What Dreams May Come – Paradiso e Inferno

Gianluca Colella

Luglio 1, 2018

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[…] For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled off this mortal coil
Must give us pause.

 

La vita è una continua scoperta, in cui gioia e sventura si intrecciano casualmente e in modo inevitabile, senza possibilità di un reale controllo. Il celebre monologo di Amleto riassume perfettamente questa fondamentale verità dell’esistenza.

Esiste un film che prova a rispondere a questo dubbio a cavallo tra vita e morte, che trae il titolo proprio dal monologo di Shakespeare: Al di là dei sogni (What Dreams May Come), un fantasy drammatico interpretato da Robin Williams, nei panni di Chris, un giovane neurologo innamorato perso di Annie, una pittrice conosciuta per caso sulle onde di un lago svizzero.

What Dreams May Come

Realtà fisica e realtà psichica: sin dall’inizio la storia si sviluppa parallelamente su questi due piani, attraverso la voce narrante del protagonista che ci accompagna nelle sue riflessioni sulla sorte e l’amore. Gli anni trascorrono e ci riuniamo a Chris ed Annie, due anime gemelle, nella cucina di un appartamento, mentre fanno colazione con i loro figli.

Al momento dell’incidente stradale che uccide Chris, successivo a quello in cui i figli perdono la vita, il dualismo tra queste due dimensioni diventa la colonna portante: la narrazione ci trasporta magicamente in un variopinto universo fatto di sostanze plastiche e indefinite.

“Se sei consapevole di esistere, allora esisti. Per questo sei ancora qui.”

Dopo un’iniziale confusione, l’anima di Chris viene aiutata da Albert, suo ex-professore, a prendere coscienza della sua morte; il protagonista si rende conto che il paesaggio in cui si trova è estremamente somigliante al luogo montano in cui lui e Annie si incontrarono la prima volta. Il suo paradiso è un dipinto che la moglie ha realizzato per immortalare quel luogo.

What Dreams May Come

L’amore tra due realtà: uno spazio condiviso

“Il pensiero è reale, la materia è illusione .. ironia della sorte eh?”

Sola nel mondo reale, Annie cade inevitabilmente in depressione; Chris non può fare a meno di starle vicino, come un fantasma che in qualche modo cerca di far notare la propria presenza, sussurrandole frasi di conforto. Decide di allontanarsi quando si accorge che queste forme di connessione non fanno altro che peggiorare lo stato della donna.

Nel luogo metafisico in cui è, Chris trova nella rievocazione dei propri ricordi una forma terapeutica di equilibrio, grazie al quale la sua anima riesce ad abituarsi al concetto di morte, destino condiviso con il compagno e una giovane hostess asiatica.

Quando nel paesaggio compare un albero dalle foglie viola, Albert (che incarna la figura dantesca di Virgilio) rimane spiazzato dall’imprevisto evento, definito impossibile. È Chris a comprendere che quella pianta è un’estensione apportata da Annie al suo dipinto, ma quando prova a comunicare la sua presenza all’amata, la disperata e rabbiosa negazione di lei la porta a cancellare l’albero, che si spoglia di tutte le sue foglie.

What Dreams May Come

What Dreams May Come: l’anelito insito nel titolo porta il segno di un parallelismo tra la morte di Chris e la vita di Annie, una strada in cui i loro sentimenti riecheggiano remoti; sapere se i loro sentieri si ricongiungeranno non è possibile, ed è questa incertezza a logorare entrambi.

Lo spazio condiviso che li unisce tra due dimensioni incompatibili nasce dall’amore che li lega, producendo un paradiso interiore fatto dei ricordi più belli che possiedono. Lo stato delle cose si spezza quando Annie, incapace di superare il lutto per la perdita della sua famiglia, sceglie la soluzione più drastica, il suicidio.

Albert avverte Chris che la destinazione per le anime che interrompono il normale corso della vita è l’inferno, non il paradiso; il disperato marito non vuole sentire ragioni e dichiara, come un moderno Orfeo, che si riprenderà la sua amata ad ogni costo. È un’affermazione d’amore che si attesta al di là degli ostacoli più insormontabili e predispone Chris a sfidare le angoscianti torture delle anime dannate, pur di riavere la sua Annie.

What Dreams May Come

La dimora in rovina: Perdersi nella proiezione

“A volte mi sembra di essere sola in un mare di facce.”

Dal punto di vista psicologico, la proiezione è un meccanismo di difesa che consiste nel portare sentimenti e parti di sé nel mondo esterno, collocandole su oggetti o persone. Nell’ambito dei processi psichici, è coinvolta in alcune forme di patologie, come la paranoia.

Chris è uno che non si arrende mai, e nel corso della discesa agli inferi con Albert e la figura del Caronte-psichiatra rievoca il periodo successivo alla morte dei figli, durante il quale era stato vicino ad Annie, incoraggiandola a superare la depressione.

Nel corso del suo viaggio, una sequenza particolarmente simbolica consente a Chris di rendersi conto che Albert è in realtà il figlio Ian: in Paradiso ognuno può cambiare aspetto a proprio piacimento, proiettando la propria anima nel corpo che preferisce; in vita il padre gli aveva dichiarato che non avrebbe desiderato altra compagnia per scendere all’Inferno.

Il momento del passaggio di Cerbero porta Chris nel vivo della sua discesa tra coloro che hanno peccato, e la fotografia ci accompagna in questo ambiente con atmosfere più cupe e tenebrose che si contrappongono alla vivacità dei colori del Paradiso.

“All’inferno esiste solo un pericolo reale. Perdere la ragione.”

Lo psichiatra (il vero Albert) mette in guardia Chris dai pericoli che il suo percorso comporta; giunto alle porte della casa di Annie, lo scenario che trova è inquietante.

L’ambiente è una proiezione della loro casa in vita, completamente abbandonata e in rovina, abitata da insetti e danneggiata in ogni sua parte: Annie si trova al centro di questo luogo morto, incapace di riconoscere Chris, che si spaccia per un vicino.

What Dreams May Come

Lo scambio tra i due è la scena più significativa del film: l’uomo cerca di arrivare all’anima morta della moglie, superando la barriera delle sue proiezioni, rievocando i momenti felici vissuti insieme:

“Mi dispiace per tutto quello che non potrò mai darti, non ti comprerò mai un hamburger gigante a quattro piani. Niente super mega! Non ti farò mai sorridere. Volevo soltanto invecchiare insieme a te, come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme al capolinea, sul lago del tuo dipinto. Quello era il nostro paradiso. Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini, baci e litigi. Oh dio ne abbiamo avuto di straordinari, dei quali ti ringrazio. E grazie per ogni gesto gentile, grazie per i nostri figli, per la prima volta che li ho visti, per avermi sempre fatto sentire orgoglioso di te… per la tua forza, per la tua dolcezza… per come eri e come sei, per come ho sempre desiderato toccarti. Dio, eri tutta la mia vita. E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te, specialmente questa.”

È aggrappandosi al loro paradiso comune che Chris cerca di raggiungere la sua anima gemella; il rischio di perdersi di fronte alla disperazione di Annie è concreto, e infatti sarà solo per la profondità del suo desiderio che l’uomo riuscirà a fare breccia nel cuore della donna, salvando entrambi.

What Dreams May Come

Un battito del cuore: La Reincarnazione

“Ti ho trovata all’inferno. Dici che non ti trovo nel New Jersey? .. Quando ero giovane incontrai una ragazza stupenda, su un lago.”

Dopo essersi finalmente ritrovati, riuniti con entrambi i figli (la ragazza hostess celava l’anima della figlia femmina), i due innamorati sono felici insieme, nel loro Paradiso.

Annie si rende conto però di voler sperimentare di nuovo sensazioni d’amore in rapporto alla caducità del tempo: è per questo motivo che Chris le propone di reincarnarsi.

Confidando nella loro intima relazione di anime gemelle, i due si pongono la sfida di ritentare a vivere, consapevoli del fatto che alla loro seconda morte, i figli saranno lì ad attenderli.

“Tutta una vita sulla terra e qui è solo un battito del cuore. E poi saremo tutti riuniti per sempre.”

What Dreams May Come. La scena finale, in cui due bambini si incontrano giocando con delle barche su un lago, sembra rispondere a questo eterno quesito con una soluzione suggestiva e metafisica, fantastica e al tempo stesso romantica. Proprio come l’inizio della storia di Chris ed Annie.

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