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La Sirenetta – Ariel e il senso del sacrificio

La Sirenetta nuota dalle pagine di Hans Christian Andersen al grande schermo con una missione importante: salvare la Disney dal flop. L’eroina, che nel 1989 si fece carico di questo difficile compito, è Ariel, la protagonista de La Sirenetta di John Musker e Ron Clements. Prima dell’uscita della pellicola i Walt Disney Animation Studios stavano attraversando un decennio difficile, costellato da continui fiaschi dal punto di vista cinematografico.

Grazie a La Sirenetta la Casa di Topolino tornò a collocare i suoi lavori nelle classifiche dei film più apprezzati della critica e del pubblico, ottenendo persino due premi Oscar e due Golden Globe per la colonna sonora. 

Ma cosa mostra, rispetto alle altre opere della Disney, il lungometraggio scritto e diretto dalla coppia d’oro Musker e Clements? Un punto a suo favore è senza dubbio l’utilizzo di nuovi metodi di animazione che hanno apportato, in termini tecnici, un deciso miglioramento alla qualità della pellicola. La fulva protagonista è però meritevole del restante successo avendo spazzato, con la sua lunga pinna, l’immagine che le principesse Disney avevano ritratto nei film di animazione precedenti.

Ne La Sirenetta Ariel non è la dolce fanciulla che subisce gli eventi in modo passivo. Non è in attesa che un principe azzurro, in sella al suo cavallo bianco, accorra per liberarla dalla torre in cui è imprigionata. Non aspetta di essere strappata dalle grinfie di una matrigna cattiva. No. Lei è una ragazza grintosa e ribelle, capace di affrontare i pericoli senza timore e con la forza di andare contro corrente – letteralmente, potremmo aggiungere – pur di seguire i suoi sogni. 

la sirenetta
Ariel – Protagonista de “La Sirenetta”

Una sirenetta coraggiosa

La giovane sirena è una principessa intrepida, pronta a sacrificarsi, così come non era mai apparsa nei film animati fino ad allora. Una capostipite per le eroine successive che hanno poi dominato il periodo del Rinascimento disneyano. La sua forte personalità e il suo coraggio sono ben visibili sin dalle prime battute dell’opera, quando dimostra di non aver paura di sfidare le ire del re Tritone, suo padre, pur di andare a dare un’occhiata al mondo terrestre che da sempre le era negato.

Durante la tempesta è lei che mette in salvo il principe trascinandolo a riva, un avvenimento mai accaduto prima. Infine Ariel si dà al sacrificio più grande, quello che dà inizio a tutti gli eventi del film: accetta il patto che la costringe a cedere la sua voce in cambio delle tanto agognate gambe

La sirenetta
Ariel e il principe – La Sirenetta

Il senso del sacrificio

Per Ariel la voce non è solo un mezzo di espressione, ma anche un tratto distintivo, un valore aggiunto. La ragazza passa dall’essere una creatura speciale dotata di un’ugola d’oro a essere un comunissimo essere umano. Il suo bel canto, ciò che la rendeva unica e speciale e che aveva tanto affascinato Eric fino a farlo innamorare, a un tratto scompare. Ariel però non si trasforma in vittima. Quel sacrificio che le ha stravolto la vita è stato compiuto con la consapevolezza di raggiungere un obiettivo ben più grande.

Finalmente la ormai ex-sirena può cercare il principe che le ha rubato il cuore, ma può anche fare ciò che ha sempre voluto, vale a dire camminare sulla terraferma e scoprire il mondo che tanto attirava i suoi occhi ingenui. Può finalmente apprendere il reale utilizzo degli oggetti umani che aveva collezionato in fondo a mare. Ariel, al contrario di come sostengono in molti, non affronta il grande sacrificio, che comporta la perdita del suo bene più prezioso e il cambiamento della sua natura solo per un uomo.

Ariel ne La Sirenetta affronta il cambiamento soprattutto per se stessa e per seguire quella vocazione naturale all’avventura che da sempre le è appartenuta.

A quel giovane Ariel, ora umana, si presenta semplicemente per quello che è. Non possiede più le caratteristiche che avevano conquistato Eric durante il salvataggio, ma ora ha ben altro. Ha un carattere brioso e un’irresistibile genuinità che fanno capitolare Eric in pochissimo tempo. Ancora una volta. Perché se durante il loro primo incontro il principe azzurro si era innamorato di Ariel in quanto sirena dalla voce magnifica, nel secondo lui la ama per quello che è, senza alcuna capacità o dote particolare. Finalmente un amore vero e sincero, un sentimento basato sulla reciproca conoscenza che valica l’iniziale colpo di fulmine. 

Grazie Ariel per averci mostrato il coraggio e grazie Disney per essere riuscita a introdurre modelli nuovi e rivoluzionari.

Leggi anche: La Sirenetta – le differenze tra film Disney e fiaba originale

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