Elio Germano – Un uomo e un attore straordinario

Chiara Cesaroni

Maggio 12, 2021

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Elio Germano è un attore che ormai tutti conosciamo e, con quasi cinquanta film all’attivo, è pressoché impossibile non averlo mai visto recitare. Ma come è arrivato a essere uno degli attori più apprezzati del panorama cinematografico italiano contemporaneo? Indubbiamente è un attore eccellente capace di interpretazioni puntuali e realistiche, ma non solo, perché Elio Germano è anche un uomo straordinario. Ma prima di parlare della persona, ripercorriamo l’impressionante carriera di questo antidivo romano.

Elio Germano è un attore eccellente capace di interpretazioni puntuali e realistiche, ma è anche un uomo straordinario.

Elio Germano in “Magnifica presenza”

Il suo primo approccio con il mondo dello spettacolo avviene all’età di otto anni quando partecipa alla pubblicità della Bauli del 1988, mentre l’esordio cinematografico avviene nel 1993 con il film Ci hai rotto papà dei registi Franco Castellano e Giuseppe Moccia.

E nel giro di poco più di un decennio è diventato uno degli attori più quotati d’Italia. Nel 2007 vince, infatti, il premio David di Donatello per l’interpretazione data nel film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti. In questo film Germano interpreta Accio, un ragazzo rissoso e allergico a ogni tipo di controllo sia esso familiare che religioso. Dà vita al protagonista giocando molto sulle sue reazioni ed emozioni. Spesso lo vediamo passare dalla spensierata vivacità alla supponenza e dalla violenza alla dolcezza in pochi fotogrammi. È un personaggio odioso, ma al quale non si resiste. Questa interpretazione gli valse, oltre al David di Donatello sopra citato, anche un Ciak d’Oro.

Nel 2010, due anni dopo la meravigliosa apparizione in Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, recita in La nostra vita, sempre di Luchetti, film che l’ha visto primeggiare al Festival di Cannes e vincitore sia del David di Donatello che del Nastro d’Argento. Elio Germano interpreta Claudio, un uomo che perde la moglie durante il parto dovendosi così occupare dei suoi tre figli.

L’attore regala una delle migliori performance della sua carriera. Riesce a essere così intenso da commuovere anche i cuori più freddi; anche chi non è mai stato compagno o genitore riesce a immedesimarsi nel dolore e nella tragedia di quest’uomo.

Elio Germano è un attore eccellente capace di interpretazioni puntuali e realistiche, ma è anche un uomo straordinario.

Elio Germano ne “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”

E arriviamo a Magnifica presenza (2012) di Ferzan Özpetek, dove avviene una sorta di rottura della quarta parete; infatti, l’attore interpreta un attore in una cornucopia di espressioni e intrecci umani sia commoventi che esilaranti, plasmando così un uomo dal carattere sfaccettato e profondo che rappresenta un po’ ognuno di noi. È quasi impossibile, infatti, non rivedersi nel protagonista Pietro, un ragazzo insicuro e innamorato dell’amore.

E poi arriva Suburra. Un esempio di ottimo cinema. Sebastiano è un pierre opportunista e, Germano, a differenza degli altri interpreti, dà una prova attoriale spontanea e realistica, cosa che nemmeno Favino riesce a fare perché costretto in dialoghi, spesso, troppo carichi di pathos. L’eccellente pellicola acquista credibilità con il personaggio di Sebastiano che sembra essere, inizialmente, l’unico libero da determinati vizi e comportamenti.

«Voglio dedicare questo premio a tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta e ad Antonio Ligabue e alla grande lezione che ci ha dato, che è ancora con noi, che quello che facciamo in vita rimane».

(Elio Germano)

Elio Germano è un attore eccellente capace di interpretazioni puntuali e realistiche, ma è anche un uomo straordinario.

Elio Germano ne “La nostra vita”

E, quindi, approdiamo al 2020 che ha visto Elio Germano brillare in tre capolavori della settima arte. Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, Volevo nascondermi di Giorgio Diritti e L’incredibile storia dell’Isola delle Rose di Sydney Sibilia.

In Favolacce interpreta Bruno, un uomo nervoso, invidioso, rigido, razzista, misogino e violento, in un modo così realistico da elevare facilmente il suo personaggio al ruolo del mostro. La forza di Germano nell’interpretare Bruno sta nel far capire allo spettatore tutte le motivazioni che l’hanno spinto a essere quello che è, ma a guardarlo comunque con occhi disgustati. L’uomo sguazza nella cattiveria, sia essa consapevole o meno, che crea una spirale di inquietudine e disagio che perdurerà fino agli ultimi attimi della pellicola.

In Volevo nascondermi mette le scarpe dello scultore e pittore italiano Antonio Ligabue. Elio Germano si spoglia di ogni sua caratteristica per indossare completamente i panni dell’artista italiano. Non ne risulta una semplice interpretazione, bensì una totale personificazione di un altro essere umano. L’attore romano ha lavorato tantissimo sull’espressione del corpo, sui movimenti nervosi e al tempo stesso incerti che caratterizzavano il pittore. Fin dalle primissime scene si comprende la sofferenza di quest’uomo vessato dalla vita e deriso dalla società. Elio Germano diventa a tutti gli effetti Antonio Ligabue.

E ne L’incredibile storia dell’Isola delle Rose dà corpo a Giorgio Rosa, un ingegnere bolognese, che costruisce un’isola nel bel mezzo del Mediterraneo appena oltre l’inizio delle acque internazionali. Giorgio, forse, ha le caratteristiche più simili a quelle dello stesso attore perché è un idealista, un romantico, un sognatore, un ambizioso e un visionario, nonché un uomo geniale. L’interpretazione di Germano viaggia sempre sul filo della commedia rimanendo però con un piede ben piantato nel crudo realismo della mente iperattiva di Giorgio Rosa.

2020 che regalerà a Elio Germano il trionfo ai David di Donatello 2021 come miglior attore protagonista per Volevo nascondermi.

Elio Germano è un attore eccellente capace di interpretazioni puntuali e realistiche, ma è anche un uomo straordinario.

Elio Germano è Antonio Ligabue in “Volevo nascondermi”

Abbiamo conosciuto molti uomini attraverso il particolare volto di Elio Germano, ma l’uomo dietro alle mille maschere chi è? Nelle numerose interviste rilasciate nell’arco della sua carriera si può notare come l’uomo sia quello che si può definire l’antidivo per eccellenza. In un’intervista del 2017 a La vita in diretta si può notare la sua già nota riservatezza e stupisce con la sua immensa umiltà. Conferma che l’attore è un mestiere come un altro.

E del suo mestiere ne parla nell’accezione più basilare, ma anche in quella più difficile: svestire i propri panni per prendere quelli di qualcun altro. Immergersi totalmente nella vita, nella mente e nel corpo del personaggio. È questo che fa di Elio Germano un grandissimo attore; non mostra mai sé stesso nelle pellicole in cui lavora perché smantella tutto ciò che è per plasmarsi a favore di sceneggiatura. Parla del cinema come di arte e arriva quasi a condannare l’odierno servilismo che il mondo ha per il dio denaro. Per Germano il cinema, e l’arte in genere, è amore, e l’amore non può essere comprato.

Leggi anche: Volevo nascondermi – La bellezza e la fragilità di un genio selvaggio

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