A proposito dei Ricardo, l’ultimo interessante progetto di Aaron Sorkin, racconta la storia vera della coppia televisiva composta da Lucille Ball e Dezi Arnaz. I due erano protagonisti di I Love Lucy, show comico arrivato nelle case di decine di milioni di americani durante gli anni ’50. Lucille, star assoluta dello show e del jet set dell’epoca, e Dezi, attore e produttore esecutivo della sitcom, si trovano in balia di un momento di crisi, dato dal rapidissimo accumularsi di una serie di problemi.
Sorkin ci mostra la vicenda attraverso tre momenti narrativi differenti. La trama principale viene intervallata da lunghi flashback per introdurre i personaggi e le vicende che li hanno formati. Talvolta, le sequenze narrative sono interrotte da pseudo-interviste, pienamente nello stile del mockumentary, atte a riportare le vicende dal punto di vista dei tre sceneggiatori di I Love Lucy, ormai invecchiati.
Ogni snodo narrativo concentra l’attenzione dello spettatore sui problemi che i Ricardo – il cognome dei coniugi nella sitcom – hanno dovuto affrontare durante una tremenda settimana del 1953. Proviamo a capirne l’origine e la gravità.
«I problemi che agitano una generazione si estinguono per la generazione successiva non perché siano stati risolti ma perché il disinteresse generale li abolisce».
(Cesare Pavese)
La domanda che riecheggia nella mente dello spettatore durante tutta la durata del film è: «qual è il problema?». Infatti, inizialmente approcciamo con la prima questione che smuove Lucy e Dezi: i tabloid locali ritraggono l’uomo in una festa in barca con delle ragazze. La gelosia di Lucy cresce mentre il marito la rincuora, assicurandole che le foto risalgono a un party a cui anche lei aveva partecipato.
A questo patema se ne aggiunge uno ben più preoccupante per la carriera dei due artisti. Lucy viene apertamente accusata di essere iscritta al Partito Comunista e di militare al suo interno, questione assolutamente illegale negli Stati Uniti dell’era maccartista.
Nonostante la protagonista abbia effettivamente barrato la casella del partito in giovane età, non si è mai resa protagonista di nessuna azione in favore del regime sovietico. Per gli attori dei Ricardo l’impatto di questo scandalo è molto più grave rispetto al primo. Innanzitutto perché Lucy è una star conclamata negli Stati Uniti, ma soprattutto per la portata politica del reato di cui viene accusata.

Inoltre, in A proposito dei Ricardo traspare quanto fosse ben più difficile la vita per una donna, anche per una celebrità. Una realtà vera nella contemporaneità, come negli anni ’50, se non in maggior misura.
Il tema emerge più esplicitamente quando Lucy scopre di essere incinta. Si tratta di un evento che la produzione vede in modo nefasto, rendendo inammissibile un cambiamento tanto drastico nella star dello show.
Riflettendoci, quelli mostrati in A proposito dei Ricardo sembrano problemi non così gravi, se visti con l’occhio della nostra epoca.
Per fortuna, per un’attrice non è più un problema aspettare un figlio o affrontare la diffusione delle bufale circolate dai media. Sicuramente, la questione che più resta sullo sfondo è quella del tradimento, argomento sempreverde che, all’interno del film, offre alcuni risvolti particolarmente interessanti.

L’originalità di A proposito dei Ricardo è nelle modalità trasversali con cui Aaron Sorkin filtra gli eventi narrati, attraverso un’estetica che mima l’atmosfera e il cinema dell’epoca.
Se il primo lato costituisce la vera forza del film, il secondo rischia di farlo scivolare in quel novero di opere realizzate soprattutto per acchiappare premi e statuette.
Infatti, l’estetica scelta da Sorkin è a momenti troppo patinata e succube dei ritmi alti propri del cinema e della serialità dei nostri giorni. Inoltre, alcune scene di dialogo rapido sono facilmente accostabili a Birdman, sia per colonna sonora che per tipologia di piano selezionato, in alcuni omaggi forse troppo slanciati.
È la vicenda, però, a far da padrona nel film, perché l’abilità del Sorkin sceneggiatore resta molto più elevata rispetto a quella del Sorkin regista.

Lucille e Dezi si trovano persi in mezzo a una serie di eventi troppo grandi rispetto a loro, eppure così modesti ai nostri occhi. Se Dezi li affronta con il suo vigore da uomo cubano tutto d’un pezzo, Lucy sceglie la propria intelligenza, che più volte somiglia alla lucida follia.
La superstar della tv è dotata di una lungimiranza eccezionale, tanto che potrebbe essere una migliore autrice della sua sitcom rispetto a coloro che lo fanno per mestiere. La protagonista, interpretata magnificamente da Nicole Kidman, riesce ad avere sempre la meglio in ogni suo intervento, dal contesto di casa sua fino a quello del set televisivo.
Sull’altro versante, il sontuoso Dezi di Javier Bardem è il classico grand’uomo latino con modi affabili e una parlantina convincente, forse delineato con fin troppa clemenza da parte di Sorkin. Perché se è vero che da una parte difende in ogni modo la gravidanza della moglie, dall’altra sembra essere ritratto come una vittima delle paranoie di Lucy, che di paranoico forse ha solo i modi.

Insomma, A proposito dei Ricardo è quel tipo di prodotto da aspettarsi durante la stagione dei premi. Ha una storia interessante ben impacchettata e interpretazioni di livello (encomiabili anche quelle di J.K. Simmons e Nina Arianda).
Prende ispirazione dal cinema americano, partendo da Altman e lambendo McKay, vive della grandezza del suo sceneggiatore. Tuttavia, non si eleva a prodotto eccellente poiché Sorkin si assume anche l’onere della regia, fattore che aveva già penalizzato Il processo ai Chicago 7 e Molly’s Game.
Si tratta comunque di un prodotto da vedere e da gustare, mentre con lo spirito della contemporaneità continuiamo a chiederci se siamo noi a rendere grandi i problemi o tutto ciò che ci circonda.




