2. Episodio IV – Una nuova speranza

Dove tutto è iniziato. Il primo Guerre stellari, questo il titolo con cui uscì nelle sale, è uno dei film più importanti nella storia della cultura pop degli ultimi 50 anni. Il film di George Lucas ha il grande merito di funzionare perfettamente come stand alone, essendo prodotto come tale, ma mette in maniera eccellente le fondamenta per una delle saghe cinematografiche più importanti della storia. E poco importa se è facile notare come, checché ne dica Lucas, molti elementi chiave della saga siano stati definiti in corso d’opera.
La primissima ragione del grande successo che il film ha avuto è il personaggio di Darth Vader, un villain dall’impatto istantaneo. Per molti aspetti lo si può considerare l’antagonista cinematografico per eccellenza, soprattutto in questo primo film: il personaggio è poco costruito dal punto di vista della sceneggiatura, ma la sua forza risiede tutta nella resa visiva. Darth Vader nel 1977 era semplicemente qualcosa di mai visto prima, capace di rubare la scena nonostante il minutaggio ridottissimo.

Star Wars IV ha poi tanti altri pregi, soprattutto in termini di soggetto: la storia è di grandissima semplicità, ma Lucas la rende qualcosa di mai visto con una serie di idee brillanti.
In particolare fondamentale è la capacità del film di mettere le basi nella descrizione della mitologia della forza, circondandola di quell’aura di mistero che per molti aspetti contribuiranno a sconfessare le trilogie degli anni 2000, e la conseguente creazione della figura dei cavalieri Jedi, tanto inediti al pubblico quanto affascinanti.
Il film dà poi la genesi ad un altro dei personaggi più iconici per un’intera generazione, quello di Han Solo, trasportando in un contesto spaziale un bandito scanzonato da film western, con un animo più generoso di quanto egli voglia mostrare. Impossibile poi non nominare le musiche di John Williams, presenti nell’intera saga e che tutti i fan conoscono a memoria, ma che qui compaiono per la prima volta. E poi i droidi, gli alieni, la sensazione di ingresso in una galassia enorme di cui il film offre soltanto un assaggio.
Risiede qui il segreto del primissimo film della saga, la capacità di funzionare a più livelli: esso è un perfetto capitolo introduttivo, con tantissimi elementi accennati che possono poi essere sviluppati in un momento successivo, come del resto dimostrano l’intero franchise costruito su di esso, ma anche un ottimo prodotto di intrattenimento di due ore per chi non desidera nulla di più. E poco importa se il film indulge in qualche cliché che lo collocano solo sul secondo gradino del podio.




