Luca – Il viaggio Pixar in Liguria tra amicizia, mare e pesto

Camilla Giordano

28.06.2021

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Liguria, bellissima regione italiana, baciata dal mare e protetta dalle montagne, dominata dal profumo di salsedine e di pasta al pesto. Il luogo ideale per ambientare Luca, una  colorata avventura estiva sull’ amicizia, nell’Italia degli anni Cinquanta e Settanta.

Il nuovo film della Pixar è sbarcato sulla piattaforma Disney+ il 18 giugno 2021. Enrico Casarosa, sceneggiatore e animatore, è al suo esordio alla regista e scrive una vera e propria lettera d’amore alla Liguria.

Nato a Genova nel 1971, ha trascorso lì la sua infanzia e adolescenza. Già parte della squadra di capolavori dell’animazione Pixar – da Ratatouille (2007) a Up (2009) e Coco (2017) – e autore del cortometraggio candidato all’Oscar La luna(2011), il genovese ritorna a casa.

Luca – L’amicizia, la Vespa e Portorosso

Luca

Luca e Alberto in Luca di Enrico Casarosa (2021)

Luca è una creatura marina nella fase preadolescente che vive con la famiglia sul fondale del Mar Ligure, non distante dalla cittadina fittizia di Portorosso. Ha il potere di mutare forma, trasformandosi in uman, una volta toccata terra. Qui, combattuto tra il desiderio di scoprire la terraferma e il divieto impostogli dai genitori, incontra Alberto, un altro “mostro marino” che è già stato sulla terraferma molte volte.

Tra i due si instaura una bella amicizia, come quelle che nascono spontaneamente durante l’estate nelle località di mare e che lasciano un segno indelebile.

Da un semplice poster della iconica Vespa, simbolo consolidato di italianità e libertà, nasce l’idea di costruirne una, con disastrosi risultati. Quando i genitori di Luca scoprono che ha infranto il divieto impostogli, vogliono spedirlo nelle profondità marine, affidandolo a uno zio strambo come punizione.

Luca e Alberto si rifugiano allora a Portorosso, dove incontrano Giulia, una ragazza gentile, estroversa e sveglia, con la quale parteciperanno alla Portorosso Cup. Si tratta di un triathlon all’italiana, composto da nuoto, abbuffata di pasta al pesto e gara ciclistica, per poter finalmente comprare una bella Vespa ed esplorare il mondo.

Luca – Una fiaba ligure

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Luca, Alberto e Giulia in Luca di Enrico Casarosa (2021)

Luca è una fiaba leggera, fresca come la tramontana che soffia sulla Riviera Ligure. Forse quello di cui abbiamo bisogno. Il regista celebra la sua regione in ogni suo aspetto, tra dati di fatto e (auto)ironia.

Il paese di Portorosso è ispirato a uno dei borghi delle Cinque Terre, paesini un tempo abitati da pescatori, con la sua piazzetta e le sue case antiche dai colori pastello, rosse, gialle e verdi: Vernazza. Tra i vicoli, le stradine scoscese tipiche della regione, le vecchiette osservano con sguardo inquisitorio i due nuovi arrivati, divorando quintali di gelato. I bambini mangiano fette enormi di anguria e giocano a pallone. Immancabile anche il tipico panificio del paese, con la scritta focaccia.

Il papà di Giulia, il signor Massimo Marcovaldo (che il cognome sia un omaggio al protagonista della celebre raccolta di racconti di Italo Calvino?), è un gigante dal cuore buono. Cuoco e pescatore, sembra ricalcare lo stereotipo della tipica accoglienza ligure.

Anche se ruvido in superficie, offre ospitalità e piattoni di trenette al pesto ai due nuovi amici di Giulia.

Luca – Tra maschere, diversità e crescita

Luca

Luca e Alberto in Luca di Enrico Casarosa (2021)

Figura simpatica è il gatto Machiavelli, compagno fedele di Massimo, che, dopo aver scoperto la vera natura di Luca e Alberto, continua a guardarli di traverso. Machiavelli è un anticonvenzionale omaggio a Genova, precisamente al borgo di Boccadasse. Qui un gatto di nome Seppia, caratterizzato dal tipico sguardo aggrottato zeneize (genovese), è diventato un simbolo indiscusso del borgo. Macchiavelli, infatti, è ispirato proprio al felino Seppia.

Tra maschere e verità, la Liguria appare sul grande schermo, facendo da sfondo a un’avventura estiva che si trasforma in un vitale momento di crescita per i protagonisti. La Pixar ritorna con semplicità, senza superficialità.

Non manca una strizzata d’occhio al classico Disney La Sirenetta, a partire dal senso di meraviglia suscitati dagli oggetti terrestri e dalle strane abitudini umane, come mangiare la pasta con la forchetta.

Luca insegna, alle porte dell’estate e proprio durante il Pride Month, l’importanza dell’integrazione di chi è “diverso”, ricordando – non solo ai bambini – che siamo tutti uguali. I “mostri marini” sono semplicemente Luca e Alberto: due ragazzi che, urlando il mantra Silenzio, Bruno!, cercano di zittire quella voce che tutti abbiamo nella testa, la paura di non farcela.

L’ultima pellicola Pixar è una fiaba riuscita che sfreccia nel Bel Paese, tra le note di Fatti mandare dalla mamma di Gianni Morandi e Il gatto e la volpe di Edoardo Bennato. All’insegna dell’amicizia e della ricchezza della diversità.

Leggi anche: Soul – Cos’è l’anima? La Pixar risponde a Platone

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