Ovosodo- Nel mentre, cerchiamo la felicità

Andrea Vailati

Febbraio 21, 2016

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Titolo film: Ovosodo

Regista:Paolo Virzì .
Durata:103 minuti
Data uscita: 1997
Titolo Originale: Ovosodo

“Dice che la malinconia non è altro che una forte presenza nel cervello di un neurotrasmettitore che si chiama serotonina. E succede che si ciondola come foglie morte e un po’ ci si affeziona a questo strazio e non si vorrebbe guarire più”

Ovosodo è la storia di un ragazzo, della sua crescita, dei suoi dubbi e della sua implacabile curiosità su cosa la vita gli voglia davvero dire.

Ovosodo è un racconto, una fiaba nel mondo vero, tragicomica ma, infine, un manifesto di profondo ottimismo, così profondo da destare incanto in chiunque ne venga trasportato, ridando leggerezza ad un mondo ormai perennemente insoddisfatto.

Ovosodo racconta una generazione oggi ormai adulta, le sue ribellioni, i suoi ideali, le sue speranze ma anche le sue follie, il suo esser succube di un mondo ormai passato ed il non vederne ancora uno futuro.

Ovosodo è un film fatto di domande, quelle di un bambino, di un ragazzo ancora giovane e di un giovane non ancora “uomo”, ricordandoci tutti i quesiti che ci si pone in una vita, mostrandoci i risultati delle risposte che ognuno sceglie, e infine, velatamente, senza mai pronunciarla, ci mostra la risposta alla domanda più temuta: “Si può essere felici?”.

Virzì ci racconta la sua città ma anche l’Italia intera, la borghesia ascendente, il proletariato arrancante , la mafia nei suoi microcosmi più poveri ed il liceo classico dove chiunque può farsi valere.

Ci mostra il fallimento, le delusioni, i figli di papà, i rivoluzionari, il tutto avvolto da un velo di poesia, di speranza e dell’immancabile ironia.

Ovosodo è un film che non ha età, un film che vuole insegnarci qualcosa, senza arroganza, ma con passione, un film che tira sù anche una persona triste ma senza illuderla, semplicemente, mostrandogli una prospettiva.

“Chi lo sa, forse sono rincorbellito del tutto, o forse sono felice… a parte quella specie di ovo sodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico”

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