La trilogia del Cavaliere Oscuro – I tre cattivi: Ra’s al Ghul, Joker e Bane

Andrea Vailati

Gennaio 31, 2017

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La trilogia del Cavaliere Oscuro- I tre cattivi: Ra’s al Ghul, Joker e Bane

Il mondo dei cinefumetti vive sempre di più sul filo del rasoio. Tra trasformazioni narrative e profitto economico come primo obiettivo, oggi la grande tradizione dei supereroi vacilla, sempre più compromessa nella sua purezza. Ma il cinefumetto rimane comunque un concetto a sé, traslato in un mondo artistico di diversa entità. Quindi è giusto che si appropri di quei delicati libricini di carta anche a costo di modificarli? La linea è sottile.

Una cosa è certa però: se parliamo del Cavaliere Oscuro, parliamo di una delle più belle saghe cinematografiche mai esistite.

Nolan ha preso un nome, Batman, una leggenda eterna con un altrettanto mondo leggendario marcato Dc Comics, e ne ha estratto una perla di rara intensità per il genere, tra regia, tematiche, musica e personaggi. Oggi dunque parliamo dei tre cattivi principali della Trilogia Oscura, caratterizzati a tal punto da essere diventati parte indelebile del cinema del nuovo millennio.

Ra’s al Ghul – Il Maestro  

Liam Neeson in Batman Begins

Ducard: «L’addestramento è niente, la volontà è tutto».

Bruce Wayne è un uomo debole, ove la sua debolezza si evidenzia nel nascondere i suoi demoni. Ma reprimere ci affonda in un labirinto di rabbia e rimorso, rendendoci incapaci della più importante delle libertà, ovvero ammettere la propria fragilità. Ecco che si presenta uno scononosciuto, il quale si fa chiamare Ducard e silenziosamente mostra all’uomo spaventato la via della volontà.

Ducard: «Hai imparato a seppellire il rimorso sotto la collera. Ti insegnerò ad affrontarlo e ad accettare la verità». 

Inizia l’addestramento: Bruce conosce se stesso grazie al maestro che lo costringe a scontrarsi con le sue paure, lo rende libero e gli mostra la via della Setta delle Ombre. Accettare le proprie insicurezze e sconfiggerle vuol dire comprendere se stessi. Dopo aver trovato il fiore blu ed essersi sottoposto a un duro e massacrante allenamento, diventa uno di quegli uomini addestrati a sconfiggere seicento nemici, a sfuggire nelle tenebre, a essere padroni di teatralità e inganno.

Ducard

Ma qual è il fine? Eliminare il male dal mondo. Un concetto che si delinea come massima iperbole machiavellica, perché non ci può essere clemenza, bisogna sradicare i parassiti, estirpare la malvagità. Tuttavia questo non risana una città, anzi la distrugge, e non è il presupposto su cui Bruce vuole basare le sue azioni. L’allievo scappa, crede di aver distrutto la Setta e di aver salvato solo l’amico Ducard, ma non sa la più travolgente delle verità: in realtà è proprio Ducard il fantomatico Ra’s al Ghul.

Chi è allora Ra’s al Ghul? Ecco che il nome trascende l’uomo, si concettualizza in colui che nella sapienza, nella consapevolezza, vede come unica, imprescindibile verità il fallimento umano. Ma Batman non può permetterlo.

Il Joker – L’Agente del Caos

Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro

Joker: «Ti sembro davvero il tipo da fare piani? Lo sai cosa sono? Sono un cane che insegue le macchine. Non saprei che farmene se le prendessi! Ecco io… agisco e basta. La mafia ha dei piani. La polizia ha dei piani. Gordon ha dei piani. Loro sono degli opportunisti. Opportunisti che cercano di controllare i loro piccoli mondi. Io non sono un opportunista. Io cerco di dimostrare agli opportunisti quanto siano patetici i loro tentativi di controllare le cose. Quindi quando dico… vieni qui. Quando dico che con te e la tua ragazza non c’era niente di personale, capisci che ti dico la verità. Sono gli opportunisti… che ti hanno messo dove sei. Anche tu eri un opportunista. Avevi dei piani. E, guarda dove ti hanno portato. Io ho solo fatto quello che so fare meglio: ho preso il tuo bel piano e l’ho ribaltato contro di te! Guarda cosa ho fatto a questa città con qualche bidone di benzina e un paio di pallottole. Uhm? Ho notato che nessuno entra nel panico quando le cose vanno “secondo i piani”, anche se i piani sono mostruosi. Se domani dico alla stampa che un teppista da strapazzo verrà ammazzato o che un camion pieno di soldati esploderà, nessuno va nel panico, perché fa tutto parte del piano. Ma quando dico che un solo piccolo sindaco morirà… Allora tutti perdono la testa! Se introduci un po’ di anarchia… se stravolgi l’ordine prestabilito… Tutto diventa improvvisamente caos. Sono un agente del caos. Ah, e sai qual è il bello del caos? È equo».

Questo personaggio è forse il capolavoro di questa trilogia.

Non è semplicemente un criminale senza freni, ma colui che agisce seguendo le regole del caos, per mostrare al mondo i suoi stessi inganni, per rivelare la società in tutta la sua menzogna, perché «certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo» (ne abbiamo approfondito molti tratti nell’articolo Il Joker- La logica del caos).

Batman qui non ha a che fare con un semplice nemico, ma con un concetto, il concetto che distrugge tutti gli altri nostri concetti, o meglio quelli che creiamo per dare ordine al mondo anche a costo di oscurare la realtà: il caos.

Un agente del caos non ha regole, però ha una logica, una logica destrutturante che è in grado di svelare le debolezze di chiunque, anche del Cavaliere Oscuro.

cavaliere oscuro
Joker

Joker prende una società, una civiltà fatta di canoni, un sistema ordinato, e ne stravolge le più profonde strutture, riportando il mondo e l’uomo allo stato primordiale, alla pura essenza caotica. Ne siamo affascinati, la nostra parte irrazionale si sente solleticata, il raziocinio rabbrividisce. Joker è folle poiché non ha freni, ma quei freni esistono davvero? Non possiamo sconfiggere il caos perché non ha forma, è pura essenza e contrasto. Batman questo lo capisce, a tal punto da dover costruire una grande menzogna per salvare Gotham non da Joker, che può essere sconfitto, ma dall’oscurità della verità.

Bane – Plasmato dalle Tenebre

Tom Hardy ne Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno

Bane: «Pensi che l’oscurità sia tua alleata?! Ma tu hai solo adottato le tenebre, io ci sono nato, mi hanno plasmato. Ho visto la luce quando ero già un uomo e a quel punto per me era solo accecante».

Pensavamo che la Setta delle Ombre fosse morta, ma non è così, perché i concetti, gli ideali non si distruggono facilmente. Batman è indebolito dalla vicenda con Joker, psicologicamente vittima della menzogna creata da lui e Gordon, fisicamente logorato dalla sua arroganza.

Bane: «La vittoria ti ha sconfitto»

Ecco come si presenta un personaggio davvero affascinante: la sua brutalità fa solo da contorno a una ben più sottile capacità, cioè quella di insinuarsi e distruggere dall’interno le fondamenta di un uomo, Bruce Wayne, di un super eroe, Batman, e di un’intera città, Gotham.

Egli è plasmato dalle tenebre, ormai sono sue, e ciò lo rende capace di incarnare l’essenza stessa delle paure che Batman credeva di aver sconfitto, o meglio dominato. Riprende i piani del mentore Ra’s al Ghul, nonostante lo avesse rinnegato, e ne fa un utilizzo ben più subliminale.

Bane

Non basta semplicemente distruggere una città, ma mostrare all’eroe che voleva salvarla come questa possa distruggersi da sola se si innesca un po’ di anarchia, se si mostra la grande menzogna del “Decreto Dent”, riportando il mondo a stagnare nell’hobbesiano Homo Homini Lupus. Come sconfiggere l’incarnazione del dolore? Come sconfiggere colui che non soffre, ma è sofferenza (meravigliosa infatti è anche la caratterizzazione del personaggio, sempre in affaticamento respiratorio e costretto a una macchina), colui che non ha paura, ma è la paura?

La risposta è nella prigione, la risposta è nella paura stessa, ma questa è un’altra storia per il prossimo articolo.

Leggi anche: Christopher Nolan- Il regista che trascende i generi

 

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