Vivere l’illusione – Tra Matrix e lo Tsukuyomi Infinito di Naruto

Francesca Casciaro

Novembre 15, 2021

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Realtà o illusione? 

Quella tra crudele realtà o dolce illusione si configura come una scelta.

La scelta che compie Neo, il protagonista di Matrix, quando Morpheus gli chiede se preferirebbe continuare a vivere in una confortevole ignoranza o conoscere il mondo per quello che realmente è.

I protagonisti dell’anime Naruto compiono la stessa scelta quando decidono di combattere Madara e i suoi progetti sullo Tsukuyomi Infinito, per perseguire un ideale di pace che sia reale e non meramente illusorio.

Il celebre film del 1999 di Andy e Larry Wachowski e l’anime di Kishimoto sembrano, a prima vista, due opere diametralmente opposte che non hanno nulla in comune.Una è tra le pietre miliari del cinema di fantascienza e dai forti connotati distopici e l’altra è serie animata, basata sulle vite immaginarie di giovani ninja, ambientata in un universo irreale e fantasioso: le differenze sono così tante che pare vano enumerarle.

Eppure, alla base della battaglia di Neo e della grande guerra conclusiva della serie animata di Kishimoto c’è la stessa fondamentale scelta di fondo: pillola rossa o pillola blu. Lo scontro tra verità e illusione.

Matrix: una simulazione di vita

Illusione
Matrix – Illusione

Matrix è una neuro-simulazione interattiva, costruita da macchine dotate di intelligenza artificiale con lo scopo di far condurre agli esseri umani una vita illusoria.

Secoli prima vi era stata una guerra tra umanità e macchine e queste ultime avevano vinto. Così il genere umano era stato ridotto all’immobilità, coltivato da incubatrici al fine di alimentare quelle stesse macchine che avevano ormai il controllo sul pianeta.

Quando Neo incontra Morpheus e sceglie la pillola rossa l’inganno viene disvelato ed egli scopre che la vita che aveva condotto sino a quel momento e che gli era sempre parsa reale, altro non era che una fallace illusione.

Morpheus: «Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità».

Tsukuyomi infinito: il migliore dei mali

Anche lo Tsukuyomi infinito è un’illusione che ha lo scopo di far vivere all’umanità un’esistenza fittizia.

Eppure, tra Matrix e il jutsu di Madara c’è una fondamentale differenza.

Matrix è il lascito della fazione vittoriosa di una guerra già conclusa, uno strumento per sfruttare i vinti. Lo Tsukuyomi infinito, invece, è un sogno di pace. Il sogno di Madara Uchiha.

In un mondo dilaniato dalla guerra l’illusione eterna sembra un male necessario, l’unica via per assicurare una pace duratura.

Il progetto di Madara affonda dunque le sue radici non nella volontà di prevaricazione, ma nel più profondo disincanto.

Madara: «In questo mondo, ovunque ci sia una luce c’è anche un’ombra. Finché il concetto di “vincente” esisterà ci sarà anche quello di “perdente”. L’egoistico desiderio di mantenere la pace scatena le guerre. E nasce l’odio per proteggere l’amore».

L’indole umana è intrinsecamente malvagia e votata alla guerra, i forti vorranno sempre prevalere sui deboli e le lotte sono destinate a non avere mai fine.

In un mondo votato al dolore e all’autodistruzione, allora, l’unica via possibile per assicurare l’armonia è quella di togliere all’umanità ogni possibilità di scelta, facendola piombare in un sogno eterno, in modo che più nessuno possa nuocere al prossimo.

Naruto – Tsukuyomi infinito

L’illusione come prigione

Sia in Matrix che in Naruto l’illusione non è una tortura, ma un incanto.

Neo era felice nel mondo della pillola blu: aveva un buon lavoro e conduceva una vita piacevole.

Quando il progetto di Madara giunge a compimento, le visioni dei ninja caduti nell’illusione non sono turpi o atroci, ma semplici stralci di vita vissuta.

La realtà fuori da Matrix, invece, è uno scenario post apocalittico, privo di luce e colori. Allo stesso modo, al di là dello Tsukuyomi infinito, imperversa una guerra violenta e brutale.

Perché svegliarsi, allora?
Che senso ha lottare per combattere l’illusione e abbracciare la verità?
Perché scegliere la pillola rossa? 

Perché l’illusione è una prigione e l’incanto annulla ogni libertà.

La libertà, infatti, per il suo corretto esplicarsi, postula necessariamente conoscenza e consapevolezza. Essere liberi significa avere la possibilità di scegliere e ogni scelta è preclusa a chi ignora la realtà.

Il lato tragico dell’illusione, sia in Matrix sia in Naruto, è che chi ne è vittima non è consapevole della propria prigionia: vengono a mancare gli strumenti per comprendere la falsità della vita che si sta conducendo.

Come il prigioniero incatenato nella caverna platonica ritiene che le ombre proiettate sul muro siano reali, così chi vive l’illusione ne resta inevitabilmente assorbito e confonde incanto e verità. L’unico modo per svelare l’inganno e spezzare le catene è uscire dagli schemi, mettere in dubbio la realtà fittizia, cercando di andare al di là di quello che si crede di conoscere.

L’unico modo è scegliere la pillola rossa.

Pillola rossa o pillola blu?

Illusione
Matrix – La scelta

La scelta tra pillola rossa e pillola blu è un’incantevole allegoria.

È una scelta che ognuno di noi affronta ogni giorno e che richiede audacia e determinazione. Quando subiamo la nostra vita accontentandoci di una piatta tranquillità e di una pace fittizia, inconsapevolmente, scegliamo la pillola blu. Quando abbandoniamo il noto per l’ignoto e decidiamo di vivere consapevolmente la nostra realtà, con tutti i problemi che essa comporta, scegliamo la pillola rossa.

Quella della pillola rossa è una scelta difficile, è una scelta coraggiosa. Si abbandona una felicità illusoria per inseguirne una reale che non è detto riusciremo mai a raggiungere. Se la finzione è un sogno, la realtà potrebbe essere un incubo e ricercare la conoscenza troppo spesso ha condotto l’uomo alla rovina.

Nel paradiso terrestre Eva scelse la pillola rossa quando, tentata dal serpente, colse il frutto proibito: la mela della conoscenza. Così facendo ha rinunciato alla cieca felicità, scoprendo le contraddizioni del mondo e la lotta ancestrale tra il bene e il male.
Solo abbandonando uno stato di beata ignoranza è potuta arrivare alla verità: se non avesse conosciuto il male non avrebbe mai potuto comprendere il bene e il suo valore. 

L’essere umano, infatti, non può comprendere i concetti assoluti, e solo nel confronto tra gli opposti raggiunge un’effettiva consapevolezza. 
E, così, il bene assume un reale significato solo se rapportato con il male e aver scelto il bene ha valore solo se si aveva la possibilità di scegliere il male.

Ulisse scelse la pillola rossa quando, invece di fare ritorno alla sua Itaca, sfidò le leggi degli uomini tentando di scoprire cosa ci fosse al di là delle colonne d’Ercole.

«Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza».

(Dante, Inferno, XXVI, 119)

E, mentre su di lui e i suoi compagni si abbatteva il castigo divino per aver troppo osato, egli di certo non si pentiva di quella scelta coraggiosa che lo aveva portato oltre i confini del mondo per fargli scoprire che, oltre quel limite, c’erano altri mille mondi da scoprire.

Al di là della Bibbia e dei miti, la maggior parte dei nomi che ci tramanda la storia sono quelli di uomini che hanno scelto la pillola rossa, perseguendo il cambiamento alla ricerca di una diversa verità.

In fondo, la pillola rossa altro non è che una metafora di lotta e speranza, allegoria del coraggio di chi abbandona la comoda tranquillità per inseguire, tra sofferenze e sacrifici, una realtà che, per quanto crudele possa essere, è pur sempre preferibile a una piatta illusione.

Leggi anche: Matrix, Inception e Putnam – Tra realtà, sogno e finzione

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