Gli Incredibili – Il tramonto dell’omologazione

Francesco Gamberini

24.01.2019

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«Di fatto, questo era semplicemente un divertente film sui supereroi. Ma credo che quello che stava accadendo nella mia vita sia inevitabilmente confluito nel film».

(Brad Bird in un’intervista riportata in Karen Paik, To Infinity and Beyond!: The Story of Pixar Animation Studios)

Era il 2000 quando Brad Bird riversava gran parte delle proprie inquietudini giovanili in quello che sarebbe stato il suo capolavoro d’autore. Il giovane sceneggiatore e futuro regista de Gli Incredibili maturò l’idea della pellicola a metà degli anni Novanta, partendo proprio dalle sue esperienze personali.

In quel periodo, Bird si districava tra la sua neonata famiglia e il suo lavoro come sceneggiatore e regista nel team de I Simpson. Era quindi schiacciato tra le sue responsabilità familiari e le proprie inclinazioni interiori.

La sua frustrazione era inoltre alimentata dal fatto che ogni idea che cercava di sviluppare sembrava non riuscire a prendere vita. La situazione vissuta da Bob Parr nel film è quindi molto simile a quella di Bird: nessuno dei due riesce a concentrarsi pienamente su entrambi i fronti. Perciò, entrambi si districano su due binari paralleli, cercando di non perdere né la stabilità affettiva né la tanto amata passione.

Tutti noi conosciamo la storia de Gli Incredibili e, ogni volta che vediamo questo film, siamo stupiti dalla profondità dei contenuti che è in grado di trasmettere, pur trattandosi di un film d’animazione. Tuttavia, se osserviamo il messaggio che il film trasmette e lo analizziamo in relazione alla vicenda privata del regista, notiamo una vistosa discrepanza tra il messaggio reale e quello dell’opera. Che intendo dire? Mi spiego meglio.

Gli Incedibili parla di eroi. Gli eroi, fin dall’antichità, sono coloro che compiono un percorso di crescita individuale al di fuori del proprio luogo d’origine, attraverso atti di coraggio che implicano il parziale o totale sacrificio di sé a vantaggio del bene comune. Grazie alle proprie esperienze straordinarie, gli eroi acquisiscono poteri  che usano per difendere la comunità.

Gli Incredibili
La famiglia Parr ne Gli Incredibili di Brad Bird (2004)

La figura dell’eroe, quindi, è sempre stata vista come una figura mitica e benevola che si carico dei disagi della società e funge da archetipo narrativo della crescita individuale. Per la sua natura invincibile e altruista, l’eroe è degno di ammirazione da parte di tutti. Brad Bird decide di stravolgere questo archetipo, mettendo in scena un dramma esistenziale molto più profondo: la crisi dell’eroe. Se in tutte le epoche l’eroe è sempre stato il modello antropologico a cui ogni individuo ambiva, nella società moderna, dominata dall’omologazione e dalla globalizzazione, l’eroe diventa un modello negativo.

Invece di ammirare gli eroi e identificarsi in loro, il governo e la popolazione preferiscono rinnegarli. Preferiscono innalzare la bandiera del qualunquismo piuttosto che accettare la superiorità di certi individui, condannandoli a una forzata quotidianità. La figura del supereroe viene quindi analizzata a livello politico, sociale ed esistenziale. I supereroi di Bird si trovano di fronte a un vero e proprio ostracismo. Devono combattere contro quella società che hanno sempre giurato di difendere: una società così annichilita dal proprio razionalismo da considerare solo i disastri ambientali causati dai supereroi, anziché i benefici che hanno apportato alla comunità.

Brad Bird ci mostra quindi il lato peggiore della tranquillità affettiva. Quella stessa stabilità che lui e il suo protagonista avevano costruito con tanta pazienza e sacrificio si rivela essere una gabbia d’oro senza via d’uscita. Certo, Bird quella tranquillità l’ha scelta, Bob Parr no, ma si tratta di una condanna comune. Infatti, con una grafica da fumetto vintage e ambientazioni ispirate al primo film di 007, Gli Incredibili rappresenta, con ironia e satira, un mondo votato all’osservazione dello stadio etico.

Secondo il filosofo danese Kierkegaard, lo stadio etico è rappresentato da un uomo semplice che conduce una vita tranquilla e abitudinari: un buon marito e un buon cittadino. Nell’adempimento del dovere, l’uomo votato allo stadio etico prende coscienza di sé e acquisisce dei vantaggi che gli derivano dalle convenzioni sociali. Tuttavia, poiché è sempre rispettoso del proprio dovere e non infrange mai le regole, col tempo assume un atteggiamento conformistico che lo svuota della sua soggettività. Schiacciato progressivamente dal ruolo sociale che incarna, vede insinuarsi dentro di sé un’inclinazione al rifiuto dei dogmi sociali e un desiderio di evasione, che lo conducono alla depressione.

Gli Incredibili
La famiglia Parr ne Gli Incredibili di Brad Bird (2004)

L’odio per lo stadio etico è sicuramente presente in Bob Parr. Bob è infatti visivamente ispirato a Superman e James Bond, ma viene reso più comico da una forma goffa e panciuta, tipico dell’americano medio. Insomma, un eroe vecchio stampo, svilito dall’omologazione della routine.

L’unica possibilità che gli si presenta per sfuggire dallo stadio etico e riacquisire la sua vera personalità, quella di supereroe, è sacrificare la sua stabilità e quella della sua famiglia. Perciò accetta il misterioso incarico di Mirage e decide di tornare a combattere il crimine, rischiando la propria vita.

L’approccio è semplice, ma profondo, adatto a un pubblico di bambini. Per Bird Gli Incredibili rappresenta un sacrificio: il sacrificio della sua famiglia e della sua stabilità in cambio delle proprie aspirazioni. Certo, il sacrificio che Bird compie attraverso la figura di Bob Parr è un sacrificio artistico. Un sacrificio immaginario, esorcizzato dalla narrazione, ma pur sempre un sacrificio catartico.

Ed ecco la discrepanza fra vita reale e opera d’arte. Se nella realtà Bird non sacrifica la propria stabilità economica e affettiva per le proprie passioni, ne Gli Incredibili il suo alter ego lo fa. Certo, non ci sono ripercussioni negative alla fine, ma Bob Parr si assume, nella finzione, un rischio che Bird non si sarebbe assunto nella realtà.

È ovvio: nessuno sta attaccando Bird, né si vuole rimproverarlo per aver scelto di far agire il suo personaggio in quel modo. Tuttavia, bisogna ammettere che emerge un certo disprezzo di Brad Bird nei confronti di un determinato stile di vita che, nella realtà, egli non è mai stato in grado di criticare fino in fondo. La sua opera, infatti, è impregnata di una feroce critica all’omologazione sociale, che Gli Incredibili riescono a vincere, ma che, nella realtà, molti di noi faticherebbero a contrastare.

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