Generazione Low Cost e la ricerca di una libertà latente

Giulia Pilon

Maggio 31, 2022

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Nel nuovo film di Emmanuel Marre e Julie Lecoustre, Generazione Low Cost, Cassandre è in volo tra le nuvole delle sue insoddisfazioni, intrappolata in una routine soffocante che le annulla ogni potere decisionale.

Attraverso Cassandre, Generazione Low Cost parla a un’intera generazione alla ricerca di una libertà che pare essere soltanto provvisoria e precaria.

Nessuno riesce veramente ad aggrappare il proprio destino, ritrovandosi in balìa di una vorticosa routine che spegne ogni scintilla di aspirazione.

Succede qualcosa quando si parla di indie movie.

Indie Movie e dintorni

Sin dai primi frame lo spettatore percepisce un’immediata vicinanza. I codici utilizzati, in qualche modo, riducono o azzerano la distanza tra chi vede e ciò che sta vedendo. Si tratta di elementi ricorrenti che, ripetuti, rendono familiare la situazione rappresentata, situazione che comprende personaggi, ambienti e stili di ripresa. Tendenza ciclica è quella di annullare – o, comunque, ridurre – l’artificio filmico a favore di una raffigurazione veritiera della realtà.

Non esiste, dunque, la spettacolarizzazione, bensì un realismo che si propaga non solo nelle tematiche, ma anche nella mis-en-scene.

generazione low cost
Cassandre in un frame di Generazione Low Cost

Il ritratto di una giovane hostess alle prese con l’insoddisfazione intrinseca al precariato assurge a simulacro di una generazione imbevuta di incertezze. Una generazione caratterizzata da un presente irresoluto, dalle aspirazioni vane e vaghe, da un futuro indefinito e vacillante.

In Generazione Low Cost, Cassandre è un’assistente di volo presso una compagnia aerea low-cost.
Non ha alcun tipo di legame o vincolo, ripete sempre.

Entra in contatto con tante persone, consapevole di non rivederle mai più dopo quelle due ore passate insieme. La sua esistenza si erige attorno alla casualità, al potere refrattario di un presente traballante e insoddisfacente.

Cassandre in un frame del film

Così come nel suo lavoro, Cassandre fluttua sulla sua vita sospesa tra le nuvole di un viaggio europeo. Lo capiamo dal suo sguardo e dall’irresistibile musino imbronciato di Adèle Exarchopoulos, che osserva e si osserva. Incapace – e nolente – di trovare un punto fisso nella sua vita così dinamica, Cassandre si lascia trascinare dal e nel caotico marasma che la circonda.

Sull’introspezione

Dall’approccio simil-documentaristico, Generazione Low Cost è una sonda che silenziosamente racconta le difficoltà – anche e soprattutto relazionali – di una generazione in equilibrio precario.

Quella del film è una prospettiva a tutto tondo volta a ispezionare le complesse e aggrovigliate caratterizzazioni di tale generazione, di cui Cassandre è emblema. La panoramica di una vita che si divincola tra relazioni occasionali e assenza di aspirazioni concrete, contraddistinta da una vacuità propria della natura routinaria delle azioni.

Cassandre, infatti, quando non vola è china sul divano e filtra il mondo attraverso la lente dei social network, sognando un lavoro con gli Emirates. Nonostante un latente desiderio di miglioramento, è come se Cassandre traesse estasi dalla stasi in cui si trova, e finisce con l’essere ingurgitata da una quotidianità pressante.

Qualcosa, però, succede.

generazione low cost
Cassandre e la sorella in un frame di Generazione Low Cost

(Ri)cambi generazionali

Durante un volo, Cassandre è colpita dalla storia di una signora in viaggio per una delicata operazione al cuore, che teme di non poter più rivedere tutta la sua famiglia. Le offre allora dell’alcol, infrangendo il regolamento di volo che vieta non soltanto di comprare prodotti con la propria carta di credito, ma anche alcol. Viene così congedata e trasferita e, in attesa di nuove comunicazioni, Cassandre torna al suo paese natale.

È proprio qui, dove il rimosso di un passato ben presente riaffiora, che Cassandre esperisce un moment of being. Il ritorno alle sue origini la costringe in qualche modo a un’operazione di introspezione, obbligandola a elaborare il lutto della madre e alle conseguenze ancora intrappolate nel suo Io.

Cassandre è rimasta sospesa in un limbo emotivo che la spinge a crogiolarsi in una quotidianità oggettivamente insoddisfacente, ma percepita come soluzione al blocco interiore. Il rivivere luoghi e situazioni rimosse diventa per lei occasione di riscoperta, familiare e relazionale e motivo di elaborazione di un occulto.

Cassandre parla con il padre e con la sorella e, insieme, ricordano la figura della madre, presenza ancora in tutti loro persistente. In questo modo, raccontandosi, attorniati dalle loro radici, riescono a riconnettersi.

Il profilo di Cassandre, a ogni modo, ci sembra familiare. È come se già conoscessimo il suo vissuto e le sue caratterizzazioni prima ancora che potessimo vederle.

Tre Donne

Julie Roy in Full Time – al cento per centro

I profili contemporanei di donne impegnate nel loro amalgama dinamico stremante e di abitudinarietà sono diversi. Basti pensare a Julie Roy di Full Time – Al cento per cento, o a Fern di Nomadland. Donne risucchiate da un precariato estenuante, trascinate in una vita accelerata, prede di un sistema già rodato che non annette eccezioni.

Baluardi di tre generazioni diverse, Cassandre, Julie e Fern sono accomunate dal pulsante desiderio di libertà.

Una libertà che pare sfuggire di mano a chi la cerca con grande valore e grande tenacia.
Che sembra richiedere uno sforzo psicofisico estenuante.
Che, però, quando arriva colma il vuoto di cui si erano riempite.

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Fern in Nomadland

Generazione Low Cost, allora, assurge a panoramica introspettiva e viaggio per il raggiungimento di una libertà tanto agognata.

L’atto di guardarsi dentro, in qualche modo, accompagna l’auto-liberazione da sé, facendo spazio a nuove consapevolezze e nuove identità.  

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