Dracula di Bram Stoker: il fascino del male in un film leggendario

Valentina Palermo

Novembre 4, 2021

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10 novembre 1992. Nelle sale cinematografiche arriva Dracula di Bram Stoker, il film a tema vampiresco destinato a rivoluzionare per sempre il genere. La trama segue uno schema già collaudato precedentemente: un pericoloso vampiro assetato di sangue lascia dietro di sé una scia di morte e terrore mentre un gruppo di uomini coraggiosi è disposto a mettere a repentaglio le proprie vite pur di fermare la sua sete insaziabile.

L’ispirazione per il soggetto viene direttamente dal romanzo di Bram Stoker del 1897. Ambientazione, personaggi ed evoluzione della storia, sono infatti gli stessi del libro dello scrittore irlandese. Il regista Francis Ford Coppola decide però di prendere la celeberrima figura del non morto e di cambiarla radicalmente.

Il conte della Transilvania non è più il mostruoso non-morto che agisce solo seguendo il suo istinto di cacciatore, ma diventa un essere dotato di fascino e carisma. Dracula di Bram Stoker si conquista quindi un posto tra i cult della Settima Arte. Un film destinato a diventare leggenda per dei motivi molto precisi. E noi ve ne illustriamo alcuni.

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Dracula e l’umana compassione

Per decenni, quella di Dracula è stata una figura completamente negativa. Dai primi esperimenti cinematografici di Méliès alle mitiche interpretazioni di Bela Lugosi e Christopher Lee, il conte Vlad Tepes è sempre stato l’incarnazione del male assoluto. Negli anni ‘70 qualcosa inizia però a cambiare.

La storia del vampiro si arricchisce di nuovi elementi che ci fanno esplorare meglio le origini della sua natura. Dracula viene quindi descritto come un dannato che per la sua condizione prova molta sofferenza; un essere che non è sempre stato malvagio, ma che lo è diventato a causa degli eventi tragici avvenuti nella sua vita.

Questa evoluzione trova in Dracula di Bram Stoker la sua massima espressione. All’inizio del film ci viene infatti raccontata la triste storia del personaggio.

Il conte è un cavaliere romeno del quindicesimo secolo che, dopo aver sconfitto i turchi che minacciavano l’Europa cristiana, fa il suo ritorno trionfante in patria. Qui però scopre che Elisabeta, sua moglie, si è tolta vita dopo la falsa notizia della sua morte. Essendosi suicidata, la Chiesa nega alla donna la possibilità di avere la vita eterna e dichiara che la sua anima sarà dannata per sempre.

Il conte è quindi in preda alla disperazione e in un raptus di rabbia rinnega Dio attirando su di sé le forze del male che lo trasformano in una feroce creatura assetata di sangue. La cattiveria di Dracula ha quindi una giustificazione, non è di certo fine a se stessa.

Tutto nasce dal grande dolore per la perdita della persona amata e dal tradimento subito da parte della Chiesa, l’istituzione che aveva difeso a costo della sua stessa vita. Ciò stimola la nostra compassione e la pietà per questa figura sfortunata, che prima di essere carnefice è stata vittima. Non possiamo di certo dire di fare il tifo per lui, ma lo percepiamo come un eroe romantico dal drammatico destino.

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Il fascino segreto di Dracula

Il Dracula descritto da Bram Stoker non ha nulla di attraente. È alto, pallido e molto magro e i canini sporgono in modo minaccioso dalla sua bocca. Inizialmente appare sotto le sembianze di un anziano abbastanza affabile. Poi la sua natura maligna si rivela in tutta la sua crudeltà rendendolo decisamente ripugnante.

Molti Dracula cinematografici hanno avuto queste caratteristiche, come l’iconico Nosferatu apparso nel film di Murnau. Negli anni successivi la sua figura è diventata sicuramente più piacevole, ma nessuno ha mai raggiunto il fascino e il carisma sprigionati da Gary Oldman in Dracula di Bram Stoker.

All’inizio del film, anche Oldman ha le sembianze di un vecchio dall’aria inquietante. Ma al suo arrivo a Londra, il celebre conte ormai rifocillato si trasforma un dandy dai modi e dall’atteggiamento assolutamente accattivante. In lui c’è una carica erotica che si riversa sulle sue vittime e che le attrae come una calamita.

Sembra quasi che più che attentare alle loro vite, voglia sedurle. Ciò si nota in particolare con Lucy e Mina, che cadono rapite nella sua rete. Nella pellicola non c’è mai nulla di eccessivo o troppo esplicito, ma una sessualità palpabile che rende il principe dei non-morti anche un principe di passionalità.

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La perfezione nei dettagli

Più umanità. Più sensualità. Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola è diventato un film leggendario perché è riuscito a sovvertire in modo originale una figura che era già apparsa sugli schermi centinaia di volte. Ma non solo. Il film del regista americano è un concentrato di meticolosità in ogni singolo dettaglio. 

Gli abiti utilizzati dai protagonisti raccontano benissimo il periodo Vittoriano. La musica che fa da colonna sonora è un elegante accompagnamento che esprime al meglio le atmosfere gotiche del film. Da non sottovalutare la recitazione dei personaggi.

Gary Oldman dà una linfa vitale eccezionale al suo conte, mentre Winona Ryder esprime perfettamente il contrasto tra innocenza e malizia che mantiene il personaggio di Mina Murray in bilico tra l’essere una giovane virtuosa ed essere una donna che cede alla tentazione.

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Dopo Dracula di Bram Stoker sono stati prodotti ancora molti altri film a tema vampiresco. Alcuni sono riusciti alla perfezione, come Intervista col Vampiro, che ha ricalcato alcuni elementi già presenti nel film di Coppola.

Altri decisamente meno, come la saga di Twilight e i suoi vampiri sbrilluccicanti. Ciò che è certo è che Dracula di Bram Stoker ha segnato una svolta decisa nel genere e un nuovo modo di concepire una figura che da oltre un secolo continua a catturare e stregare lo spettatore.

Leggi anche: Il fascino di Vlad – Tutti (o quasi) i Dracula della storia del cinema

 

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