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Rapunzel – Perché Flynn Rider

Sfogliando gli album di famiglia troverete sicuramente foto di bambine nate dopo il 1980 con un costume da principessa. Biancaneve, Cenerentola e Belle andavano per la maggiore. Ci si innamorava dei loro vestiti colorati, del loro portamento perfetto e del “per sempre felici e contenti” al fianco del loro amato principe. A distanza di anni, dal 2000 in poi e questa volta negli hard disk, si trovano invece foto di Mulan, Merida e Rapunzel.

Donne coraggiose e indipendenti sono oggi le protagoniste delle opere. Sempre principesse, ma pronte a sporcarsi le mani. La più grande novità di queste moderne principesse è che manca un uomo al loro fianco. Non c’è più il bel principe in cerca di moglie, che è utile quanto un sasso in una scarpa.

Queste principesse riescono a spezzare maledizioni, salvare paesi e ritrovare la loro famiglia senza l’aiuto di una figura maschile. Gli ultimi film Disney princess sono un chiaro esempio di questo cambio di paradigma. In Frozen è Elsa a salvare Anna con un gesto di vero amore, non Kristoff o chi per lui.

La morale? Non serve un uomo per essere una principessa.

Rapunzel: l’intreccio della torre

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Rapunzel – L’intreccio della torre

Nonostante si faccia sempre più sporadico il tema del vero amore, nel 2010 i Walt Disney Studios producono Rapunzel – L’intreccio della torre a un solo anno di distanza da La Principessa e il Ranocchio e a ben dodici anni dall’ultima principessa Disney riconosciuta, ovvero Mulan. Rapunzel unisce uno stile d’animazione moderno a una storia con un retrogusto anni ’80: una principessa che non sa di essere tale, un regno da salvare e magici capelli.

Il perché Rapunzel sia stato un tale successo è chiaro. Il carattere vivace e allegro della ragazza è il perno centrale della narrazione, ma, più in generale, tutti i personaggi sono splendidamente caratterizzati e mostrano un’umanità autentica che li rende davvero efficaci.

I personaggi sono costantemente attraversati da dubbi, alle prese con chi sono e chi vogliono davvero essere. La canzone Ho un sogno anch’io racchiude le aspirazioni dei predoni presenti nella locanda, che sono trainati dall’irresistibile volontà della protagonista di vedere la parata delle lanterne. Persino un ladro può sognare di diventare un pianista o di innamorarsi. In fondo al cuore di ognuno di noi è nascosto un sogno che ci permette di vivere.

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Rapunzel nella taverna con i predoni della foresta

Flynn Rider: il vero amore può cambiare una persona?

All’inizio del film Flynn Rider è un ladro senza scrupoli il cui unico obiettivo è fare soldi. Ricercato in tutto il regno, Flynn scappa di continuo insieme ai due fratelli Stabbington, suoi complici. Riuscito a rubare la corona della principessa perduta, Flynn tradisce i due fratelli tenendosi la corona e la rispettiva ricompensa.

L’incontro con Rapunzel è completamente casuale, quel tocco di magia tipicamente disneyano che ci fa credere nel destino. Flynn, più grande di lei di età, possiede in realtà solo un centesimo della voglia di vivere della ragazza. Accecato dalla ricchezza e solo fin da bambino, Flynn non conosce il significato dell’amore inteso nel senso più ampio. Tutta la sua vita è una menzogna da lui stesso costruita, persino la sua identità è finta: Eugene è il vero nome del giovane ladro.

Il rapporto tra Flynn e Rapunzel non è però cieco come quello tra tutte le principesse e i principi Disney che li hanno preceduti. È sì predestinato, ma non prevedibile. I due si innamorano lentamente, senza quasi accorgersene. Lei è così genuina da far tenerezza e lui è così deluso dalla vita da non saper far altro che scappare. Insieme si cercano e si trovano, fino a formare una coppia che si sostiene in un precario equilibrio incantato.

Quando i due arrivano al castello, la prima cosa che fa Flynn è comprarle una stendardo con il simbolo del reame. Esatto, comprarle. Flynn Rider non ha mai comprato nulla in vita sua, sa solo rubare, eppure per colei che gli ha illuminato il cuore è disposto a cambiare.

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Rapunzel e Eugene al castello

Rapunzel – L’intreccio della torre alterna scene d’azione e combattimento a scene romantiche non diabetiche. È uno dei pochi film in cui la controparte maschile non detiene fin da subito il titolo nobiliare, in quanto è Rapunzel a essere principessa. L’unico film in cui lui, alla fine, muore (oltre a La Bella e La Bestia per intenderci).

Il vero antagonista della storia è Madre Gothel, colei che ha rapito la piccola, ancora in fasce, per usare il potere dei suoi lunghi capelli e restare giovane a vita. Madre Gothel rappresenta l’unica figura adulta che Rapunzel abbia mai conosciuto. Lei per la giovane è una guida, fino a quando quest’ultima non scopre l’inganno e cerca di sfuggirle. Proprio sulle battute finali la violenza con cui Gothel ha cresciuto Rapunzel viene espressa senza filtri.

Liberatosi dalle guardie, Eugene raggiunge la torre per salvare la ragazza. Una volta entrato vede Rapunzel in catene, appena prima di essere accoltellato e ucciso da Madre Gothel.

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La morte di Eugene

Rapunzel ha perso il suo principe. Il primo principe Disney che si è innamorato per davvero della sua principessa.

La ragazza però non si arrende. Accetta di servire Madre Gothel per tutta la vita se lei le permetterà di salvarlo. Il lieto fine è dietro l’angolo. Mentre Rapunzel cerca di salvare Eugene però, lui le taglia i capelli che diventano scuri e perdono tutto il loro potere curativo.

Eugene: « Tu eri il mio nuovo sogno».

Il ragazzo pronuncia le sue ultime parole, poi spira.

Rapunzel: la legge del contrappasso

Un finale così violento è caratteristica di pochi film Disney. Essendo il target per bambini, raramente la morte viene rappresentata così direttamente. Mufasa o la mamma di Bambi, i più grandi traumi infantili, sono mostrati già morti e non mentre muoiono. La morte di Eugene strappa a Rapunzel il suo sogno, il suo felici e contenti.

Una storia non convenzionale in cui è il sacrificio, prima di lei poi quello estremo di lui, a insegnarci qualcosa. Realizzare un sogno difficile a volte è quasi impossibile, ma ci cambia profondamente. Flynn Rider è l’esempio vivente di come un sogno puro e cristallino come l’amore riesca a salvare chiunque, persino un ladro come lui.

Leggi anche: Hercules: meglio essere un Dio o trovare l’amore?

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