La La Land – La vita è una poesia se si ha la forza di sognare

Andrea Vailati

Gennaio 30, 2017

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Titolo film: La La Land

Regista: Damien Chazelle
Durata: 128 minuti
Data uscita: 2016 (2017 in Italia)
Titolo originale: La La Land

 

La La Land
Ryan Gosling e Emma Stone in una scena di “La La Land”

 

Cosa vuol dire sognare?

Si potrebbero usare mille parole, mille termini e riferimenti, ma non si riuscirebbe a mostrare la risposta. Ecco il punto, oggi forse le parole bramano troppo una risposta, per questo forse è giusto mostrarne la via più che la conclusione, una via di immagini e suoni.

Il cinema è l’arte che racchiude le arti, non solo un romanzo, ma anche un quadro e una dolce melodia. La La Land ci avvolge nella meraviglia dello stupore come non accadeva da tanto tempo, raccontandoci un “semplice” cliché d’amore, ma rendendo questo una poesia indimenticabile.

La vita ci proietta nella speranza di poter sognare, lasciandoci allo stesso tempo nella paura di farlo. Il mondo ha i suoi tempi, ma noi abbiamo i nostri, scandiamo ogni attimo della nostra esistenza attraverso le emozioni che poniamo alla base della nostra osservazione.

La La Land vive nel mondo di oggi, ma senza scansioni, come ci è solito fare, astraendosi in un tempo che non ha bisogno di attualizzarsi, dividendosi in “capitoli” raccontati come stagioni, ognuna con le sue temperature, ognuna con le sue melodie.

Un musical al giorno d’oggi quasi ci rende pregiudizievoli e, forse, questo film va visto con quel pregiudizio di razionalità che ci accompagna come un ospite imprescindibile proprio perché in due ore potremmo costantemente dimenticarcene.

Vale la pena sognare? Vale la pena credere che ciò che vorresti fosse, potrebbe realmente essere?

Un pianista jazz ancorato a un mondo oramai sempre più rarefatto e una ragazza che vuole fare l’attrice, il principio è così ovvio, un film che deve ricordarci che possiamo credere nei sogni, cosa ci sarà mai di così nuovo? Che questo film ci riesce.

Canzoni meravigliose, coreografie esteticamente brillanti, una regia assolutamente morbida ma tecnicamente perfetta di Damien Chazelle (ma già dopo Whiplash non avevamo dubbi) ci proiettano in un mondo che è il nostro, ma con degli occhi diversi, ancora capaci di non disilludersi.

Emma Stone e Ryan Gosling nella performance di “A Lovely Night”

La La Land ci ricorda che la realtà è una meravigliosa illusione, che tutto è variabile e possibile, anche ballare un lento tra le stelle se si ha la forza, o meglio la volontà, di crederci.

Uno sviluppo che a tratti ci si potrebbe aspettare, certo, ma sempre così vivo, dove la finzione non sta nel costruire storie al limite del reale, ma nel rendere il reale illimitato, dove l’innamorarsi “cantando il non volerlo fare” ci suona già sentito, ma ne amiamo la potenza emotiva, forse perché ci ricorda quello che abbiamo dimenticato, che non è la storia ma l’emozione, il sogno a cui essa tende a renderla un capolavoro, e la vita può essere questo, in ogni attimo.

Ryan Gosling ed Emma Stone si mostrano indelebili, tra musica e danza, proiettandoci in un mondo, mostrandoci il loro e lasciandoci incantati finché i titoli di coda non ci costringeranno a svegliarci.

I tempi del film oscillano, tra gioia e canzoni a compromessi e silenzio, raccontandoci tutta la storia di un sogno, raccontandoci tutto l’amore di una vita e infine, lasciandoci un finale capace di mostrarci qualcosa che non pensavamo si potesse mostrare.

Così La La Land ci lascia un sorriso, un cuore attorcigliato e una razionalità pervasa da emozione, come quando ci si lancia da un trampolino per un tuffo con la paura che ci circonda, il cuore che sobbalza, ma la dolcezza che guarda al mentre e ci dice: buttatevi, innamoratevi, sognate.

La La Land
Ryan Gosling, in “La La Land” è Sebastian Wilder

Il finale è sempre un momento difficile di un film, tra aspettative e presunte deduzioni, non sappiamo mai cosa accadrà dentro di noi dopo averlo visto. Deve avere un tono conclusivo, deve lasciarci qualcosa, raggiungere un apice emotivo, insomma gli spettano davvero tanti ruoli.

La La Land è riuscito in un qualcosa di davvero magico.

Un sogno non è la realtà, ma piuttosto una prospettiva su di essa. Forse però una vita fatta solo di sogni non può concretizzarsi, perché il sogno pretende di più dalla realtà, pretende tutto quello a cui può aggrapparsi, amore e passione, gioia e tristezza, riuscire a realizzarsi ma non dover rinunciare a niente. Ecco il punto, loro ce l’hanno fatta, lui con il suo club, lei oramai una diva, ma forse non del tutto.

Si erano giurati amore eterno, ma allora perché non sono lì insieme ad amarsi?

Ecco che, per sbaglio, per caso, ma perché in fondo doveva succedere, non poteva non succedere, i loro sguardi si incontrano nel “loro” locale. Qui il capolavoro.

La La Land riesce a raccontarci, o meglio a mostrarci, il fantomatico “come sarebbe stato se” che sempre accarezzerà le nostre vite. Un’immagine, o meglio una sequenza, o meglio un’intera vita di enorme complessità, perché il “come sarebbe stato se” ha a che fare con troppe diverse sfaccettature di un essere umano: il ricordo, il rimpianto, la malinconia e il sogno. Perché il “come sarebbe stato se” non è mai stato realmente né mai sarà, e allora come può esistere?

Vive nel ricordo ma il ricordo per definizione non è mai il reale passato, è sempre un nostro modo di vedere la storia, modificandone gli eventi in favore delle emozioni; vive nella malinconia perché ci affondiamo in qualcosa che non è più e mai più sarà, vive nel rimpianto perché avremmo voluto che così fosse a tal punto da “saper creare” quel mondo in cui in tal modo sarebbe stato, vive nel sogno perché abbiamo la capacità di creare una storia, una fiaba in cui quel “come sarebbe stato se” è davvero esisto, e La La Land ce lo mostra con una forza visiva, melodica ed emotiva indimenticabile.

Viviamo la loro storia, viviamo loro che vivono la loro storia. Ma alla fine non è così che le cose sono andate, o forse sì perché loro l’hanno saputo sognare; infine il cuore ci stringe forte perché quel sorriso d’addio non sarà mai abbastanza, perché loro si ameranno per sempre ma in realtà no, perché un sogno non è qualcosa da cui siamo capaci di svegliarci.

 

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