Bande à part – Ordinaria Follia

Redazione Settima Arte

Ottobre 11, 2016

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Bande à part – Ordinaria Follia

Bande à part
“Bande à part”

Chiudete gli occhi.

Riapriteli.

Nulla ha senso, il mondo è nelle vostre mani, ma non lo volete, la vita vi odia e voi lo stesso. Immaginate una donna meravigliosa, ingenua, ma non per questo carente di coraggio. Due uomini di un’eleganza rozza e dozzinale, di animo nobile, ma costretti al peggio, che illuminano il cielo con la combinazione dei loro caratteri, delle loro idee.

Una Parigi cupa e seria, ma non per questo meno affascinante, dona un contorno perfetto a questo film che potremmo definire un esperimento mai compiuto prima, dall’esito quanto mai incerto, ma dotato di un certo fascino.

Jean-Luc Godard ci conferisce un diamante di una bellezza celata, nascosta nelle piccole cose, nelle musiche e negli sguardi, nei giochi di silenzio e rumore.

Bande à part cattura la nostra attenzione che vorrebbe scappare via, lontana da quella insensatezza, la riprende quando è pronta ormai a fuggire, facendola innamorare ancora e ancora.

E nella delicatezza di una folata di vento, spinge i due ragazzi alle più disparate follie, vissute con una semplicità tale che ci dona un sentimento di normalità, abitudine, monotonia, vana ricerca di essere al centro dell’attenzione per non sprofondare, piuttosto che di allegria.

In questo caos controllato, in questo torrente che straripa e porta con sé il misero frutto di una valle incolta, sguazzano due prodotti di una società confusa e rivoluzionaria, non sempre nella buona direzione, dei controversi, ma innegabilmente intriganti anni della Nouvelle Vague.

Come una serata sulla spiaggia, il racconto è tante storie, tante visioni, tanti modi di vedere la vita. È un punto di vista sempre sfuggente sull’orizzonte celato, però, dal mistero.

L’immagine che utilizzo per concludere è emblematica e riassuntiva: tre giovani corrono per battere un record di velocità, mano nella mano, in pieno giorno, nel museo del Louvre.

Perché?

Percé non hanno nulla di meglio da fare.

Bande à part
Immagine emblema della follia in “Bande à part”

Scritto da Matteo Viesti.

Leggi anche: Baisers volés ( Baci rubati) – La disarmante forza della semplicità

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