, ho questo imponente nemico che non posso scrollarmi di dosso. Perché il mio nemico è il mondo intero e la sua oscurità! Prima con Aokiji e adesso questo…vi ho coinvolto già due volte. Se queste situazioni dovessero ripetersi, anche se siete persone buone alla fine mi considerereste un fardello e sareste costrette a tradirmi e scaricarmi! Quella è la cosa che temo di più, ecco perché non ho voluto che veniste a salvarmi! Se questa è una vita che perderò comunque, tanto vale morire qui e adesso!».

Nico Robin rivede nella ciurma di Cappello di Paglia la sincerità dell’amicizia di cui aveva parlato il gigante Sauro prima di sacrificarsi per lei: un giorno avrebbe incontrato degli amici con cui avrebbe potuto essere felice e che l’avrebbero protetta. E quel giorno arriva non durante la saga di Alabasta, ma durante gli eventi di Water Seven ed Ennies Lobby.

L'esistenza di Nico Robin è un continuo susseguirsi di bugie e mistero, fino a quelle lacrime, quei sorrisi, quel momento.

Arrivo a Enies Lobby

Perché è proprio in quel momento che Nico Robin avverte l’affetto dei suoi compagni e decide di sacrificarsi per loro, come Sauro aveva fatto per lei. Le lacrime che le rigano il viso sono in realtà piene d’amore e riconoscenza verso i suoi amici, perché gridano, più forte delle parole, la volontà di essere salvata e di vivere con loro straordinarie avventure.

Nico Robin riconosce, dopo lunghi anni di solitudine, nella spensieratezza di Rubber la straordinaria capacità di amare la vita, di abbracciarla e di non arenarsi mai davanti agli ostacoli. Spinta da questo vitalismo, sceglie di vivere non solo per se stessa ma soprattutto per la sua ritrovata famiglia. La scelta stessa di separarsi dai suoi compagni per due anni, per allenarsi, dimostra in pieno la consapevolezza che ha ormai del proprio percorso e delle persone che ne fanno parte.

Nico Robin: «Non ho mai pensato prima di diventare forte per qualcun altro».

L’ultima sopravvissuta di Ohara appare come l’ennesima grande vittoria di Rubber, avvenuta non durante uno scontro, ma nel cuore di chi ha realmente capito il senso dell’amicizia e i suoi effetti miracolosi. La parabola di Nico Robin è un inno alla vita, alle sue bellezze e alla sua forza trascinante.

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