Scritto da Matteo Viesti
Titolo film: Baci rubati
Regista:François Truffaut Durata:90 minuti Data uscita: 1968 Titolo originale: Baisers volés
“Vous savez, l’amour et l’amitié, ça marche avec l’admiration”
“Sapete, l’amore e l’amicizia, funzionano grazie all’ammirazione”

La disarmante forza della semplicità
Per questo quarto e ultimo capitolo della filmografia di Truffaut, incontriamo ancora il personaggio di Antoine Doinel ( Jean-Pierre Léaud), ormai cresciuto dal primo capitolo analizzato in questa rubrica ( Les 400 coup\I quattrocento colpi),in cui era poco più che un bambino.
Abbiamo la possibilità di osservare da vicino un personaggio cangiante, immerso in un mondo che lo travolge e che lo costringe a restare a galla , non senza fatica.
E con la consueta maestria di Truffaut, incontriamo le paure e gli atteggiamenti con cui amava connotare i suoi personaggi , in questo caso un ragazzo dolce, generoso, deciso, innamorato. Come una nebbia che cala e lascia intravedere le luci delle auto vediamo, seppur con gli occhi socchiusi le caratteristiche di Antoine, talmente di un’altra epoca da sembrare ingenue, semplici, essenziali.
La chiave di lettura di questo film, che ci mostra l’aspetto più incosciente della adolescenza, è proprio nella possibilità donata allo spettatore di sciogliere il proprio cuore critico e desideroso di mistero, e di abbandonarsi alla semplicità più essenziale, al dialogo più diretto, ad un personaggio sincero fino al midollo.
Altrettanto chiaro appare come il regista abbia lasciato liberamente esprimersi l’attore, mostrando vezzi e atteggiamenti più personali che imposti e che, indiscutibilmente confermano e rinforzano la tesi del film-verità, obiettivo ultimo della Nouvelle Vague. E, seppur realizzato temporalmente dopo l’apice ufficialmente riconosciuto del movimento, evidente è il forte influsso che ha impregnato le scelte di Truffaut, così come nella trama, tanto quanto nella realizzazione .
La ricerca della novità registica, in quanto ad inquadrature ed esperimenti, non manca mai, conferendoci anche dal punto di vista più tecnico un vero e proprio gioiello.
Vincitore tra gli altri del prestigioso Grand Prix du Cinéma Français e del premio Louis-Delluc del 1968.
Sincero, dolce, essenziale
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