David Bowie in The Prestige – Perché Nolan lo ha scelto nel ruolo di Tesla

Antonio Mazza

03.03.2021

Resta Aggiornato

“Ehi aspetta, ma quello è David Bowie!”. Se è quello che avete pensato durante la visione di The Prestige (2006) di Christopher Nolan, avete visto bene: uno dei personaggi secondari del film è stato interpretato da Bowie in una delle ultime apparizioni sul grande schermo.

Nolan ha fortemente voluto il Duca Bianco per impersonare il famoso scienziato Nikola Tesla, un ruolo che, a dispetto del non altissimo minutaggio riservatogli, ha un’importanza fondamentale per la trama della pellicola.

In realtà, i fan e i più informati potrebbero non essersi stupiti, dal momento che nella lunga e varia carriera artistica di Bowie si contano oltre venti film all’attivo, talvolta come protagonista, senza contare le performance teatrali e per la televisione. Una filmografia non banale e piena di collaborazioni sorprendenti di cui abbiamo scritto in maniera più approfondita in questo articolo, pubblicato in occasione dei cinque anni dalla sua scomparsa.

Qui vogliamo invece considerare la sua prova attoriale in The Prestige, non tanto perché si tratta del suo ultimo ruolo più famoso, ma per approfondire le ragioni che hanno spinto il regista ad affidargli la parte a ogni costo.

«Mi ci è voluto un po’ per convincerlo, ha rifiutato la parte la prima volta. Ed è stata l’unica volta che ho insistito con un attore che aveva rifiutato un ruolo. Gli ho chiesto di darmi la possibilità di spiegare perché era l’attore giusto. In totale onestà, gli ho detto che se non avesse accettato la parte, non avrei avuto proprio idea di cosa avrei fatto. Direi che l’ho implorato».

(Christopher Nolan)

La scelta sembra non essere per niente casuale e per comprenderla occorre fare un passo indietro e collocare nel film il personaggio interpretato da Bowie, ovvero Nikola Tesla.

Ecco i motivi che hanno spinto il regista Christopher Nolan ha scegliere David Bowie nel ruolo del famoso scienziato nel film The Prestige

Bowie nei panni di Tesla nel suo laboratorio

La trama del film e il ruolo di David Bowie

Nella Londra di fine ‘800, gli spettacoli di magia sono una delle principali forme di intrattenimento del popolo, e i prestigiatori più abili godono di enorme popolarità. Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden (Christian Bale), un tempo colleghi nello stesso teatro e allievi dello stesso maestro, sono ora rivali e le loro esibizioni sono le più gettonate della scena cittadina.

Dopo essersi contesi il primato a colpi di spettacoli e vicendevoli scorrettezze, un nuovo numero sensazionale portato in scena da Borden, “il teletrasporto umano”, sembra far pendere definitivamente le sorti della contesa a suo favore. Angier è impotente di fronte a un prestigio che non riesce a spiegarsi e perciò a replicare. È a questo punto che entra in scena Nikola Tesla: Angier commissiona allo scienziato la creazione di una macchina che gli permetta di riprodurre il numero apparentemente impossibile che sta portando fortuna al suo rivale.

Evitando di rivelare troppi dettagli a chi ancora non ha visto il film, spieghiamo solo che sarà proprio la costruzione di questo congegno a segnare lo sviluppo decisivo della storia: la macchina funziona, ma non nel modo in cui ci si aspettava. Va ben oltre le aspettative e ogni suo utilizzo comporta un costo non indifferente.

Nonostante la raccomandazione di Tesla di distruggere la sua creazione, la sete di vendetta di Angier e la sua ossessione per il numero perfetto lo spingeranno in un’altra direzione, aprendo la strada al drammatico e memorabile finale.

Ecco i motivi che hanno spinto il regista Christopher Nolan ha scegliere David Bowie nel ruolo del famoso scienziato nel film The Prestige

Robert Angier, interpretato nel film da Hugh Jackman

Le parole di Nolan sulla scelta di David Bowie

In un’intervista rilasciata per la rivista «Entertainment Weekly», Nolan ha rivelato alcuni particolari riguardo la fase di casting dei personaggi, spiegando che l’assegnazione della parte di Tesla era considerata una questione cruciale da lui e dal suo staff, trattandosi di un personaggio realmente esistito, che tra l’altro introduce l’unico elemento fantastico del film.

Serviva qualcuno in grado di dare credibilità, che avesse carisma e allo stesso tempo un’aura di misteriosità. La soluzione è stata quasi istintiva: il regista racconta che a un certo punto nella sua mente si è materializzato l’accostamento con la figura di Bowie, di cui si è dichiarato un grande ammiratore sin da bambino. Una volta stabilito quel collegamento, gli è sembrato «l’unico attore in grado di interpretare quella parte».

Perciò, a differenza di altre operazioni ormai comuni nel mondo del cinema, di musicisti scritturati in una pellicola esclusivamente per sfruttarne la fama e l’immagine, in questo caso l’inserimento di Bowie nel cast è stato strettamente funzionale al ruolo e alla forma che il regista intendeva conferire visivamente al suo personaggio.

Da tale intervista non risulta poi molto altro sui motivi di questo accostamento. Eppure, guardando alla vita di Tesla e di Bowie, ci sono alcuni curiosi elementi in comune che vanno oltre l’aspetto visivo, e che probabilmente hanno spinto più o meno inconsciamente Nolan a mettere in relazione le due figure.

Ecco i motivi che hanno spinto il regista Christopher Nolan ha scegliere David Bowie nel ruolo del famoso scienziato nel film The Prestige

Nikola Tesla e David Bowie

David Bowie/Nikola Tesla: visionari e tormentati

Un primo elemento di contatto è rappresentato senza dubbio dalle comuni doti di visionarietà e precorrenza dei tempi, scientificamente o artisticamente.

Per quanto riguarda Tesla, le sue invenzioni parlano da sole: con più di trecento brevetti registrati, è grazie a lui che oggi possiamo parlare di motori elettrici, radio, televisioni, amplificatori e centrali idroelettriche, per citare qualche esempio.

A stupire però, al di là delle sue invenzioni, sono le intuizioni e previsioni sul futuro della tecnologia, molte delle quali si sono avverate a distanza di quasi un secolo dalla sua scomparsa. Una delle più impressionanti riguarda i nostri smartphone: in un’intervista del 1909, lo scienziato ipotizzò un mondo in cui le comunicazioni sarebbero state istantanee, indipendentemente dalla distanza, e in cui strumenti telefonici non più grandi delle nostre tasche ci avrebbero permesso di parlare e vederci come se fossimo faccia a faccia.

Tali previsioni saranno apparse utopistiche e prive di credibilità agli occhi della comunità scientifica del suo tempo, che non a caso le osteggiò fortemente ed etichettò Tesla come uno “scienziato pazzo”. In qualche modo, l’inventore era consapevole della propria condizione di emarginato, aspetto riportato anche in alcuni passi del film.

Angier: «Mi serve una cosa impossibile».

Nikola Tesla: «Avete mai sentito la frase “l’uomo va al di là di ciò che può afferrare”? È falso. Ciò che può afferrare va al di là del suo coraggio. La società tollera un solo cambiamento per volta. La prima volta che ho tentato di cambiare il mondo, mi hanno chiamato visionario. La seconda volta, mi hanno chiesto educatamente di ritirarmi ed eccomi qui a godermi il mio ritiro. Niente è impossibile, signor Angier, ciò che volete è solo costoso».

In questo intreccio di vite e personaggi, le parole di tale dialogo potrebbero avere un senso anche per la carriera di David Bowie.

Nonostante l’enorme successo di cui l’artista ha goduto per gran parte della sua vita, la sua personalità rimane tutt’oggi enigmatica e sfuggente.
È considerato un precursore di mode e generi musicali, ma più volte i suoi dischi e le sue trasformazioni non sono state comprese dai fan, spesso spiazzati dal continuo reinventarsi e dai cambi di registro: dal pop al soul, dal rock alla black music.

Al pari di Tesla, inoltre, David Bowie è riuscito a prevedere in maniera piuttosto chiara il futuro dell’industria musicale, intuendo le potenzialità del web come mezzo di promozione della propria arte e della propria immagine.

Nel 1998 lanciò “BowieNet”, un portale grazie al quale gli utenti potevano accedere a filmati, interviste e foto esclusive, oltre a poter creare una propria homepage e scaricare musica legalmente.
Ciò fu considerato rivoluzionario nel settore musicale: non era solo un blog o una piattaforma per la distribuzione di contenuti, bensì a tutti gli effetti un social network in cui chiunque poteva avvicinarsi all’artista e interagire con lui attraverso la tecnologia, in modo molto simile a quanto accade oggi.

Tesla: «So riconoscere un’ossessione: non porterà a niente di buono».

Angier: «Le vostre non vi hanno portato a niente di buono?».

Tesla: «Al principio, ma le ho seguite troppo a lungo, oggi ne sono schiavo e un giorno decideranno di distruggermi».

A legare ulteriormente le due figure è anche un altro aspetto, un po’ più oscuro: le ossessioni.

Tesla era afflitto da vari disturbi ossessivo-compulsivi, come dimostrano ad esempio la sua grande paura per gli oggetti di forma sferica, la morbosa passione per i colombi e soprattutto la fissazione per il numero tre: prima di entrare in un edificio sentiva spesso il bisogno di camminarci intorno per tre volte, e ciò valeva anche per la gran parte delle sue azioni quotidiane, ripetute per tre volte o per un numero multiplo di tre.

Anche Bowie, pur non soffrendo di tali problemi, manifestò spesso disturbi della personalità. Era ossessionato dai suoi personaggi, tanto da rimanerne talvolta intrappolato. In particolare, confessò che nei diversi anni in cui si esibì con lo pseudonimo di Ziggy Stardust e di Duca Bianco, faticava a scindere gli alter-ego dalla sua vera personalità, e iniziò a dubitare seriamente della propria sanità mentale.

Ecco i motivi che hanno spinto il regista Christopher Nolan ha scegliere David Bowie nel ruolo del famoso scienziato nel film The Prestige

David Bowie

Che siano state davvero queste somiglianze o meno a dettarne i motivi, la scelta di Nolan si è rivelata vincente: la prova attoriale di Bowie è stata acclamata e ritenuta molto credibile. Anche l’attore Ethan Hawke, che ha impersonato lo scienziato nel biopic del 2020, Tesla, ha confessato di aver tratto grande ispirazione dalla sua interpretazione.

Pur non potendo considerare il cinema come il terreno d’elezione della sua carriera, i ruoli che Bowie ha interpretato, come nel caso di The Prestige, sono stati spesso uno specchio della sua interiorità e fanno parte dell’immensa eredità artistica che ci ha lasciato. Un’eredità dalla cui complessità e diversità non si può prescindere per comprendere a pieno la sua figura e il suo viscerale bisogno di esprimere sé stesso.

Leggi anche: The Prestige – Il Manifesto della Poetica Nolaniana 

Autore

Share This