Nuovi Sguardi: Fishman – Le suggestioni di un incubo

Alessandra Savino

Dicembre 21, 2021

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Fishman, interpretato da Filippo Scotti (il giovane Fabietto Schisa, alter ego di Paolo Sorrentino in È stata la mano di Dio, nonché vincitore del Premio Mastroianni), è il secondo cortometraggio diretto da Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi.

Il cortometraggio, della lunghezza di diciannove minuti, è stato proiettato nell’ambito del Premio Shinema – giunto al suo secondo anno – nella sezione fuori concorso. A ospitare la rassegna (in programma non solo cortometraggi, ma anche lungometraggi e web series) per il cinema indipendente contemporaneo è stato il Cineclub Materdei di Napoli dal 14 al 17 dicembre 2021. Si segnala anche l’accoglienza speciale al Metropolis Film Festival di Milano. Un’altra partecipazione d’eccezione è stata quella all’ultima edizione del Capri, Hollywood dal 26 dicembre al 2 gennaio. Ecco a voi un’anteprima.

Sinossi di Fishman

Un corriere deve consegnare un pacco su un’isola, ma quando giunge sul posto è costretto a fare i conti con uno scenario perturbante e minaccioso. Ciononostante, il fattorino farà di tutto per portare a termine il lavoro, sollecitato dall’incessante allarme proveniente dal dispositivo tecnologico che indossa al polso, pronto a ricordargli che la consegna è in ritardo.

Fishman, interpretato da Filippo Scotti, è il secondo cortometraggio diretto da Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi.
Filippo Scotti in un frame del film

Intervista ai registi

Com’è nato questo progetto? Quali sono stati gli stimoli?

Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi

Il desiderio era quello di realizzare un qualcosa di molto diverso dal nostro
primo lavoro,
The Rigor Mortis Show, un corto dall’impostazione quasi
teatrale, ambientato in un’unica location, denso di parole e personaggi. Al
contrario, con
Fishman, ci siamo proposti di costruire un racconto sorretto
principalmente dalla forza di immagini e suoni, abbandonando quasi del tutto la
parola. Frequentare e sperimentare l’horror, un genere che amiamo molto, che ci
stimola e ci diverte, per dare risalto alle atmosfere più che alla storia.

C’è stato prima un lavoro di scrittura? In che modo ha impattato sulla resa finale delle immagini?

Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi

Il lavoro di scrittura si è sviluppato parallelamente alla ricerca dei
luoghi. Procida è un’isola colorata, gioviale e fiabesca, ma che nasconde anche
un profilo ombroso, inquietante, denso di misteri e ambienti spaventosi. Da qui,
la scelta drammaturgica di dividere il corto in due parti ben distinte; la
prima, vivace e assolata, e la seconda, decisamente più cupa. Decisiva è stata
la scoperta, grazie al supporto del Comune di Procida, di Palazzo d’Avalos, che
ha fortemente orientato le scelte visive presenti in sceneggiatura, diventando la
location principale del corto.

Il tema dell’onirico, a partire dall’individuo, preme fortemente sull’inconscio collettivo. Durante il processo di elaborazione, vi siete serviti di qualche particolare suggestione (artistica, letteraria, musicale)?

Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi

L’onirico è il cuore pulsante di Fishman. La volontà era quella di ricreare
le atmosfere impalpabili, gli scarti e le “logiche” tipiche del sogno. In tal
senso, pur servendoci di suggestioni cinematografiche o anche pittoriche,
abbiamo deciso di lasciare un ampio margine alla pura e semplice
immaginazione.

Fishman, interpretato da Filippo Scotti, è il secondo cortometraggio diretto da Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi.
Il dipinto di Nicolas Spatarella ritrae la catarsi del protagonista nella scena finale

Si inizia con l’angosciante viaggio per mare di un fattorino. Si approda in una Procida quasi distopica. L’atmosfera è da thriller. Quant’è stato risolutivo l’elemento della metamorfosi?

Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi

Desideravamo un finale felice. Volevamo che il personaggio riuscisse a
evadere da quel tortuoso labirinto di misteri e paradossi rappresentato
dall’isola. In questo senso, la metamorfosi è un evento salvifico, poiché
permette al protagonista di affrontare il mare, lasciandosi alle spalle incubi e
sofferenze.

Rispetto alla vostra opera precedente, più che di comunicare si avverte l’urgenza di esprimere. La narrazione è intrisa di simboli. La verbalizzazione è ridotta al minimo. Quali indicazioni sono state date a Filippo Scotti? E, viceversa, qual è stato il suo contributo?

Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi

Filippo ha sin da subito recepito il tono e l’”identità” del corto, difficili
da spiegare a parole. Così le indicazioni si sono ridotte al minimo
indispensabile. Il suo contributo è stato fondamentale, specialmente nella
fedele, intensa, restituzione del dolore fisico, ma anche, nella prima parte,
nel lasciar trasparire una freddezza e un distacco forzati, necessari a un
personaggio che, nonostante le avversità, cerca in tutti i modi di portare a
termine il proprio compito, sforzandosi di resistere all’ambiguità degli eventi.

Se doveste descrivere Fishman con un solo aggettivo quale scegliereste?

Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi

Siamo indecisi tra “freddo” e “mutevole”…

Fishman, interpretato da Filippo Scotti, è il secondo cortometraggio diretto da Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi.
Da sinistra: Raffaele Rossi, Filippo Scotti e Nicolas Spatarella durante le riprese (foto di Giovanni Vanacore)

Biografia dei registi di Fishman

Nicolas Spatarella e Raffaele Rossi studiano Cinema all’Accademia di Belle Arti
di Napoli. Intanto, Nicolas Spatarella coltiva la passione della pittura e
Raffaele Rossi fonda una piccola produzione audiovisiva a Napoli. Insieme,
collaborano da quando si sono conosciuti al liceo. Il cortometraggio The Rigor
Mortis Show
(2020) è la loro opera prima, co-diretta e auto-prodotta, con il
sostegno della STEP ONE Productions, con la quale hanno ottenuto numerosi premi
e dalla quale hanno avviato un percorso insieme di co-regia, sceneggiatura e
montaggio.

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