The Rain – Come soldati sotto il fuoco nemico

Andrea Sciannimanico

Luglio 27, 2018

Resta Aggiornato

The Rain

Cosa accade quando la quotidianità è infranta dalla normalità? Cosa accade dopo che un evento normale come la pioggia fa sì che la gente cada come soldati sotto il fuoco nemico?

I protagonisti di “The Rain”

The Rain è la prima serie Netflix danese del 2018. In una tranquilla giornata scolastica come tante altre, una ragazza di nome Simone si appresta a prepararsi per un test, quando all’improvviso il padre e la madre la portano via da scuola. Il padre, molto spaventato, porta tutta la famiglia fuori città, ma in seguito a un rallentamento sulla strada decide di abbandonare la macchina e di proseguire a piedi attraverso un bosco. Giunti a un bunker l’uomo abbandona i figli e la moglie lì, promettendo il suo ritorno.

Simone e suo fratello minore Rasmus rimangono chiusi in quel bunker per sei anni, una volta usciti si trovano davanti un mondo totalmente diverso da quello che ricordavano: la causa di tutto è la pioggia. Quest’ultima contiene un virus che uccide istantaneamente chiunque entri in contatto con esso. In quei sei anni in cui i due ragazzini sono rimasti in quel bunker le città sono cadute in rovina e con esse la società.

Simone e Rasmus vagano senza una meta alla ricerca di cibo, come tutti ormai, osservano le città semi-deserte di una società hobbesianamente ritornata allo stato di natura, nella quale il contratto sociale non esiste più e la chimera dell’homo homini lupus regna sovrana. Per il cibo si muore, per la pioggia si muore, ma in questo mondo post-apocalittico senza senso non è tutto perduto. 

L’ennesimo fallimento della scienza

Il cinema e la televisione spesso attingono per le loro storie alla realtà, alla società, ai miti e alle leggende; tuttavia la scienza è una delle fonti di ispirazione più usate per queste storie. Fin dagli albori del cinema sono stati portati, sul grande e piccolo schermo, i successi e gli insuccessi della scienza.

Lo scopo degli scienziati è quello di migliorare la vita umana, di renderla più semplice, lunga, facile; anche nel caso di The Rain è così, in questa serie gli scienziati vogliono migliorare l’uomo, vogliono migliorare la vita di tutti, ma qualcosa va storto.

Anche nella realtà è successa la stessa cosa, basti pensare all’energia nucleare: la scienza voleva creare una nuova fonte di energia, l’uomo ne ha fatto una delle peggiori piaghe della storia dell’umanità. In The Rain le intenzioni erano delle migliori, ma il risultato è stato creare una pioggia killer. Come in ogni film o serie tv la cui trama principale gira intorno a catastrofi post-apocalittiche di tipo virale la chiave sta nel trovare il vaccino, ma questa volta non sarà così facile.

La pioggia fatale nella serie.

Perché The Rain riporta sia il successo sia l’insuccesso della scienza? Nella nostra società attuale l’uomo comune è sempre più alienato dai percorsi della medicina, dal positivismo scientifico incalzante e la fiducia nei medici, nei medicinali e nei vaccini proprio perché inconsapevole e allontanata, tende a venire meno.

The Rain mette in risalto esattamente questa situazione. Da un lato abbiamo l’importanza e la necessità di trovare una cura, più precisamente un vaccino per il virus della pioggia killer, mentre dall’altro abbiamo gli interessi di qualcuno più potente, qualcuno che vuole lucrare sull’epidemia scoppiata, qualcuno che ha voluto che tutto ciò accadesse per i propri scopi.

Quindi la scienza e gli scienziati sono buoni o cattivi? La medicina è in grado di curarci veramente? O è la medicina stessa che ci fa ammalare? Che cos’è la pioggia? Un’arma? Uno strumento per un fine maggiore?

In The Rain la vita e la morte si toccano, la linea che separa queste due astrazioni diventa molto labile; dopo la prima pioggia infetta c’è chi ha potuto rincominciare da zero, chi l’ha vista come una maledizione e chi come una benedizione.

Simone, Rasmus e i loro amici vivranno esperienze traumatiche, le degenerazioni della società in cui vivono prendono pieghe che sembrano molto distanti, ma è davvero così? Il loro gruppo sociale è tutto ciò che rimane della vecchia società, questa dovrà lottare per riemergere dall’oblio e ristabilire il posto che le spetta.

the rain
Scena di “The Rain”

In conclusione possiamo dire che questa serie, per quanto inizialmente lenta, pian piano prende ritmo, il mistero si infittisce, i personaggi diventano sempre più complessi e mentre la società cade sempre più nel degrado, Simone, Rasmus e i loro compagni emergono dall’abisso che li circonda.

Con una buona fotografia vengono messi in risalto i paesaggi nord europei, con l’aiuto di riprese fatte con il drone è possibile apprezzare l’abbondanza di verde di quelle terre. Aspettiamo una seconda stagione che porti risoluzione e chiarezza in questa vicenda che nel finale rapisce lo spettatore. Aspettiamo la risposta a tante domande sui misteri che si annidano in Scandinavia.

Leggi anche: Stranger Things – La potenza della nostalgia

Autore

Correlati
Share This