The Batman – Oltre le ombre della vendetta

Enrico Sciacovelli

Marzo 7, 2022

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The Batman – Oltre le ombre della vendetta

31 ottobre, Halloween. La notte a Gotham si protrae inesorabilmente, il cielo è ricco di nuvole oscure, la città illuminata da soffusi lampioni e insegne al neon rosso acido. Il crimine serpeggia ancora per le strade della città, le promesse di risanare la metropoli sono state infrante e pochi hanno il potere o il coraggio necessario per fermare tutto ciò.

Tuttavia, voltando gli occhi verso l’alto, un brivido corre lungo la schiena dei delinquenti. L’icona di un pipistrello emerge nel cielo notturno. Ora ogni vicolo oscuro della città rappresenta una minaccia.

Forse, proprio in quelle ombre, Batman osserva. Quando verrà alla luce, nessuno potrà scappare alla sua vendetta.

Diretto da Matt Reeves – noto per i più recenti adattamenti de Il Pianeta delle Scimmie – il guardiano di Gotham torna sul grande schermo in The Batman. Robert Pattinson, in ascesa dopo le ottime performance in Good Time e The Lighthouse, indossa i panni dell’uomo pipistrello, ereditati da nomi del calibro di Affleck, Bale e Keaton.

Affiancato dal Commissario Gordon (Jeffrey Wright) e dalla scaltra Catwoman (Zoe Kravitz), il vigilante – a soli due anni dall’inizio della sua crociata – affronta la più grande minaccia vista finora: l’Enigmista, i suoi indovinelli e i segreti della città stessa.

Giustizia crudele, poetica o cieca?

Sin dai primi minuti della pellicola e dalla prima comparsa dell’antagonista, il tono e le ispirazioni dietro a The Batman sono chiare. Cupo, ricco di intrigo politico e un gusto per il macabro: se per Christopher Nolan Heat era l’ispirazione principale de Il Cavaliere Oscuro, per Reeves si tratta del neo noir.

Alle prese con l’Enigmista e con i suoi complessi messaggi in codice, Batman e il Commissario Gordon lavorano al caso come Brad Pitt e Morgan Freeman in Seven, per poi esplorare i distretti più malavitosi della città, dove subentrano paragoni con Taxi Driver e Chinatown.

The Batman
La prima vittima dell’Enigmista: “Niente più bugie”

Laddove il vigilante di Nolan poteva vantarsi del titolo di Cavaliere Oscuro, distinto di una certa nobiltà nel tentativo di rafforzare il sistema di valori di Gotham City, l’intenzione di Reeves sembra voler restituire a Batman il titolo di World’s greatest detective. Il personaggio creato da Bob Kane e Bill Finger ha maggiori possibilità per indagare, seguire le tracce e sfoggiare il proprio intuito, prendendo particolare ispirazione da The Long Halloween.

Tuttavia si tratta di un Batman giovane, spericolato e recluso, interamente dedicato alla sua crociata anziché alle apparenze del playboy milionario Bruce Wayne.

L’uso di Something in the Way dei Nirvana non è casuale. Nello stesso modo in cui le pressioni del proprio ruolo e del proprio isolamento hanno ucciso Kurt Cobain, queste spingono il crociato incappucciato a lottare ogni notte, perdendo sonno e sangue.

La sua missione parte dal terrore, instillando paura nel cuore di ogni criminale nascosto nei vicoli oscuri di Gotham. Ma con l’entrata in scena dell’Enigmista il suo ruolo assume nuove forme: da deterrente a istigatore delle peggiori menti della città.

Il gioco dell’Enigmista quindi prosegue per aprire gli occhi di Batman, come se, attraverso i suoi spessi occhiali, la corruzione al cuore di Gotham sembrasse cristallina, anche per il rampollo della famiglia Wayne. Così il suo percorso si incrocia con quello di Carmine Falcone, del Pinguino (interpretato da un irriconoscibile Colin Farrell) e di Selina Kyle, in una collaborazione tesa che trova nel silenzio momenti di empatia.

The Batman
La silhouette di Batman e Catwoman si oppone al sorgere dell’alba

Nei panni dell’Enigmista, Paul Dano spicca come esempio di casting immacolato. L’antagonista è sempre stato conteso tra interpretazioni cartoonesche e diabolicamente intelligenti. Dano incorpora entrambe.

Inizialmente inquietante e macabro, con una maschera singolare che nasconde tutto tranne che il suo sguardo, rivela poi gli aspetti più giocosi e maliziosi del personaggio, convinto di aver trovato un uomo alla pari nel Pipistrello. L’uomo, ai suoi occhi, è persuaso dell’incuranza e della crudeltà della società che lo ha abbandonato.

Il simbolo oltre la vendetta

Batman: «Sono vendetta».

In termini diegetici, queste sono le prime parole pronunciate dal vigilante, dopo aver messo ko uno dei tanti furfanti. Come prima impressione, ha un impatto notevole.

Mai come ora Batman è emerso come un’autentica forza della natura. Certo vulnerabile, ma capace di terrorizzare anche con un singolo sguardo o con il pesante suono dei suoi passi.

Anche qui Matt Reeves gioca con le sue ispirazioni e citazioni. Da un lato un mostro degno dei film dell’orrore, come Jason Voorhes o Michael Myers. Dall’altro il Batman della serie animata, la cui silhoutte spesso si riduceva a un’ombra dallo sguardo minaccioso.

The Batman
Batman emerge da un’esplosione, camminando lentamente sull’asfalto

Pattinson incorpora uno spirito vendicativo, ma al limite del suicida, dedicato alla sua missione più che alla sua stessa vita. Dopotutto, chi cerca vendetta scava due fosse.

Le conseguenze delle sue azioni diventano drasticamente più importanti con la comparsa dell’Enigmista e il riconoscimento della sua influenza. Nei due anni all’inizio della sua carriera, Batman è diventato vendetta, un simbolo da temere per non incorrere nell’ira del vigilante.

L’uomo pipistrello esiste dunque per vendicare la morte di Thomas e Martha Wayne?

Matt Reeves, da fedele fan del personaggio, comprende che ciò è solo la sua base.
Vendicare i genitori morti in quel vicolo non è abbastanza.

Batman esiste per impedire che un altro bambino diventi orfano, per proteggere l’innocenza e la speranza dei cittadini di Gotham, dopo aver perso la propria. Filosofeggiare su quale sia la vera maschera tra Batman e Bruce Wayne è ormai facile, ma al di là di questa dualità emerge la tragedia di un bambino, il cui mondo si è infranto. E da questo seme cresce un dovere.

The Batman
Non solo un segnale, non solo un’avvertimento, ma una promessa: giustizia

The Batman, al di là dei meriti in ambito prettamente cinematografico, rappresenta uno degli adattamenti più fedeli allo spirito del personaggio: come detective, affrontando la mente del diabolico Enigmista; come spirito di vendetta, strappando le sporche strade ambrate di Gotham dal controllo della malavita. Ma, più di ogni altra cosa, come simbolo di speranza contro avversità disperate. Batman dimostra che il mondo non finisce là dove inizia l’oscurità.

Un vigilante può pattugliare le strade, spezzare ossa e solcare i cieli. Ma la vendetta ispirerà solo chi la desidera. Chi desidera l’integrità e la forza di combattere, chi vuole resistere e proseguire sulla retta via, ha bisogno di un eroe.

Alzando gli occhi al cielo rosso cremisi, il Bat-segnale diventa un simbolo di rivalsa e di speranza. Oltre le ombre della vendetta, l’eroe sfreccia verso l’alba.

Leggi anche: Batman – Perché cadiamo?

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