Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) – Tra amore e politica

Miriam Oufatah

Gennaio 13, 2022

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Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) – Tra amore e politica

Adelaide Ciafrocchi: «Ma come, mai innamorata in vita mia, poi improvvisamente m’innamoro di uno e poi subito di un altro? Perché due, due insieme? Ma se può campa’ così?».

Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) è uno dei film rappresentativi dei triangoli amorosi e della commedia all’italiana degli anni Settanta. Il ménage à trois che si sviluppa fra i tre protagonisti è ricco di riferimenti e di critica alla calda situazione sociopolitica italiana dell’epoca.

Il film si apre con il processo a Oreste Nardi: impersonato da Marcello Mastroianni, questi è infatti accusato dell’omicidio dell’amata Adelaide Ciafrocchi, interpretata da Monica Vitti, nel giorno delle sue nozze con Nello, Giancarlo Giannini, amico di Oreste e amante di Adelaide.

Il triangolo presentato è un classico canovaccio del dramma dai tempi di Molière, ma Ettore Scola innesta una costruzione diegetica nel montaggio e nella narrazione, per movimentare l’opera. Il regista fa in modo che chi assiste al film diventi giudice della vicenda, coinvolgendolo direttamente nel processo.

I personaggi rompono la quarta parete rivolgendosi allo spettatore come se egli fosse parte della corte di un tribunale, in attesa di ascoltare il racconto degli accadimenti. Gli attori si presentano a testimoniare di fronte al pubblico gli sfortunati eventi dei tre amanti. Snodano e seguono, con le scene evocate dai loro ricordi, lo sviluppo della storia fino al tragico epilogo.

Dramma della gelosia
Oreste e Adelaide in pizzeria

Dramma della gelosia presenta uno spaccato popolare della fine degli anni Sessanta, che a tratti sfocia nel grottesco, nel fumettistico, restando fedele alle citazioni che caratterizzano il periodo.

L’esasperazione di alcuni tratti dei personaggi racconta come la società li stia deformando e allontanando, isolandoli negli estremismi. Il Sessantotto, appena passato come un’onda, aveva smosso le masse nel mondo, dando avvio, con la strage di piazza Fontana, agli anni di piombo in Italia.

I personaggi si scollegano dal mondo, perdono i riferimenti, diventano caricature di loro stessi. Sembra che la loro identità stereotipata non sia in grado di gestire la mole di novità, di progresso e benessere che arriva loro addosso a seguito del miracolo economico italiano.

Adelaide ne viene assorbita completamente, fino a smarrirsi. Oreste non si ne sente parte e non trova il suo posto in questo nuovo contesto. Nello cerca di cavalcare il momento, ma pagandone care le spese.

La ragazza, ad esempio, annebbiata dal sentimentalismo dei fotoromanzi che divora al lavoro, proietta nella realtà il suo desiderio mimetico di vivere esperienze simili a quelle che legge. Si costruisce così un’intricata illusione dai tratti tragicomici. La sua vita diventa la pantomima, l’imitazione, di un romanzo in cui si strugge fino al suicidio.

Il suo desiderio è esacerbato; lei cerca un’aderenza con una realtà evasiva che non esiste, finendo per lasciarsi trascinare, in collisione con gli altri protagonisti, in una spirale che li conduce alla dissociazione, alla follia.

Oreste e Adelaide in “Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)”

Adelaide è una fioraia che tenta di imparare l’inglese per restare aggiornata, per emanciparsi a causa dell’avanzamento della globalizzazione e dell’influenza economica, e anche politica, degli Stati Uniti sull’Europa. Allo stesso modo, vent’anni più tardi, sarà Mario Monicelli a riproporre lo stesso rimando sociopolitico con nonno Saverio in Parenti serpenti, facendo imparare all’anziano carabiniere l’inglese, poiché è caduto il muro di Berlino.

Oreste è un muratore sulla mezza età, comunista e proletario, legato a una vecchia idea partitica che trovava ostracismo nel governo a causa della politica filostatunitense e antisovietica dell’Europa.

Il partito comunista aveva sofferto gli anni del centrismo e si trovava in conflitto al boom economico liberare. Lo schieramento non riusciva a gestire e integrare i rapporti con la frangia sovietica in uno dei periodi più intensi della Guerra Fredda. Il Sessantotto portò poi alla crescita e alla nascita dei movimenti di estrema sinistra, alcuni anarchici, di cui gli impulsi emergono velatamente nel personaggio di Nello.

Oreste incontra Adelaide a una festa dell’Unità, tra i rifiuti. Il loro amore è appassionato, ma parte già ostacolato dalla moglie di Oreste. Questo primo conflitto infiamma Adelaide che si sente così eroina e protagonista di un amore romantico e romanzesco. Oreste diventa il mezzo. Attraverso lui può assecondare il suo desiderio, cominciando a mescolare le dimensioni.

Dramma della gelosia
Nello Serafini mentre testimonia i fatti

Quando la coppia sembra stabilizzarsi, tanto da far dubitare Adelaide del loro amore, arriva Nello. Il terzo elemento che innesta il cortocircuito nella relazione. I poli della triangolazione mimetica si invertono.

Nello Serafini lavora nella pizzeria dove i due innamorati si incontrano e diventa, per un fortuito caso, amico di Oreste a seguito di una manifestazione operaia. Il pizzaiolo toscano è l’arroganza giovanile, incontrollata e anarchica in persona.

Nello e Oreste rappresentano due facce della stessa medaglia. Sono la massa e la scissione che avvenne a sinistra e nel proletariato: da una parte l’ideale comunista figlio della Seconda Guerra Mondiale e del dopoguerra, fatto di vecchi militanti, anche partigiani; dall’altro l’ideale comunista successivo, quello dei figli, dei nati ormai borghesi a seguito del boom economico.

Nello stesso anno di uscita del film avvenne il golpe in Cile. Poco dopo, proprio ispirato da questo evento, Enrico Berlinguer cominciò le trattative per il compromesso storico con Aldo Moro, ovvero per accordare la Democrazia Cristiana e il PCI. Inoltre proprio nel 1970 nacquero le Brigate Rosse.

«È inevitabile che in un dato momento, anche i migliori amici del mondo incrocino sul loro cammino un oggetto che non possono o desiderano dividere».

(René Girard, Shakespeare: Il fuoco dell’invidia)

All’inizio, la triangolazione che si forma pone a loro agio i tre personaggi, stabilisce una sorta di equilibrio. Sembra quasi suggerire che per far funzionare una relazione, a un certo punto, bisogna essere in tre. Nello diventa necessario al funzionamento della coppia, polarizza l’attenzione di entrambi e lentamente si frappone tra i due, agendo nel dubbio delle intenzioni.

Il ragazzo diventa per Adelaide un elemento imprescindibile per la riuscita della menzogna romantica che ha creato. E Oreste lo sostiene. Sia per amicizia sia inconsciamente per sorreggere l’intera pantomima. Il muratore sembra quasi aver bisogno di un altro uomo per confermare la sua identità agli occhi dell’amata mettendola alla prova.

Dramma della gelosia
Oreste Nardi sulla spiaggia

Quando Nello bacia Adelaide, irrompe nello schema, dichiarando la sua posizione che, però, in contrapposizione a Oreste, resta celata. Quest’ultimo così diventa il mediatore di Nello che desidera l’amore di Adelaide, ma per ottenerlo deve rimanere in competizione e amicizia con Oreste, imitandolo.

Dramma della gelosia a questo punto prende una prospettiva quasi labirintica, in cui la relazione fra Adelaide e Oreste non può più sussistere senza Nello.

Adelaide così comincia a sentire la pressione del tradimento che sta inscenando, ma pare restare incollata più all’ideale romantico che si è creata in testa piuttosto che alla realtà. Condanna Oreste all’ossessione, alla pazzia, nonostante lo ami. Questo le arreca parecchia sofferenza, e una buona dose di struggimento in cui trova gratificazione il desiderio che si spalma nella mimesi del sentimentalismo romantico e tragico.

Una parte di lei desidera Nello, che è giovane, celibe e la può sposare liberamente; può farle avere un percorso lineare, ma scoppiettante. Nello però perde di fascino appena il confronto con Oreste non sussiste più.

Un’altra parte di lei ama Oreste, che non le potrà mai dare la linearità e la chiarezza di Nello, ma è un uomo che rappresenta una sicurezza, una purezza di intenti ai limiti della mania, sebbene non riesca più a essere la persona giusta per quella relazione ideale che immagina.

Quando Oreste scopre il tradimento, i poli della piramide si invertono nuovamente e Nello diventa il mediatore del desiderio di Oreste. Egli è così l’elemento che gli permette di raggiungere, attraverso la lotta, Adelaide. Adelaide a questo punto, completamente scollata dalla realtà, tenta la fuga dalla sua stessa tela con il suicidio, senza successo.

Dramma della gelosia
Nello e Adelaide

Questo atto disperato riunifica per un momento i protagonisti di Dramma della gelosia che, in un momento di fittizio e fragile equilibrio, nuovamente ristabiliti i ruoli originali, tentano goffamente un nuovo approccio alla relazione provando un rapporto a tre.

Un’avanguardia sociopolitica e metaforica che, a detta dei protagonisti, funziona nei paesi scandinavi, ma che con loro fallisce miseramente facendo ripiombare i protagonisti nella rete della tragedia che hanno tessuto con i loro desideri estremizzati.

Adelaide, in un senso metaforico diviene così la rappresentazione dell’Italia che si frammenta, si sbrodola, si confonde, fra le intenzioni e le influenze smosse sulla scena sociopolitica, cercando di imitare un ideale.

Così decide di defilarsi nuovamente, gettandosi fra le braccia di Amleto Di Meo, che in un’ipotetica lettura politica potrebbe rappresentare l’opposto, il capitalismo, la borghesia. Egli le può assicurare una vita agiata senza sentimento e senza drammi.

Oreste, a questo punto, comincia a perdere il senno, lentamente, autoconvincendosi di teorie amorose senza fondamento, smarrendosi e smarrendo la sua identità. Nello, invece, tenta il suicidio come atto disperato. Attua una distruzione per riconquistare l’attenzione dell’amata nei suoi confronti, che, emotivamente stremata, lo sceglie, sperando nel sacrificio e nella novità.

Oreste ormai completamente fuori di sé, come un Orlando Furioso dell’era contemporanea, si rivolge, in una scena tragicomica, agli zingari, al misticismo, alla scaramanzia, alla magia. La disperazione che cerca una speranza nel miracolo senza successo.

Dramma della gelosia
Adelaide nella scena finale quando incontra Oreste

L’epilogo di Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) riporta in scena i simboli che hanno inseguito i protagonisti per tutta la pellicola: il moscone e i rifiuti.

Oreste e Adelaide si conoscono sopra una montagna di rifiuti, vivono il loro amore su una montagna di rifiuti. Oreste se ne lamenta, e Oreste ci finisce a vivere dentro, diventa un rifiuto della società. Il consumismo, dopo averlo usato per raggiungere i suoi scopi, lo getta, dopo aver istigato il suo desiderio, lo cambia. Presenta poi, un altro, un giovane, Nello, che poco tempo dopo non sarà risparmiato dallo stesso meccanismo, perdendo ciò che ama e che non lo ha riamato allo stesso modo.

Oreste Nardi: «Signor Presidente, ma lei lo sa che a Roma due esseri che si amano nun sanno dove mettere piede perché è tutto una montagna de monnezza?! Sette colli, sette colli de monnezza! È la città più zozza d’Europa!».

Adelaide solo in punto di morte riesce a riconoscere di aver costruito un intreccio illusorio, ammette la verità liberata dall’ossessione della mimesi, rendendosi conto di aver perso tutto. Nella morte di Adelaide, uccisa per mano della competizione di entrambi, il popolo, le masse, non vincono. Alla fine di questo conflitto fra amici, contro il neoliberismo nascente, non vince nessuno e tutti perdono qualcosa.

In Dramma della gelosia vince l’imitazione, il conformismo che, con un sistema piuttosto che con un altro, comincia lentamente a spogliare della sua identità e unicità il paese.

L’imitazione conduce gli anni Settanta verso la massificazione e la globalizzazione, ma la tensione condurrà anche verso l’emancipazione femminile, verso le leggi che aboliranno i manicomi e liberalizzeranno il divorzio e l’aborto.

Nel finale Oreste parla da solo, con Adelaide, ormai smarrito fra le macchine che continuano a percorrere la loro strada, verso la conclusione degli agiati anni Sessanta.

Scola, quasi profetizzando il futuro, apre la decade dei tumulti estremisti, anticipando anche il decennio successivo: quello dell’edonismo e del consumismo sfrenato.

Leggi anche: Ettore Scola – Il rapporto tra individuo e fascismo

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