Si racconta che Nietzsche, durante il suo soggiorno a Torino, prima che la malattia lo portasse alla follia, alla vista di un cavallo sofferente e frustato dal suo cocchiere, lo abbracciò, scoppiando in lacrime.
Nietzsche che alla gravità del mondo, all’assurdo dell’esistenza, diceva di rispondere con un sì alla vita, piange disperato di fronte a un cavallo sofferente.
Perché?
Era la follia dettata dalla malattia?
O forse Nietzsche aveva realizzato che l’umano ha fallito?
Forse Wild Horse Nine non risponde a questa domanda, ma sono sicuro che Martin McDonagh avrebbe dato una carezza a Nietzsche.
Lo avrebbe compreso perché c’è tanto Nietzsche in Wild Horse Nine: c’è il riso alla vita; c’è il martellare a colpi di geniali battute la morale contemporanea; c’è la genealogia (non della morale) della storia americana, fatta di presidenti ammazzati e democrazie destabilizzare; ci sono anche i cavalli.
Ma c’è soprattutto Chris Carlisle (John Malkovich), agente della CIA che sta registrando le sue memorie, anche se soffre un po’ di amnesia, ed è destinato a morire di cancro sull’isola di Pasqua circondato da teste giganti e cavalli selvaggi.
Lui, a differenza dell’inattuale Nietzsche, ha agito nella Storia cambiandola, perché «Sparare alle persone cambia le cose», e come dice alle due ragazze incontrate in aeroporto: «Siamo qui per destabilizzare la vostra democrazia».
Questo ha fatto per tutta la vita. Sparare e destabilizzare democrazie, da buon americano. E ora si ritrova nell’isola di Pasqua con il suo migliore amico e collega Lee, pieno di sensi colpa, un grande umorismo e i cavalli.
Chris non impazzirà come è impazzito Nietzsche, anche se penserà di aver visto un cavallo annuirgli con la testa e magari gli chiederà scusa.
Come Nietzsche anche Chris capisce che l’umano ha fallito e che quindi avrebbe dovuto uccidere meno gente e stare più tempo coi cavalli.
Ma forse questo può accadere solo nei film.
Che parlano di cose gravi, ma che sanno di non doversi prendere troppo sul serio.
Dopo tutto, sono solo film e le cose non si cambiano coi film, ma sparando o nascondendosi in una casa sperduta con un fucile in attesa di doversi difendere dal mondo.




